Ruins


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Stonehenge , 7/10
Burning Stone , 6.5/10
Hyderomastgroningen , 7/10
Saisoro , 6/10
Refusal Fossil , 6/10
Vrresto , 6.5/10
Pallaschtom , 6/10
Tzomborgha , 6/10
Yoshida: Magaibutsu , 6.5/10
Koenjihyakkei: Hundred Sights of Koenji , 6.5/10
Koenjihyakkei: Viva Koenji , 6/10
Koenjihyakkei: Nivraym , 5/10
Koenjihyakkei: Angherr Shisspa (2005), 6.5/10
Korekyojin: Korekyojin (1999), 6.5/10
Korekyojin: Arabesque on Magaibutsu (2004), 6/10
Korekyojin: Isotope (2005), 5/10
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After a number of EPs, Tatsuya Yoshida's Ruins (2) found their true voice in the versatile and cartoonish improvisations of Stonehenge (1990), somewhere between Magma's futuristic cabaret and John Zorn's thrash-jazz, while Hyderomastgroningen (1995) blended Red Crayola's dementia and Art Bears' pomp.
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
I Ruins rappresentarono una delle esperienze piu` importanti del progressive-rock Giapponese degli anni '80.

Gli YBO2 (Yellow Biomechanik Orchestra 2) erano nati intorno al 1984 per iniziativa di KK Null (chitarra), Masashi Kitamura (basso e tastiere) e Tatsuya Yoshida (batteria). Con l'EP Dogla Magla (Trans) e l'album Alienation del 1986 si erano conquistati un posto di preminenza assoluta fra gli eredi del progressive rock di King Crimson e Canterbury. Nei tre album successivi (senza Null), Kingdom Of Family Dream (1986), Pale Face Pale Skin (1988) e Starship (1989), oltre al live Whole Lotta Live (1987), e nei vari EPs, fra cui Dogla-Magla/Ural (1985), Taiyo No Ouji (1986) e Hikari No Kuni (1987), si spinsero anche oltre, pervenendo priva alla cacofonia degli Einsturzende Neubauten e poi persino a una specie di techno ambientale. Greatest Hits compiles material from 1985-89.

Yoshida, fra le mille iniziative periferiche, diede vita con Kazuyoshi Kimoto ai Ruins. Il primo EP Ruins (Trans, 1986) conteneva le prime versioni di Body & Soul, Crisis, Cathastrophe, Epigonen, Out Burn. Il mini-album Ruins (Trans, 1987) conteneva altri pezzi entrati in repertorio: Entropy, Pagoda, Europe, Birth Control, Essential Logic. Queste prime registrazioni verranno ristampate sull'album II & 19 Numbers (SSE Communications, 1993). Un altro EP preparatorio, Infect (Trans, 1988 - SSE Communications, 1993), contiene le prime versioni di Mascari, Fragment, Ripples, Octopus, Infect.

Il duo debutto` sulla lunga distanza con l'album Stonehenge (Shimmy Disc, 1990 - Magaibutsu, 1995), forte di Big Head, Cathechism, Kibbutz, Plexus, October, Hexagon, Anaclasis, Hail, Stonehenge, Thebes. L'album fa leva sui duetti di basso e batteria. Le improvvisazioni, lungi dall'essere pedanti, sono improntate a uno humour surreale, quasi da cartone animato, sulla falsariga di John Zorn. Oltre al thrash-jazz di costui, i Ruins si rifanno al rock progressivo di Canterbury, ai Faust e alla new age elettronica, stabilendo poco meno che un primato di versatilita`. Per completare la somiglianza con i Magma, le liriche sono cantate in una lingua inventata da Yoshida.

Poco dopo usci` il primo album solista di Yoshida, Magaibutsu (Review, 1991 - Review, 2002), ancor piu` sperimentale di quelli dei Ruins. Yoshida e` un genio folle dello studio di registrazione, che viene trasformato in un grande ricettacolo di suoni surreali. Ogni brano e` uno sconclusionato accumulo di gesti musicali che, a se stanti, sono peraltro in gran parte davvero "musicali" (persino orecchiabili e trascinanti).

