Leaether Strip


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The Pleasure Of Penetration , 6/10
Excluded , 6.5/10
Science For The Satanic Citizen (1993) , 7/10
Solitary Confinement , 6/10
Fit For Flogging , 5/10
Underneath The Laughter , 6/10
Serenade For The Dead , 6.5/10
Legacy Of Hate & Lust , 6/10
Rebirth of Agony , 5/10
Self Inflicted , 5/10
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I Leaether Strip sono la creatura del danese Claus Larsen.

Nel primo singolo Japanese Bodies, uscito all'inizio del 1989, sull'album The Pleasure Of Penetration (Zoth Ommog, 1990), con Body Machine Body e Die Die Die, nonche' il tema Leaether Strip in due parti, sul mini-album Penetrate The Satanic Citizen (Zoth Ommog, 1990), con Satanic Citizen, e nei singoli Razor Blades e Touchdown Breakdown, eseguono una electronic body music dalle tinte gotiche che si ispira anche troppo palesemente ai Front Line Assembly. Il meglio di questo periodo, compresi i nuovi singoli Zyklon B e Battleground, verra` in seguito antologizzato su Science For The Satanic Citizen (Cargo, 1993).

Larsen forma anche i Klute, che debuttano con il singolo Explicit (1991) e soprattutto con il terrificante album Excluded (Music Research, 1990), le cui No Man's Land, Guilty e Desert Storm realizzano invece una fusione fra grindcore ed elettronica. I riff distorti della chitarra e il battito frenetico sono le caratteristiche anche dell'EP Excepted (Zoth Ommog, 1993). Il sound si avvicina invece a quello del progetto maggiore (sezioni d'archi e cadenza pesante) sull'EP Excel (Zoth Ommog, 1995), ma Pressure se ne distacca per un'enfasi infernale.

Ma Larsen si dedica soprattutto ai Leaether Strip, dei quali escono Body Rapture (1990), Technop0lis 2 (1991), Technop0lis 3 (1992), Cyberworld (1993). I poliritmi elettronici e il battito duro sono meglio gestiti su Solitary Confinement (Zoth Ommog, 1992), che vanta in generale una piu` esperta manipolazione di reperti sonori. I campionamenti religiosi di Dance Of Deception, le assordanti cadenze di Strap Me Down, il boogie galattico di Elvis Speaks, l'impeto melodico di Adrenalin Rush non inventano nulla, ma copiano i maestri canadesi e americani con diligente fervore.

Se Fit For Flogging (Cleopatra, 1993), con Steal e Nosecandy, appartiene ancora a quest'epoca, il coevo Underneath The Laughter (Cleopatra, 1993) eccede un po` in verbosita` metafisiche (peraltro compensate dalla leggiadra Don't Tame Your Soul), ma la produzione e` piu` violenta che mai e il disco e` coronato dalla lunga Athiestic Sermon (undici minuti). Nello stesso anno usci` un terzo album, Zoth in Your Mind (1993). Melt (Cyberwave, 1994)

Continuando nel gioco ai contrasti e accentuando la fascinazione per il gotico, Serenade For The Dead (Zoth Ommog, 1994) raccoglie invece nove brani strumentali di elettronica sinfonica che oscillano fra la pomposita` dei Laibach (Black Widow's Kiss) e la musica funebre del Medioevo (Awakening e New Dark Ages).
E` quella la strada intrapresa anche dall'EP Positive Depression (Zoth Ommog, 1995), in particolare nel lungo strumentale Dead On Arrival (dieci minuti).

Continuando quella progressione, Legacy Of Hate & Lust (Cleopatra, 1995) e` al tempo stesso piu` barocco e piu` industriale, dando l'impressione che si tratti di una raccolta di marce funebri (dall'iniziale Down There With You fino all'apice di No Rest For The Wicked). Manca pero` il brano cardine.

Rebirth of Agony (Cleopatra, 1997), con How Do I Know e Life Is Painful ha accentuato i toni volgari, macabri e provocatori della sua presentazione. Il disco e` un tributo autobiografico alla macerazione psicologica di Larsen, che ha origine da un misto di meditazione esistenziale, desiderio sessuale e rabbia bestiale.

Escono poi il mini-album Self Inflicted (Zoth Ommog, 1997), con Coming Up For Air, Hate Me e Are We The Sinners, e l'EP Anal Cabaret (Zoth Ommog, 1998) (Metropolis, 1999).

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