Magic Mushroom Band
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The Politics Of Ecstasy (1986), 6/10
Bomshankar (1987), 6.5/10
Eyes Of The Angel (1989) , 6/10
Process Of Illumination , 6.5/10
Spaced Out , 6/10
Spaced Out 2, 5.5/10
Rehash , 5/10
Magic , 5/10
Astralasia: self-titled , 5/10
Astralasia: The Politics Of Ecstasy , 5/10
Astralasia: Whatever Happened To Utopia , 6/10
Astralasia:Axis Mundi, 5/10
Astralasia:Astralogy , 5/10
Astralasia:The Space Between , 5/10
Astralasia:Seven Pointed Star , 5/10
Astralasia:White Bird , 5/10
Astralasia:Something Somewhere , 5/10
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La carriera terribilmente epigonica della Magic Mushroom Band ha prodotto finora soltanto una sequela imbarazzante di dischi-pattumiera. Rispetto agli Ozric Tentacles ha comunque rappresentato una versione meno snob e intellettuale del revival del rock progressivo. Lo spirito, se non l'ispirazione, era davvero quello dei Gong.

Formata nel 1982 dal chitarrista Gary "Moonboot" Masters e dal tastierista Kim "Of Oz" Russell, la Magic Mushroom Band esordi` con album come The Politics Of Ecstasy (1986), Bomshankar (Aftermath, 1987) e Eyes Of The Angel (1989), con l'orecchiabile You Can Be My LSD, nei quali venivano ripassati con diligenza gli insegnamenti di Pink Floyd e dei complessi di Canterbury (i Gong in particolare). Piu` che arte era, insomma, antiquariato.

Entrata in formazione la violinista e tastierista Sam Turner (anche negli Harrold Juana), Process Of Illumination (Fungus, 1990) annuncio` la stagione matura e un sound che, pur perdendo qualcosa della sua scanzonata goliardia, riusciva a giostrare con piu` creativita` attorno al sound dei classici.

Spaced Out (Mystic Stone, 1991), forse piu` magico ed esotico (al sassofono e al flauto c'e` David Jackson dei Van Der Graaf Generator), aperto alle insidie ritmiche di una Pictures Of My Mind o di una Aravinda, accentua la transizione che si compie definitivamente sui remix di Rehash (Magick Eye, 1992): all'insegna del techno che imperversa in Europa, il nuovo sound e` fatto per ballare in discoteca.

Se Spaced Out 2 ricicla soltanto detriti di scarso valore, Magic (Magick Eye, 1995) confessa lo stato confusionale del gruppo, che non sa evidentemente decidere in che direzione evolvere. Overlife Sensation e When Dreams Collide denotano piu` che altro una grande abilita` di arrangiamento.

Gary Masters e Kim Russell formano (with keyboardist Marc Swordfish and guitarist Ed Bones) il progetto parallelo degli Astralasia, dei quali escono l'album omonimo (Fungus, 1991), con spunti techno e velleita` progressive (e Dave Jackson dei Van Der Graaf Generator al sassofono), su cui compare il singolo Rhythm Of Life/ Celestial Ocean (1991), The Politics Of Ecstasy (Magick Eye, 1992), ovvero con lo stesso titolo del primo album della Magic Mushroom Band), avviato verso la musica ambientale, ma ancora forte di numeri da ballo come Realise Your Purpose (1992) e Sul E Stomp (1992), Pitched Up At The Edge Of Reality (1993), album del periodo di Mad (1993) e soprattutto di Univeria Zekt (1993), e Whatever Happened To Utopia (Magick Eye, 1994), che completa la transizione dalla psichedelia alla musica new age nello stesso anno dei singoli Unveria Zekt (1994), Hashishin (1994) Mother Durga (1994) e Sul E Stomp (Re Release) (1994). A questo punto Astralasia era diventato il progetto di Swordfish.

Il lungo singolo dei Mushroom, Fungus Amongus (Magick Eye, 1994), sembra rappresentare l'inizio di una convergenza fra lo stile biecamente retro` di Mushroom e lo spirito piu` moderno degli Astralasia.

Ma Astralasia di Swordfish e` decisamente il progetto vincente. Axis Mundi (1995), Astralogy (1995) e The Space Between (1996) sono gli album che portano allo stile barocco e ballabile di Seven Pointed Star (1997), White Bird (Magick Eye, 1998), con l'ipnotica Special World, del five-track EP Seven by Seven (1997). I singolo di questo periodo prolifico e ripetitivo si intitolano Nomad (1995), High Planes Drifter (1996), Alien Love Song (1996), Seven Pointed Star (1997) One Fine Day (1998) e Snowman (1998).

Something Somewhere (Transient, 2002) crowns Astralasia's progress towards a form of symphonic techno, highlighted by Melanie Taylor's sensual vocals (the sexy and cosmic trip of Come Inside) and thumping beats (Fantasize Realize).

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