Per Burning Stone (Shimmy Disc, 1992 - Magaibutsu, 1995) Yoshida cambia bassista e recluta Ryuichi Masuda.

The mini-album Graviyaunosch (Nipp Guitar, 1993) was produced by Steve Albini.

Con gli Omoide Hatoba di Seiichi Yamamoto (anche nei Boredoms) i Ruins hanno anche composto uno dei collage piu` scriteriati della loro carriera, pubblicato su Ruins-Hatoba (Charnel Music, 1994).

Hundred Sights of Koenji (God Moutain, 1994 - Skin Graft, 2008), or Koenjihyakkei, is played by the Ruins duo plus keyboardist Aki of Bondage Fruit and bassist Shigekazu Kuwahara. The sound is explicitly inspired by Magma.

Devil From the East (Bloody Butterfly, 1994) collects tracks from records Yoshida has played in between 1983 and 1993: Ruins, YBO2, High Rise, ZOA, John Zorn, Gerogerigegege, Koenjihyakkei, Zeni Geva, etc.

Nel 1995 Yoshida ha anche registrato due raccolte di improvvisazioni in duo con il polistrumentista Ron Anderson dei Molecule: First Meeting (Commercial Failure, 1995) e A Is For Accident (FMN, 1997).

Saisoro (Tzadik, 1995) is a collaboration with Derek Bailey. Another collaboration of Ruins was with guitarist and trumpet player Jason Willett (Megaphone Records, 1995).

Yoshida also released another solo, the live Drums, Voices, Keyboards & Guitar (Magaibutsu, 1995).

Zubi Zuva is a "freewheeling acapella vocal trio formed by Tatsuya Yoshida, Yukifumi Shibasaki and Hideki Takahashi. Jehovah (Tzadik, 1995) is their first album, full of Gregorian and Buddhist chants.

Hyderomastgroningen (Tzadik, 1995) e` un altro girotondo di genialita` sregolata, dalla lunga cacofonia psichedelica di Brixon Varromiks, a meta` strada fra la demenzialita` dei Red Crayola e la pomposita` degli Art Bears, alle pantomime dadiste strillate in un registro stridulo da opera "brechtiana" (Memories Of Zworrisdeh, Del Fanci Kant, Bliezzanning Moltz), dai baccanali da manicomio come Gravestone agli strumentali "zappiani" come Ordinary People In Idaho. Quando Tatsuya e Ryuichiu si lanciano a corpo morto sui riff e i ritmi, riescono a lambire l'intensita` dell'heavymetal (Prrifth, Stone Eater, Speed Ball), ma sempre con il piglio dell'assurdo di una commedia di Beckett.

Masashi Kitamura aveva intanto formato i Differance, con cui ha registrato All Along The Night (SSE), Night Crash e Affinity (SSE, 1995), evolvendo dal rock progressivo/psichedelico di King Crimson e Pink Floyd verso un hardrock a meta` strada fra quello classico dei Led Zeppelin e quello indemoniato degli Hawkwind.

Paolo Palma scrive:

I Koenji Hyakkei sono l’evoluzione di un genere che ha origine dai Magma e contemporaneamente sono la prosecuzione del progetto avviato in maniera estrema dai Ruins, allargando la formazione a quattro componenti ed improntando le composizioni in maniera più classica e completa.

I Koenji Hyakkei riducono le componenti noise-industrial e di improvvisazione dei Ruins a favore di composizioni che risultano più vicini al rock progressivo e continuano cosi come i Ruins, nella scelta eccentricamente espressiva di una lingua inventata, via già tracciata dai Magma, spingendosi oltre e districandosi tra avanguardia e progressive.

