Meshuggah
(Copyright © 2004 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso)
Contradictions Collapse (1991), 6/10
Destroy Erase Improve (1995), 7/10
Chaosphere (1998), 7.5/10
Nothing (2002), 6/10
I (2004), 8/10 (EP)
Catch Thirty Three (2005), 6.5/10
Obzen (2008), 5.5/10
Koloss (2012), 5/10
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Swedish metal band Meshuggah, led by guitarist Fredrik Thordendal and vocalist Jens Kidman, reinvented prog-metal as a discipline that borders on insanity instead of erudition. The EP Meshuggah (1989) contained Cadaverous Mastication. Contradictions Collapse (Nuclear Blast, 1991) was an album of powerful but relatively straightforward death-metal.

Destroy Erase Improve (Nuclear Blast, 1995) was something completely different, although the natural evolution of the debut album's intuitions: devastating but in a brainy way, self-collapsing, an exploding/imploding yin/yang kind of architecture. The compositions were pretexts for drenching a Canterbury-style guitar-bass interplay into a boiling pit of pummeling drums. Future Breed Machine matches emphatic (and not so horrific) growling with stammering rhythm and then overlays a series of guitar inventions including an atmospheric interlude. The martial Soul Burn is hijacked by a sort of cubistic funky guitar and choral bursts of anger. For every straight-forward rigmarole like Beneath there is a disjointed and agonizing number like Vanished. The ferocious and imploding Terminal Illusions, the chaotically erupting lava of Suffer In Truth and the final howl and neurotic confusion of Sublevels seal a work of unremitting innovation. It was a brutal landscape that borrowed from jazz and post-rock.

The "songs" got even more angular and intricate (as well as longer) on Chaosphere (1998), thanks to the band indulging in off-kilter time signatures and polyrhythmic aggression. Marten Hagstrom's and Frederik Thorendal's atonal bacchanal erects walls around Concatenation, leaving almost no room for melodic development. That stuttering noise is the true rhythmic foundation of New Millennium Cyanide Christ (the album's standout), that otherwise would rely on the childish beat of the drums (the insistent repetition of simple ugly patterns is even reminiscent of early Sonic Youth). The blistering solo of Corridor Of Chameleons cuts through the rough turgid surface created by the rhythm section. Jens Kidman's vocals have never been so irrelevant as in these three opening pieces. They return to prominence in Neurotica, the most straightforward song, although the guitar solo in the middle steals the show with its smothered meowing. The deranged sonic assault resumes with The Mouth Licking What You've Bled, a relentless polyrhythmic locomotive, and Sane, a chaotic and eclectic accumulation of guitar techniques. After the rap-tinged divertissment of The Exquistit Machinery Of Torture, the album comes to a close with the 15-minute funk-metal juggernaut Elastic, first dilated into a seven-minute droning section and then "remixed" into a dense cacophonous five-minute coda.

However, the band soon retreated from those excesses. The jagged, unstable structures of Nothing (2002) evoke Saccharine Trust and Minutemen injected with the agony of the post-death generation. They have been drained of all the fury, so as to leave the guitar pyrotechnics as the sole protagonist. While intriguing and imposing, the work loses too much of its predecessor sheer emotional force.

Raretrax (Nuclear Blast) collects rarities.

Their masterpiece probably came with the EP I (2004), a seamless 21-minute orgy of post-metal ideas, with lots of loops, guitar drones, polyrhythmic progressions and abstract interludes. Without surrendering the frenzy of death-metal, I extended its outreach.

Contrasting with the monolithic EP that preceded it, Catch Thirty Three (Nuclear Blast, 2005) is an experimental suite broken down in brief movements that focus also on tape loops and beat machines and not only on guitar riffs and vocal growls. The hypnotic The Paradoxical Spiral is the only piece that escapes the funk-punk influence in the first half of the album. The problem is that all the brief fragments that segue into each other tend to sound repetitive, each one sounding like a remix of the previous one. (The first three and the second three compose two distinctive units). Technically speaking, Meshuggah's decade-long post-modern exorcism reaches its zenith with the 13-minute In Death Is Death, that is, ultimately, a sequence of sound effects (the last six minutes without any accompaniment). Shed is the "regular" song of the batch, but certainly not even close to the ferocity of Chaosphere. The seven-minute Sum is even more abstract, with delicate guitar tones floating around aimlessly. The playing on this album is not so much surgical as robotic. The contrast between the brutal group parts and the tenuous guitar soliloquies is not bridged adequately.

Obzen (2008) is so predictable that very few songs dare leave the typical path, and only Bleed stands up to past standards.

(Translation by/Tradotto da Domenico Ascione)

Gli svedesi Meshuggah, capitanati dal chitarrista Fredrik Thordendal e dal cantante Jens Kidman, reinventarono il prog-metal come disciplina tendente alla pazzia piuttosto che all'erudizione. L'EP Meshuggah (1989) contiene Cadaverous Mastication. Contradictions Collapse (Nuclear Blast, 1991) è un album di death-metal possente ma piuttosto scontato.

