Main


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Hydra, 6/10 (EP)
Calm, 6/10 (EP)
Dry Stone Feed, 6/10 (EP)
Firmament, 6/10 (EP)
Motion Pool, 6.5/10
Firmament II, 7/10
Hz, 7.5/10
Orr, 5/10
Firmament III, 5/10
Firmament IV, 6/10
Tau , 6/10
Exosphere (2005), 4/10
Surcease (2006), 4/10
Ablation (2013), 4/10
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Main, the new project of Loop's Robert Hampson, was an obsessive probe into the power of drones. Over the course of a number of EPs, Hydra (1991), Calm (1992), Dry Stone Feed (1993) and Firmament (1993), and the album Motion Pool (1994), Hampson's style evolved from a dark, cold, dynamic sound to a softer, static, almost mystical sound. The two colossal tracks of Firmament II (1994) and the six multi-part suites of Hz (1996) coined a sophisticated art of nuances that, far from being only cacophonous and monotonous, was rich in the way that a black hole is rich of invisible gravitational energy. Hampson's technique was perhaps the closest a rock musician had come to repeating Karlheinz Stockhausen's experiments of the 1960s.
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Main e` il nuovo progetto del britannico Robert Hampson, gia` leader del complesso Loop. Al suo fianco rimane soltanto l'altro chitarrista Scott Dawson.

I Main nascono con una serie di EP usciti a coppie "gemelle": Hydra (Situation Two) nel 1991 e Calm (Situation Two) nel 1992, Dry Stone Feed e Firmament nel 1993. Gli EP scandiscono la progressione di Hampson da un scuro, teutonico, influenzato da Can e Faust, verso una psichedelia sempre piu' cosmica e sperimentale, verso un sound sempre piu' minimalista e ambientale. Flametracer avanza caracollando fra turbolenze pneumatiche degne dei Neu e voci spaziali degne dei Grateful Dead di Aoxomoxoa. Quella di Main e` una musica che si avviluppa nei pulviscoli di rumore a ritmo frenetico di Time Over, che si distende negli accordi subacquei e negli "om" sterminati di Suspension, che risuona con le distorsioni folli e i tam-tam marziali di There Is Only Light. L'immane dilatazione psichedelica di Remain, fitta di trilli elettronici, di droni dissonanti e di gemiti psicanalitici, e le nubi elettroniche minacciose di Sever sono le porte da cui si entra nella terra desolata dei venti minuti di Thirst (soltanto sulla versione CD di HydraCalm), battuta senza pieta` da lunghi ronzii snervanti, minata da piccoli rumori viscidi.
Il progetto e` degno dei concerti piu` radicali della musica d'avanguardia.

Motion Pool (Beggars Banquet, 1994) e Firmament II hanno ormai eliminato del tutto il ritmo, e quindi ogni parvenza di musica rock. Portando agli eccessi gli insegnamenti di Robert Fripp, le dodici "canzoni" del primo (quasi ottanta minuti di musica) coniano l'ambientale per chitarre (quella di Hampson piu` quella di Scott Dawson), in cui rumori e voci popolano un sottofondo di microtoni surreali. Di fatto si tratta di una lunga suite, di un lungo gioco di contrasti, che fa seguire ai droni impercettibili di VII il loop di riff distorto di Rail, che porta dagli ostici ritmi industriali dei Neu (Core) al mantra stordente dei Velvet Underground (Spectra Decay), dalle seghe elettriche di Rotary Eclipse ai disturbi intermittenti di VIII. Il limite di tutte le intuizioni di Hampson e` che non vengono sviluppate, vengono ripetute un po' bovinamente, con l'ausilio dei loop, per cinque/sei minuti. E` un limite a cui Hampson tenta di porre rimedio nelle composizioni piu` ambiziose, che diventano lunghe escursioni senza trama, cacofoniche e disordinate, giustamente dedicate a paesaggi desolati (Crater Scar, Heat Realm).

Le due sinfonie del secondo (IX e X) completano la metamorfosi dando luogo a una musica classica delle distorsioni chitarristiche. IX (25 minuti) e` forse la piece di Main piu` simile alle glaciali superfici di Karlheinz Stockhausen. Dopo cinque minuti di introduzione (un insieme casuale di dissonanze) si libra un ronzio siderale che cambia lentamente tonalita`. Dopo cinque minuti di pausa, Main riprende a filare rumori industriali da una moltitudine di micro-eventi sonori. Gli ultimi nove minuti sono fatti di respiri, campanelli, tonfi. X (26 minuti) e` un pezzo piu` scuro e meno dinamico. Dopo otto minuti viene vivacizzato da timbri quasi percussivi in lenta, continua evoluzione su un ronzio quasi di sitar. Al tredicesimo minuto il processo di arresta e dal buco nero fuoriesce un getto di sibili galattici.