Mutuano dai Magma di Christian Vander, anch’egli batterista e mente di una delle formazioni di maggiore personalità e coerenza del rock progressivo dei primi i anni ’70, le influenze classiche prettamente europee-apocalittiche delle sessioni ritmiche e dei vocalizzi che si rifanno a Orff, Bartok, Stokhausen e quelle free-jazz di Coltrane e Coleman, per poi fondere tutto con il punk e la musica d’avanguardia, con una predilezione per i suoni duri, stridenti e potenti, con ritmi ossessivi e riff parossistici che danno come risultato album compulsivi, pervasi di lirica potenza e violenza.

Il primo album, Hudred sights of Koenji, esce nel 1994 e vede nella formazione oltre a Yoshida, la tastierista e vocalist Aki Kubota proveniente da un altro gruppo progressive dell’underground nipponico, i Bondage Fruit (anch’essi aderenti allo stile Zehul), il chitarrista Ryuichi Masuda ed il bassista Shigekazu Kiwahara.

Questo è l’album che segna la linea che verrà portata avanti negli altri due album, rifacendosi allo stile Zehul di Vander che viene reso molto più metallico, furioso, veemente e ossessivo.

In questo album spiccano tra le tracce Doi Doi dalla quieta introduzione e la trascinante Avedumma.

Nel 1997 esce il secondo album Viva! Koenji noto anche solo con la sigla II che vede assieme a Yoshida che scrive tutti i brani, ancora Aki Kubota, il chitarrista Jin Harada e il bassista Kengo Sakamoto.

L’album è molto aggressivo fin dall’inizio, con una prima traccia, Grembo Zavia (parole che vengono ripetute ossessivamente) che non da respiro, martellante, con le 4 voci che si intrecciano e sovrappongo senza sosta, mentre è solenne il secondo pezzo, Graddinoba Revoss, dall’incedere lento.

Il terzo brano si apre su un giro di basso su cui primeggia la tagliente voce da soprano di Aki Kubota per poi sospendersi e lasciare il vuoto riempito da poche note sparse di tastiera che si fanno sempre più insistenti fin quando, sull’ossessivo e ipnotico gorgheggio da soprano, si sovrappongono le voci del coro che si bloccano per dare spazio all’improvvisazione.

Tra il delirio caotico e l’inquietante solennità sono sospese Quidom (bellissima l’interpretazione di Aki Kubota), Cambell Rotta e Quoth Dahha, che risulta di gran lunga la più terrificante in quasi dieci minuti di vocalizzi disperati.

Arammida Horba è frenetica ma sempre intrisa di lirismo, mentre è vagamente etnica Braggho. Molto più fluida degli altri brani è Rissenddo Rraimb con una introduzione che vede soprattutto le tastiere e le chitarre in primo piano in rapidi riff ripetuti fino allo stremo.

Il terzo ed ultimo album è Nyvraim che sembra essere l’album più equilibrato. Le prime tracce sono ossessive, taglienti ed evocatrici. I cori caratteristici, i vocalizzi, le progressioni inquietanti, sono delirio incomprensibile, sono i demoni di Yoshida che si presentano. Si rimane avvolti in nenie incomprensibili che proiettano in ritmi forsennati che abbandonano a rituali oscuri in selve disarmoniche disperate.

La tastiera è ben in evidenza, amalgamata su chitarre distorte. I frenetici assoli e riff della tastiera di Oguchi Kenici vengono interrotti improvvisamente dai vocalizzi taglienti del soprano Samara Name che ha preso il posto di Aki Kubota nella parte vocale. Il basso sempre molto profondo e presente è sempre quello di Sakamoto Kengo che ricopre anche il ruolo di chitarrista in modo egregio affiancandosi alla chitarra di Jin. Come per gli altri due album, anche in questo, tutti e quattro i componenti sono coinvolti nelle parti vocali.

Con l’uscita dal gruppo di Kubota che aveva contribuito a scrivere i pezzi più melodici degli album precedenti, Yoshida sempre più leader della formazione (suona anche le tastiere occasionalmente) da all’album una impronta ancora più personale, cupa e delirante.

Apocalittica su un basso che non da tregua è Nyvraim, la traccia che apre l’album, che ha il sapore di una orda barbarica che avanza, cupa e imperitura finché rimane sospesa tra la distorsione ed il delirio.