Destroy Erase Improve (Nuclear Blast, 1995) rappresenta qualcosa di completamente distinto, sebbene sia la naturale evoluzione delle intuizioni contenute nell'album d'esordio: è devastante ma in maniera intelligente, autodistruttivo, basato su un'architettura esplosiva ed implosiva, sullo yin e lo yang. Le composizioni sono il pretesto per fondere in un calderone bollente i bassi stile Canterbury e la batteria martellante. Future Breed Machine unisce un growling enfatico (anche se non così terrificante) ad un ritmo zoppicante, rivestendo poi il tutto con una serie di invenzioni chitarristiche compreso un interludio d'atmosfera. La marziale Soul Burn è rapita da una sorta di chitarra funk cubista e da esplosioni corali di rabbia. Ad ogni geremiade diretta ed immediata come Beneath corrisponde un pezzo sconnesso ed agonizzante come è ad esempio Vanished. La feroce ed implosiva Terminal Illusions, la lava che sgorga caotica di Suffer In Truth, il latrato finale e la confusione nevrotica di Sublevels sigillano un'opera di continua innovazione. Si tratta di un orizzonte brutale che prende a prestito dal jazz e dal post-rock.

Le "canzoni" diventano ancor più angolari ed intricate (cosė come più lunghe) in Chaosphere (1998), dove la band s'intrattiene in misure malferme e aggressioni poliritmiche. Il baccanale atonale di Marten Hagstrom e di Fredrik Thorendal erige un muro intorno a Concatenation, quasi non lasciando spazio ad uno sviluppo melodico. Quel rumore balbettante è il vero fondamento di New Millennium Cyanide Christ (la migliore dell'album), che si affiderebbe altrimenti al puerile beat delle percussioni (l'insistente ripetizione di semplici ed orrende sequenze ricorda persino i primi Sonic Youth). Il fulmineo assolo di Corridor Of Chameleons squarta l'irregolare, turgida superficie creata dalla sezione ritmica. La voce di Jens Kidman non è mai stata così scollegata come in questi tre brani d'apertura. Si ritorna all'eccellenza con Neurotica, il pezzo più diretto, anche se l'assolo di chitarra centrale ruba la scena con il suo miagolio strozzato. Il folle assalto sonoro riprende con The Mouth Licking What You've Bled, un'instancabile locomotiva poliritmica, e con Sane, caotico ed eclettico campionario di tecniche chitarristiche. Dopo il divertissement dalle tinte rap di The Exquistit Machinery Of Torture, l'album termina con i 15 minuti del colosso funk-metal Elastic, dapprima dilatato in una lamentosa sezione di sette minuti, poi "remissato" in una coda densa e cacofonica di cinque.

Eppure la band ritrattò presto quegli eccessi. L'appuntita, instabile struttura di Nothing (2002) evoca i Saccharine Trust e i Minutemen iniettati con l'agonia della generazione post-rock. Ma questi ultimi sono privati di tutta la loro furia, cosė da lasciare i fuochi pirotecnici delle chitarre come i soli protagonisti. Sebbene intrigante ed imponente, l'opera non ha la stessa genuina forza emotiva dei suoi predecessori.

Raretrax (Nuclear Blast) è una raccolta di rarità.

Il capolavoro giunge probabilmente con l'EP I (2004), un'ininterrotta orgia di 21 minuti di idee post-metal, con loop, lamenti di chitarra, progressioni poliritmiche ed interludi astratti. Senza abbandonare la frenesia del death-metal, I ne estende la portata.

In contrasto con il monolitico EP che lo precede, Catch Thirty Three (Nuclear Blast, 2005) è una suite sperimentale spezzata in brevi movimenti che utilizza loop preregistrati e campionature oltre che riff di chitarra e growl. L'ipnotica The Paradoxical Spiral è l'unico brano che si sottrae all'influenza funk-punk nella prima parte dell'album. Il problema è che tutti i brevi frammenti concatenati tendono ad essere ripetitivi, come se ciascuno di essi fosse il remix del precedente. (I primi tre ed i secondi tre compongono due unità distinte). Tecnicamente parlando, il decennale esorcismo post-moderno dei Meshuggah raggiunge il culmine con i 13 minuti di In Death Is Death che rappresenta sostanzialmente una sequenza di effetti (gli ultimi sei minuti senza alcun accompagnamento). Shed è la canzone "standard" della serie, ma di certo non si avvicina neppure alla ferocia di Chaosphere. Sum (7 minuti) è persino più astratta, con i suoi delicati toni di chitarra che fluttuano nell'aria senza meta. L'esecuzione, in quest'album, sembra più robotica che chirurgica e il contrasto tra le parti brutali e i teneri soliloqui di chitarra non è saldato adeguatamente.

In Obzen (2008) pochissimi brani si azzardano ad abbandonare il sentiero prototipico e soltanto Bleed è equiparabile agli standard passati.

Koloss (2012) represented a parenthesis in their race to coin more and more technical metal. The songs are slower, the playing is more relaxed. There is little to capture the listener's attention this time, although it is certainly easier for a listener to survive the whole album than any of the previous (much more intense) albums.

(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Koloss (2012) rappresenta una parentesi nella loro gara a fare del metal sempre pių tecnico. Le canzoni sono più lente, l'esecuzione più rilassata. Stavolta ben poco cattura l'attenzione dell'ascoltatore, sebbene gli sia certamente più facile sopravvivere a quest'album che ai precedenti album (più intensi).

(Copyright © 2004 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso)
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