Hz (Beggars Banquet, 1996) testimonia della smisurata ambizione di Hampson. Raccogliendo sei EP pubblicati nell'arco di sei mesi, ciascuno a sua volta suddiviso in movimenti, Robert Hampson, coadiuvato da Scott Dawson (chitarra) e Benny Green (basso), mette assieme un saggio monumentale della sua arte della manipolazione acustica. Le due parti di Corona ripetono lo stesso schema: un inizio di suoni cosmici in lenta evoluzione, un crescendo di violente scansioni metallurgiche e una dissolvenza finale in "om" mantrico. Terminus e` opera minore, ma anche le frequenze instabili del terzo movimento raggiungono il nirvana, sia pur con una serie di mutazioni piu` rocambolesche. Il basso e` protagonista di Maser, forse per bilanciare le dissonanze insolitamente squillanti (i sibili lancinanti del terzo movimento hanno poco di ambientale) e i rumori sismici del quarto movimento. L'esperimento continua con Haloform, che esplora frequenze stridenti, fino alle vibrazioni stordenti del terzo movimento. piu` subdole e statiche le cinque parti di Kaon, che tornano sul terreno prediletto di Hampson, quello dei droni trascendenti. Un buon esempio del processo di disintegrazione delle masse sonore che e` centrale nella sua tecnica si ha anche nel terzo movimento di Neper.

Hampson ha anche registrato con Jim O'Rourke Whelm (Touch, 1995), accreditato agli Indicate.

Orr Mute, 1996), registrato con Bruce Gilbert e Paul Kendall, risale in realta` al 1990 e testimonia la transizione dal suono dei Loop a quello ambientale dei suoi lavori solisti.

Firmament III (Beggars Banquet, 1996) continua senza particolare fantasia la serie omonima, forse piu` per ragioni contrattuali che per reale bisogno artistico. L'unica novita` sostanziale e` costituita dalla presenza di Paul Schutze e dall'assenza del fido Dawson, forse stancatosi (anche lui) di ripetere all'infinito una canzone che non esiste.

La psicoacustica di Hampson progredisce finalmente con Firmament IV (Beggars Banquet, 1997), che dimostra maggiore padronanza dei mezzi tecnici e una qualche apertura a nuove tecniche.

Il limite di Hampson e` sempre quello di non avere una mano particolarmente elegante alla ricerca timbrica. E di essere sempre ridondante oltre misura (c'e` chi ha fatto di meglio in cinque minuti).
Come omaggio al minimalismo di LaMonte Young e alla musique concrete si fa ascoltare, ma forse LaMonte Young non prenderebbe con se` un allievo tanto mediocre. Brian Eno, invece, faceva tutt'altro.

Hampson has progressively abandoned any pretense of making rock music and consistently embarrassed other guitar-driven ambient painters with ever more abstract music. Tau (K-raa-k, 2002) presents a composer who harks back to the radical electronic suites of Morton Subotnik, Gordon Mumma and Pauline Oliveros.

On the other hand, the 20-minute EP Transiency (Tigerbeat6, 2003) is a work of austere minimalism.

Comae (Rhiz, 2003) is a collaboration with Janek Schaefer.

Hampson has progressively abandoned any pretense of making rock music and Exosphere (Staalplaat, 2005) is a very minor work, a mere demonstration of what Main music is supposed to be. He declared the experiment over with Surcease (2006).

Hampson's solo Vectors (Touch, 2009) was devoted to free-form musique concrete, as was Repercussions (Editions Mego, 2012), basically a tribute of sorts to the laboratory of Pierre Schaefer. The other solo albums of that year, Suspended Cadences (2012) and Signaux (2012), contain two lengthy compositions each.

Main returned with Ablation (Mego, 2013) featuring Robert Hampson (analogue electronics, concrete sounds, guitar and piano treatments) with Stephan Mathieu (Farfisa VIP 233, e-bowed phonoharp, radio, percussion-treatment) and containing four untitled pieces. The first one is much closer to chamber electroacoustic music of the 20th century than to Main's trademark sound. It sounded a bit naive in 2013.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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