Pooh Sticks
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Formula One Generation , 6.5/10
The Great White Wonder , 6/10
Million Seller , 6/10
Optimistic Fool , 6/10
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I Pooh Sticks sono un gruppo del Wales formato nel 1987 dall'eccentrico Hue Williams e dal businessman Steve Gregory. Gruppo testardamente alla ricerca del successo, lo ha inseguito plagiando gli stereotipi piu` banali della musica commerciale e architettando astute campagne marketing.

Vennero imposti da una valanga di singoli, flexi disc, EP, picture disc, bootleg ufficiali, edizioni a tiratura limitata, etc (per non parlare di sticker, badge, orologi, magliette). La musica passo` in secondo piano, e giustamente cosi`, visto che il Merseybeat di On Tape e 1-2-3 Red Light, destinati a rimanere fra i loro ritornelli piu` orecchiabili, il folkrock di Heroes And Villains, il rock and roll alla X di Heartbreak, la filastrocca demenziale di I Know Someone Who Knows Someone Who Knows Alan McGee Quite Well, la cantilena zuccherosa di Indiepop Ain't Noise Pollution (i sei singoli del 1988) vennero sfornati con diligenza ma anche totale mancanza di fantasia, e consumati dal pubblico per inerzia.

Qualche eco di They Might Be Giant e Violent Femmes faceva promettere in qualcosa di piu` creativo, e infatti il "bootleg" Orgasm (53rd & 3rd, 1988) mise in luce anche un'irruenza da garage-rock (Foxy Boy), progressioni da power-pop (Forced Fed By Love) e clownerie da musichall (Sex Head). Ma i singoli Go Go Girl (1989) e Dying For It, e Young People (coeva, ma edita su singolo soltanto nel 1991) continuavano a incalzare con la stessa serieta` del bubblegum.

Formula One Generation (Sympathy, 1990), il primo vero e proprio album, aggiunse al repertorio un altro pugno di ritornelli senza pretese: Radio Ready, Teenage High, Tonight, Susan Sleepwalking (quasi un girotondo per bambini) e Time To Time.

Nel 1991 fu la volta del singolo Who Loves You e dell'album The Great White Wonder (Sweet Virginia, 1991), meglio suonato e prodotto: ma le canzoni migliori sono ancora collage di citazioni dagli anni '60 e '70 (Lou Reed in Desperado, per esempio), o, piu` sovente, di citazioni di coloro che citano gli anni '60 e '70 (Johnny Thunders e Tom Petty in Young People, per esempio) L'anomalia del disco e` il quarto d'ora di I'm In You, un lungo delirio nevrotico alla Neil Young.

I Pooh Sticks sono diventati dei veri musicisti, e lo dimostra il fatto che non inondano piu` i fans di singoli. Million Seller (Zoo Entertainment, 1993) e` persino meno epigonico del solito, anche se a discapito della giovialita`. Quando si prendono sul serio, i Pooh Sticks assomigliano agli Young Fresh Fellows piu` country-rock (The World Is Turning On), e, quando tentano di fare i duri, fanno rimpiangere il rock and roll degli Heartbreakers (Let The Good Times Roll). Una dimessa serenata a ritmo boogie come Sugar Baby e la solita overdose di armonie vocali dell'era surf e hippie (Baby Wanna Go Round With Me e Rainbow Rider) sono i caratteri piu` distintivi del disco.

Le canzoni fin troppo forbite di Optimistic Fool (Seed, 1995) piu` che canzoni pop sono degli aneddoti, talvolta anche brillanti, su come scrivere canzoni pop; come, d'altronde, tutta la loro opera. L'opera di Williams e` un campionamento meccanico e scientifico della musica rock. Molto cervello (e indubbiamente orecchio), ma pochissimo cuore.

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