Prodigy
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Experience, 7/10
Music For The Jilted Generation, 6.5/10
The Fat Of The Land, 6.5/10
Maxim: Hell's Kitchen (2000) , 5/10
Always Outnumbered Never Outgunned (2004), 4/10
Invaders (2009), 4/10
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The last dance "cross-over" of the 1990s was to be the one between techno and rock music (or "big beat"). This happened almost by accident, as a number of British producers and djs reacted to the intellectual wing of dance-music by focusing on more accessible dance-music that relied on shameless, old-fashioned catchy breakbeats and silly, novelty-like samples. Because it did not depend so much on studio trickery, it could be performed live, thus meeting the demand of the rock audience. Because it could be performed live, it reasserted the importance of the "front-man", the distinctive trait of rock music.

The idea was pioneered in England by Liam Howlett's Prodigy with the hyperkinetic numbers of Experience (1992), the versatile and cosmopolitan Music For The Jilted Generation (1995) and the super-synthesis of The Fat Of The Land (1997), which ran the gamut from ambient to heavy-metal (albeit in a very superficial manner). The Prodigy became the first superstars of the rave culture. Howlett was the brain behind the act, but Keith Flint (the singer) attracted the tabloids. It was techno for the rock market.


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I Prodigy furono per qualche mese fra i piu` interessanti artisti techno britannici: a un battito violento e una chitarra rock (ovvero a uno spirito punk) accoppiavano lo show di due dei massimi istrioni degli anni '90.

All'inizio degli anni '90 Liam Howlett, in combutta con Keith Flint e Maxim Reality, Howlett invento` la miscela ipercinetica di What Evil Lurks (1991) e soprattutto Charly (1991), tracce da ballo che facevano leva praticamente soltanto sul brio, ma che crearono di fatto un genere a se stante.

Experience (Elektra, 1992) e` di fatto un'antologia dei primi successi, con qualche riempitivo. Jericho mostra come il trio viro` verso uno stile piu` comico, nell'ottica della vecchia novelty strumentale (mutatis mutandis): i poliritmi tribali dell'elettronica, il circo di voci mandate in loop, le dissonanze accuratamente distribuite, fanno un po' la parodia del genere. Non meno divertente e` Out Of Space, un sortilegio per vocina petulante che decade persino in un pigro rap da spiaggia. Hyperspeed e Everybody In The Place tornarono invece un po' agli esordi, con un frenetico battito da discoteca fino a se stesso.
Poco da dire per gli altri brani. Music Reach e Ruff In The Jungle Bizness si rifanno a stereotipi della disco music (il break che lancia la disco diva, il dj che incalza con voce roca). Una delle cavalcate piu` epiche e` Wind It Up, che rincorre un ritornello da girotondo reggae con la solita sequenza di break "duri" e lo rilancia con un trascinante loop di pianoforte.

Music For The Jilted Generation (XL, 1995) presenta un artista piu` versatile e cosmopolita, capace di miscelare Nirvana e soul in Voodoo People (con il suo ritmo piu` scalmanato di sempre), e al tempo stesso un artista piu` malinconico e adulto (il rumore di cocci in Break And Enter), capace di immergersi nei problemi sociali del suo tempo. Se No Good si riallaccia alla vecchia discomusic, Poison abbraccia l'hip hop. Eleganti spunti funk e jazz impreziosiscono anche le ballate piu` cupe. Howlett torna alla sua adolescenza di mostro del ritmo soltanto con il techno brado di The Heat e la carica epilettica di Full Throttle, che sembra una colonna sonora western suonata a folle velocita`.
Soltanto in un episodio minore, la fanfara tropicale di One Love, Howlett si ricorda dell'ironia del primo disco. Il riff di heavy metal in Their Law (una delle tracce piu` potenti) apre invece nuovi orizzonti alla sua fame di violenza. Convince di meno invece il techno di "progressivo" della Narcotic Suite, in tre movimenti, un tentativo di ricreare le elucubrazioni intellettuali di Yes o Genesis in ambito techno.
Liam Howlett ha il pregio di saper fondere un'energia esplosiva alla sofisticazione dell'artigiano.

A ruota dei singoli Firestarter e Breathe, che avevano anticipato un sound sempre piu` brutale, esce The Fat Of The Land (XL, 1997), un album-manifesto che in pratica serve da raccordo fra i vari generi della fin de siecle, dall'ambient all'heavy-metal.
Firestarter, un rap recitato con foga punk, e Breathe, con un rap furibondo e un riff degno degli Stooges, sono i primi singoli. Lo scratch indemoniato di Smack My Bitch Up e` vivacizzato da timbriche e salmodiare indiani. Il lungo collage di Narayan funge da summa stilistica, alternando (in maniera un po' gratuita) una canzone soul al tribalismo drums'n'bass, un carillon spaziale alla Robert Miles a una litania tibetana. Il programma di fondere hard-rock, hip hop e techno culmina semmai nel melodramma di Serial Thrilla. Forse non e`, pero`, un caso che il brano migliore del disco sia una jam strumentale, Climbatize, suonata con un impeto sta a meta` strada fra gli Who di We Won'T Get Fooled e una banda scozzese di cornamuse.
Il difetto maggiore del disco e` la prevedibilita`: la cantilena hip hop di Diesel Power, il "treno" techno di Funky Shit, la novelty synth-pop di Mindfields sono impeccabili, ma rimestano soltanto stereotipi.
Laddove i Chemical Brothers fanno di tutto per sorprendere a ogni pie` sospinto, Howlett compie l'operazione esattamente opposta: ogni secondo di musica e` assolutamente banale nel suo contesto. Prodigy da` all'ascoltatore esattamente cio` che l'ascoltatore si aspetta. La banalita` ha un suo pregio, soprattutto nel campo della musica da ballo, ma, perso per perso, forse erano piu` divertenti i singoli dei primi tempi.

Hell's Kitchen (XL, 2000) is Maxim's solo debut, centered around the success of the hit single Carmen Queasy.

Prodigy returned with the (awful) single Baby's Got A Temper (2002) and the full-length Always Outnumbered Never Outgunned (Maverick, 2004), de facto another Liam Howlett solo album with guests: Oasis' vocalist Liam Gallagher (Shoot Down), rapper Twista (Get Up Get Off), the Ping Pong Bitches (single Girls), Princess Superstar (Memphis Bells), and actress Juliette Lewis (the furious Spitfire, possibly the stand-out, and the Fifth Dimension's oldie Hotride). Only a minority of the collaborations work.

Invaders Must Die (Cooking Vinyl, 2009) contains three intriguing ideas: Omen (merengue steps and industrial beat), Colours (a frenzied electronic timbric fanfare), and the batucada Take Me To The Hospital. On the other hand, Invaders Must Die boasts loud distorted electronics (almost a Deep Purple riff) and massive drums. The whole, however, mostly sounds terribly outdated and frivolous, with Warrior's Dance evoking the classic rave atmosphere of 20 years earlier.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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