Mandragora
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Over The Moon , 6/10
Head First , 6.5/10
Earthdance , 6/10
While The Green Man Sleeps , 5/10
Temple Ball , 5/10
Pollen , 6/10
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I Mandragora appartengono a un movimento underground che riprende le intuizioni dell'underground psichedelico/progressivo degli anni '70. Protagonisti di innumerevoli concerti gratuiti tenuti all'aperto, i Mandragora hanno contribuito a tener viva un'idea di musica come liberazione.

Il visionario del gruppo e` il chitarrista Simon Williams, al cui estro si deve gran parte del fascino di Over The Moon (Bab, 1988), opera naif che ha comunque il pregio di rifondare il genere su premesse ambiziose. Nel sound di brani come Rainbow Warrior hanno diritti di cittadinanza i sintetizzatori, usati alla Ravenstine (Pere Ubu).

L'ingresso del tastierista Phil Thornton determina una svolta radicale verso paesaggi sonori che fanno leva sull'elettronica e lambiscono la world-music. Head First (Resonance, 1991) rispolvera cosi` i viaggi psichedelici di Pink Floyd e quelli etnici di Third Ear Band alla luce delle visioni cosmiche di Ash Ra Tempel e Tangerine Dream. Zen Guitar e Raga sono i pezzi transglobali.

Earthdance (Mystic Stones, 1993) e` un disco forse meno innovativo, ma piu` brillante in termini di arrangiamento e produzione. Brani tumultuosi e rocamboleschi come Zarg e la title-track non solo contenitori di bizzarrie, bensi` flussi organici di emozioni, e il sabba di Around The World consacra il sound della maturita`.

Non a caso nello stesso anno Thornton licenzia While The Green Man Sleeps (Mystic Stones, 1993). Inside The Crystal Circle e la suite Rainbow Chant abbandonano le velleita` psichedeliche e si avventurano in territori decisamente cosmici e new age.

Temple Ball (Mystic Stones, 1996) sembra pero` chiudere la carriera di questo coraggioso e sregolato artista.

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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Pollen (Delerium, 2000) marks a deluxe return for guitarist Simon Williams and keyboardist Phil Thornton. In keeping with their last recordings, the eclectic line-up tackles ethnic and cosmic sounds with the usual passion for bizarre and unpredictable harmony. All in all a work that sounds more like Muslimgauze or Loop Guru than vintage Mandragora.
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