SNFU
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Something Green And Leafy This Way Comes , 5/10
The One Voted Most Likely To Succeed , 6/10
Fyulaba, 6/10
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Gli SNFU vengono dal profondo centro del Canada (Edmonton) ma si sono trasferiti da tempo a Vancouver e si sono affermati come il baluardo dell'hardcore irriducibile. Il cantante Ken Chin (o Chi Pig) e i fratelli chitarristi Brent e Marc Belke dimostrano comunque un minimo di senso dello humour e una sincera preoccupazione per i problemi sociali.

L'esordio avvene su una compilation locale (il brano Real Men Don't Watch Quincy). Il primo album, And No One Else Wanted To Play (Music Plus, 1984), inauguro` la tradizione dei titoli di sette parole, ma soprattutto impose la loro personalita` di giullari dell'hardcore, sempre pronti a demolire i tabu` ma senza uccidere nessuno. Fra una quantita` di vignette al vitriolo (Kitchen Creeps, Broken Toy, This Is The End) e squarci di horror quotidiano (Grave Digger, Bodies In The Wall e Joyride), spiccavano due dei loro classici ilari, Cannibal Cafe` e l'inno anti-maschilista She's Not On The Menu. Su una compilation comparve un altro dei loro capolavori, Womanizer.

Il successivo If You Swear You'll Catch No Fish (Better Youth) fu un po' una delusione, benche' annoverasse un anthem come Where's My Legs e canzoni-confessioni come Welcome To My Humble Life Of Disarray e I Forget (che fanno ridere per far pensare). L'album mancava dell'energia devastante del precedente, forse perche' il gruppo era diventato ambizioso e tentava di costruire armonie piu` elaborate (Black Cloud e Mind Like A Door).

Se quello era il programma, Better Than A Stick In The Eye (Cargo, 1989) ci riusci` molto meglio. Il sound piu` melodico e` sorretto da un minimo di tecnica musicale, senza rinunciare alla loro proverbiale satira. Barzellette come Time To Buy A Futon e Tour Tantrum tirano la volata a Postman's Friend, G.I. Joe Gets Angry With Human Kind, What Good Hollywood, Straightening Out The Shelves e tanti altri sermoncini di commentario sociale, nonche' al macabro humour di Thee Maul That Heats Peephole. Benche' musicalmente rimanga forse il loro album migliore, fu il canto del cigno di quella formazione. Per qualche tempo del gruppo non si seppe piu` nulla, salvo la raccolta di inediti Last Of The Big Time Suspenders (1991).

Dopo un periodo di instabilita`, il gruppo si riformo`. Accanto ai tre leader c'erano adesso il nuovo bassista Buck Johnson e il nuovo batterista Davey-boy Rees. La foga si era attenuata ancor piu` e Something Green And Leafy This Way Comes (Epitaph, 1993) veleggiava verso un power-pop che e` parente lontano del loro sound classico. La filastrocca di All Those Opposed e le armonie vocali di Tin Fish battono la grancassa per il nuovo stile, melodico e compassato, all'interno del quale trovano spazio anche una ballad tragica come Joni Mitchell Tapes e un inno corale come Watering Hole.

The One Voted Most Likely To Succeed (Epitaph, 1995) conserva la stessa propensione per il melodismo, ma lo puntella con un sound potente e chiassoso, degno dell'heavymetal. Il ritornello di Big Thumbs, il piglio epico di Drunk On A Bike, il rosario di Eric's Had A Bad Day, e la scorribanda da slamdance di A Better Place vanno in effetti annoverati fra le loro prove piu` equilibrate, benche' mai avvincenti come le fucilate di un tempo. A rimanere nel cuore dei fan sono soprattutto le storie congegnate da Chin, sempre in presa diretta con la realta` quotidiana dei giovani della classe media.

Anche su Fyulaba (Epitaph, 1996), come sempre con gli album di questi folletti punk, dopo tre canzoni si sa gia` tutto l'album: le altre non fanno che ripetere lo stesso tema, con foga piu` o meno magniloquente. Negli ultimi anni il gruppo e` riuscito a conquistare una maturita` (relativamente) equilibrata, che rende gradevole un po' tutto cio` che fanno. Accanto alla solita parata di arringhe sociali (Step Stranger per tutte), si fa largo un umorismo (macabro, ovviamente) un po' piu` pronunciato, per esempio nella filastrocca di Spaceghost The Twins & Blip, nel rullo enfatico di Don't Have The Cow e soprattutto nello ska clownesco di Bobbitt. Al tempo stesso il formato dei loro inni epici e disperati e` progredito alla complessita` di una You Make Me Thick o di una Fate, fitte di imprevisti e divagazioni.

Let's Get It Right The First Time (Rake, 1999) e` un live antologico.

Pur senza mai essere riusciti a comporre un disco davvero importante, gli SNFU sono diventati un'istituzione del rock alternativo del Canada, e dell'intera nazione hardcore.

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