Massive Attack
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Blue Lines , 6.5/10
What Silence Knows , 6/10
Protection , 6/10
Mezzanine , 7/10
100th Window, 5/10
Heligoland (2010), 4/10
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Massive Attack, an emanation of the sound system Wild Bunch (disc-jockey Grantley "Daddy G" Marshall, rapper Robert "3-D" Del Naja and rhythm engineer Andrew "Mushroom" Vowles), formalized the dividing line between techno/house/jungle and atmospheric, ethereal dance music on their influential Blue Lines (1991), featuring vocalist Shara Nelson, which established the sonic standard of trip-hop: a blend of soul vocals, dub bass lines, languid strings, ambient electronica, intricate drum patterns, and eerie atmosphere. The idea was not terribly original (it was basically a revamping of easy-listening, new-age music, orchestral soul and cocktail-lounge music for the affluent white disco crowds), but the choreography was clearly more important than the music, as Mezzanine (1998) proved in an even more seductive manner.
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I Massive Attack furono il nucleo di Bristol da cui prese l'abbrivo il movimento trip-hop. Il collettivo (piu` che complesso) conio` un genere di musica da ballo che, invece di essere assordante, tribale e e lussureggiante come la disco music, era soffice, atmosferica e scarna. Quella musica scaturiva da almeno due retroterra musicali: quello psichedelico e quello reggae. Il revival psichedelico degli anni '80 riporto` alla luce atmosfere allucinate e orchestrazioni surreali. I disc jockey del reggae a loro volta avevano lasciato in eredita` la tecnica del dub, che inizialmente era tutto fuorche' ballo, ma, accoppiato a un'ispirazione psichedelica, divenne invece la base della nuova musica da ballo.

Il dj Grantley "Daddy G" Marshall abbandono` il reggae per creare un collettivo di sound system denominato Wild Bunch. La differenza rispetto alla dance music del tempo era l'ethos nichilista e anarchico del punk. Al gruppo si unirono presto il rapper Robert "3-D" del Naja e l'operatore di drum machine Andrew "Mushroom" Vowles. I Wild Bunch (il cui primo singolo usci` nel 1986) animarono il movimento delle "acid warehouse", che presto si sparse nei dintorni di Bristol. Ne faceva parte anche il cantante Nellee Hooper, che passo` ai Soul II Soul. Gli altri tre membri del collettivi diedero vita ai Massive Attack insieme alla cantante Shara Nelson.

Il battito ipnotico del dub si sposa ai languidi e sensuali gorgheggi di Nelson sul manifesto del gruppo, Blue Lines (Circa, 1991). In Safe From Harm si avverte l'influenza del soul sinfonico di Isaac Hayes, e la cantante ha modo di sfoggiare il suo scat sensuale e passionale, a meta` strada fra Tina Turner e Donna Summer. Unfinished Sympathy e` un mini-concerto d'avanguardia in cui si accavallano eventi sonori apparentemente dissonanti, ma in pratica amalgamati da una teoria della canzone che fa leva sulla groove.
I Massive Attack sembrano puntare soprattutto sui rap, che impreziosiscono in diverse maniere: il canto femminile diventa invece un semplice strumento in Daydreaming, e Five Man Army porta in grembo una fanfara reggae. Il disco si chiude suoi toni epici di quell'ibrido di reggae e gospel che e` Hymn Of The Big Wheel (cantato dalla leggenda reggae Horace Andy), di gran lunga il pezzo piu` melodico del disco. Tutti i brani sfoggiano accorti arrangiamenti da salotto (o, meglio, da camera da letto). Mescolando reggae, funk e soul, l'ensemble ottiene un risultato visionario, anche se non molto musicale (troppi brani giochicchiano all'infinito con idee elementari). Tanti cantanti soul da classifica avevano fatto cose simili per trent'anni, ma i Massive Attack lo fecero quando la tecnologia consenti` loro di cambiar marcia. In superficie c'erano i generi tradizionali della musica di consumo nera, ma in profondita` si agitavano sampling e mixing d'avanguardia. In superficie c'era lo stesso "blues" (in senso lato), languido e malinconico, che Billie Holiday cantava all'inizio del secolo, ma in profondita` c'era un maniacale lavoro di sovversione sonora. Gli sfondi morbidi e onirici che trasformano questi brani in una sorta di meditazione esistenziale resero celebri i Massive Attack quantomeno come produttori. L'aspetto artistico sarebbe invece stato approfondito qualche anno dopo soprattutto dal complesso di Geoff Barrow, l'umile tecnico del suono: i Portishead.

Nelson ottenne anche successo con l'album solista What Silence Knows (Cooltempo, 1994), che contiene tre hit (Down That Road, Inside Out, One Goodbye In Ten) in uno stile di rhythm and blues all'antica. Anche un altro membro del collettivo aveva iniziato la carriera solista: Tricky.