Molto più vicina al progressive è Becctem Pott con cambi di tempo disorientanti, stacchi, progressioni e regressioni di tastiera.

Lussesogi Zomn dall’inizio inquietante del freddo vaneggio soprano si spinge in una rabbiosa accelerazione in cui ancora la tastiera ci trascina fino al dialogo tra il coro e la soprano.

In Vissquael il gioco d’equilibrio tra le evoluzioni del coro e del soprano raggiungono l’apogeo, mentre Axall Hasck ricorda i Dream Theater di "When dream and day unite". Anche Gasstrurrumm con una tetra marcia introduttiva prosegue agghiacciante confermando la vena preminentemente progressive dell’album frantumato dai cambi di tempo.

Yoshida definisce il progetto Koenji Hyakkei come la fusione tra il progressive, la musica d’avanguardia ed il punk hardcore e dall’ascolto di Koenji II e Nivraym si può essere d’accordo con lui. Le influenze, oltre a quella palese dei Magma, sono davvero molteplici, dall’avanguardia del John Zorn di "Naked City" (che non ha caso ha prodotto i Ruins e suonato con Yoshida), dai King Crimson di "Red" e "Discipline", dai tedeschi Faust dei primi quattro album o i Can di "Tago Mago" , ai belgi Univers Zero spingendoci fino a "Trout mask replica" di Captain Beefheart.

Fortemente espressivi di non facile ascolto, frammentari decostruttori ruvidi e potenti, i koenji hyakkei con i loro album, seppur nella sperimentazione, rimangono molto omogenei diventando tra i pochissimi gruppi di rock progressivo che oggi hanno qualcosa da dire.

Sasaki Hisashi was the new Ruins bassist on Refusal Fossil (Skin Graft, 1997), 20 tracks of unreleased and live tracks that display the usual hystrionics of psycho operatic vocals and mad tempo shifts.

Ruins' drummer Yoshida Tatsuya and bassist Sasaki Hisashi also perform as RonRuins, a collaboration with guitarist, vocalist and keyboardist Ron Anderson that yielded Ketsunoana (Pandemonium, 1999).

Vrresto (Sonore, 1999 - Skin Graft, 2005) and Pallaschtom (Sonore, 2000 - Skin Graft, 2005) were typical of the Ruins' classical sound, self-indulgent to the point of insanity, overwhelming and torrential.

Koenjihyakkei's second album Viva Koenji (God Mountain, 1997 - Skin Graft, 2006) confirmed that this is, de facto, a Magma tribute band. Yoshida is helped by Aki Kubota on keyboards, Jin Harada on guitar, and Kengo Sakamoto on bass. Grembo Zavia and Guoth Dahha are worthy of vintage Magma, while the wild Aramida is space-rock and Rissenddo Rraimb a more conventional kind of prog-rock fusion.

The third Koenjihyakkei album, Nivraym (Magaibutsu, 2001 - Skin Graft, 2009), is more lunatic and a little fragmented. On the other hand, Angherr Shisspa (2005), featuring reedist Komori Keiko, is one of the best Canterbury album since the 1970s.

The (solo and collaborative) improvisations of Koenjihyakkei' bassist Nasuno Mitsuru were collected on Prequel Oct. 1998 - Mar. 1999 + 1 (Doubt Music, 2008).

Mandala 2000 (Tzadik, 2001) documents a live Ruins performance.

1986-1992 (Skin Graft, 2002) is an excellent 23-track Ruins anthology.

Ruins & Kazuhisa Uchihashi (Sound Factory, 2002)

Tzomborgha (Ipecac, 2002) ventures into world-music, replete with the usual intesity and excesses. The duo is in great form, but, unfortunately, decides to waste most of the album in medleys and quotations.

Kyoaku No Intention is a collaboration between Munehiro Narita and drummer Shoji Hano that yielded the guitar and drums improvisations of Kyoaku No Intention and Astral Projection (PSF, 2004).