Il successo dei loro allievi Portishead riporto` i Massive Attack in sala di registrazione. Sostituita Nelson con una parata di ospiti d'eccezione, lo stile di Protection (Virgin, 1994), e` sempre piu` rilassato, ormai lontanissimo dalla frenesia del techno, spesso al limite del narcotico, quasi sempre in chiave minore. Il sound di brani come Sly e` lucido, scivoloso, ambiguo, non ignaro del sontuoso soul orchestrale degli anni '70. Il rap Eurochild e` pero` carico di angoscia urbana e Karmacoma e` un reggae ipnotico. Conscio fino al narcissismo del proprio ruolo apripista, il gruppo si prende troppo sul serio, dimenticando che in fondo buona parte dei loro brani (la title-track, Weather Storm) lievitano nel soul leggero da cocktail lounge che e` in circolazione da almeno trent'anni.

Mezzanine (Virgin, 1998) is their most aggressive and darkest album, and perhaps their best overall. What sounded unfocused or incomplete on the previous records, here is perfectly shaped and choreographed. The expressionist angst of ballads such as Risingson (industrial beat, booming dub-style reverb, syncopated drumming, zombie-esque vocals) and instrumentals such as Exchange (dreamy pace, jazzy bass, a could of strings hovering over the fluttering keyboards) amounts to a refounding of trip hop, more "trip" than "hop". Horace Andy sings Angel, a solemn vertigo of depression worthy of Joy Division replete with majestic keyboards, funereal bass, neurotic guitar strumming and hypnotic beat. The mood of Man Next Door is almost gothic, decadent, desperate, stradling the border between Cure and David Bowie.
Liz Fraser of Cocteau Twins delivers the gentle and ethereal madrigal Teardrop, replete with baroque harpsichord and bass deep piano knells, and the lengthy, Indian-sounding Group Four, a sort of ambient raga, the tender hymn stretched over a crowded soundscape of little tones and samples.
The eerily romantic soul-jazz ballad Black Milk and the frantic middle-eastern dance with soothing vocals Inertia Creeps return to their classic sound, albeit in a darker and somber variant.
As usual, each song is a calculated gamble on complex rhythms and sophisticated keyboard arrangements. However, here the "intelligence" of the sound is serving a disturbing motive, has psychological roots, rather than being mere food for chic dancing.
Massive Attack has learned how to estrange dance music from its roots, how to redeem the detail in the context of a whole, how to turn a ludic act into an intellectual act. The research of British masters such as Peter Gabriel, David Sylvian, Kate Bush and Brian Eno is transposed into the slow, mellow structures of soul-derived dance music. Just like with the masters, the resulting harmony propels a soundtrack of urban alienation.

The singles of Massive Attack have been collected on Singles 90/98 (Virgin, 1998).

Mezzanine (Virgin, 1998) e` il loro album piu` rock e forse il loro migliore in assoluto. L'angoscia espressionista di canzoni come Risingson e di strumentali come Exchange rifonda di fatto il trip-hop: "more trip than hop". Fra i cantanti si alternano il solito Horace Andy (soprattutto su Angel, depressa come nei Joy Division) e Liz Fraser dei Cocteau Twins (l'eterea Teardrop e la lunga, ambientale Group Four). Black Milk e Inertia Creeps riprendono invece il sound classico del gruppo, semmai incupendolo con un umore crepuscolare e a tratti gotico (Man Next Door riecheggia di Cure). Il gruppo ha finalmente studiato i classici britannici della manipolazione della musica da ballo (David Sylvian, Kate Bush, Robert Fripp, Brian Eno) e ha scritto una colonna sonora dell'alienazione urbana che mette la sociologia in musica.

I singoli del gruppo sono stati raccolti su Singles 90/98 (Virgin, 1998).

Vowles left the group at the end of 1998.

100th Window (Virgin, 2003), the first Massive Attack album in five years, was recorded by a new line-up that features only one of the band's original members, Robert "3D" Del Naja (plus vocal contributions by Sinead O'Connor and Jamaican crooner Horace Andy). The sound has become more textural, atmospheric, ambient and electronic. The bad news is that too many tracks meander pointlessly. The so so news is that the "band" is at least capable of an elegant, stylish routine in the seven-minute impeccable ballad Everywhen, What Your Soul Sings and Special Cases. The real good news is that the psychedelic element is brought to the forefront in Future Proof (all distortion and Eastern undulating), Butterfly Caught (another lengthy track) and closer Antistar, the most experimental pastiche here; and despite the drawbacks of these songs (none of which is as perfectly orchestrated as Everywhen) Massive Attack has not yet been reduced to a sleeping pill.

Danny The Dog (2004) is a (terrible) film soundtrack.

Heligoland (2010), with guest vocals from Damon Albarn, Hope Sandoval, Martina Topley-Bird and others, abandoned trip-hop and veered towards post-rock (Flat of the Blade) and slo-core (Paradise Circus); but its stylistic metamorphoses were largely driven by the guest vocalists, not by sincere songwriting strategy.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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