Ruins' drummer Tatsuya Yoshida and Fushitsusha's guitarist Keiji Haino recorded together Knead (PSF, 2002), eight psychedelic jams that also feature Ruins' bassist Hisashi Sasaki, and Until Water Grasps Flame (Noise Asia, 2002). Yoshida has also drummed in the Quartet of pianist Satoko Fuji: Vulcan (Libra, 2001) and Minerva (Jazzprints, 2002). Fuji and Yoshida also recorded Toh-Kichi (Victo, 2003) and Erans (Tzadik, 2004).

March - October 1997 (Enterruption, 2003) documents a 1997 performance.

The double-CD Improvisations Vol.1 (Magaibutsu) and the triple-CD Improvisations Vol.2 (Magaibutsu) collect jams with Ground Zero's guitarist Kazuhisa Uchihashi for a grand total of 360 minutes.

Korekyojin is a collaboration among Tatsuya Yoshida, guitarist Kido Natsuki of Bondage Fruits and bassist Nasuno Mitsuru of Altered States. Their albums Korekyojin (Tzadik, 1999) and Arabesque on Magaibutsu (Tzadik, 2004), as well as the live Isotope (Tzadik, 2005), and Jackson (Magaibutsu, 2006) are devoted to complex, brainy compositions. Swan Dive (Magaibutsu) contains both a live DVD and a CD of new music.

Episome (Tzadik, 2006) was the power-trio of Otomo Yoshihide (on electric guitar), Ruins' drummer Yoshida Tatsuya and bassist Bill Laswell.

Territory (doubtmusic, 2006) was a collaboration between Tatsuya Yoshida and Imahori Tsuneo (former guitarist of Tipographica).

Slip Beneath The Distant Tree (Rhythm Tracks, 2008) was a collaboration between Tatsuya Yoshida and keyboardist Eiko Ishibashi, a tribute to his prog-rock roots.

Dots (Doubtmusic, 2008) is a collaboration between Tatsuya Yoshida and guitarist Imahori Tsueno.

Karakany (Vivo, 2007) is a collaboration between Tatsuya Yoshida and Polish pianist Piotr Zabrodzki.

Further collaborations between Ruins' drummer Tatsuya Yoshida and Fushitsusha's guitarist Keiji Haino were released as New Rap (2006), Hauenfiomiume (2008) and Uhrfasudhasdd (2008).

The Ruins (precisely Tatsuya Yoshida and Hisashi Sasaki) and Omoide Hatoba (the Boredoms' guitarist Seiichi Yamamoto and Atsushi Tsuyama) reunited ten years later under the moniker Ruinzhatova and released Close To The RH Kiki (Tractor, 2004).

Sanhedolin (PSF, 2005) was the title of both an album and a supergroup formed by guitarist Keiji Haino of Fushitsusha, drummer Tatsuya Yoshida of Ruins and bassist Mitsuru Nasuno of Altered States. Its follow-up was titled and credited to a new entity, Sanhedrin (Breathing Bass, 2009).

Tatsuya Yoshida collaborated with alto sax improviser Ono Ryoko on Yawiquo (Ipecac, 2009), credited to the Sax Ruins.

The Ruins' Tatsuya Yoshida and Ground Zero's guitarist Kazuhisa Uchihashi continued their series with Improvisations Vol.3 (Magaibutsu, 2009) and Barisshee (Tzadik, 2012).

Korekyojin's Tundra (Magaibutsu, 2011)

Ruins Alone (Skin Graft, 2011) was a solo album by Tatsuya Yoshida (truly solo), playing all the instruments by himself, and revisiting old Ruins material too.

Barisshee (may 2011) was a collaboration between guitarist Kazuhisa Uchihashi and drummer Tatsuya Yoshida.

The trio of Uchihashi Kazuhisa (guitar), Yoshida Tatsuya (drums) and Mishiba Satoshi (piano) recorded «live in studio» Deposition & Erosion (july 2012).

Welcome In The Void (Cuneiform, 2014) documents a collaboration with Richard Pinhas, a single 68-minute piece.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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