Nikki Sudden
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Waiting On Egypt
The Bible Belt
Jacobites
Robespierre's Velvet Basement
Texas
Dead Men Tell No Tales
Kiss Your Kidnapped Charabanc
Groove
Jewel Thief (UFO, 1991)
Howling Good Times (Regency, 1993)
Hearts of Hearts (Por Caridad, 1994)
Kiss Of Life (Swamp Room, 1995)
Hawks Get Religion (Regency, 1996)
Old Scarlett (Glitterhouse, 1995)
God Save Us Poor Sinners (Glitterhouse, 1998), 6/10
Seven Lives Later, 6/10
The Truth Doesn't Matter (2006), 5/10
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Il cantante e chitarrista Nikki Sudden (Nicholas Godfrey), dopo essere stato protagonista della stravagante stagione degli Swell Maps , ha dato vita a una prolifica carriera solista.

Waiting On Egypt (Abstract, 1982), un disco di rozzi numeri garage-rock, violenti e dissonanti, alla Neil Young e Rolling Stones (Channel Steamer, Fashion Cult, New York), e The Bible Belt (Flicknife, 1983), meno vitriolico e permeato da un umore sardonico (English Girls, Bethlehem Castle, Six Hip Princes) sono ancora succubi del vecchio complesso, ma mettono in luce una forte personalita` di rocker maudit. A mancare e` semmai la perizia tecnica. I due dischi verranno riediti come Waiting in Egypt/Bible Belt (Secretly Canadian, 2001).

Per ovviare a quel limite, Sudden ha formato gli Jacobites, una formazione che comprende anche suo fratello Epic Soundtracks alla batteria, nonche' Dave Kusworth al canto e alla chitarra. Con loro la sua personalita` e` maturata e la sua indole punk si e` attenuata. Poco alla volta Sudden e` diventato un malinconico dandy decadente, che spesso riecheggia Bob Dylan e Neil Young.

I suoi dischi sono spesso infarciti di ballate sconclusionate e mal suonate, ma, quando il gruppo ingrana un boogie o un rock and roll con il giusto spirito ribelle, riesce a forgiare piccoli inni generazionali. Shame For The Angels, su Jacobites (Glass, 1984), Fortune Of Fame e Where The Rivers End, sul secondo album Robespierre's Velvet Basement (Glass, 1985), Pin Your heart e When the rain comes down (sugli EP omonimi) sono ballate prevalentemente acustiche in cui si odono echi di Keith Richards, Johnny Thunders, Marc Bolan e tanti altri. Gettato il saio punk alle ortiche, Sudden ha preso il voto di cantautore intimista, anche se gli e` rimasto nelle vene un sangue caldo e anche se non riesce a far a mano di qualche esibizionismo.

Perso Kusworth ma acquistato Rowland Howard (ex Birthday Party e Crime And City Solution), Sudden registra Texas (Creation, 1986), un album che segna un altro momento di crisi. La musica si e` fatta ancor piu` spartana e austera, oscillando fra il piu` tenero Leonard Cohen (Jangle Town, Death Is Hanging Over Me) e il piu` nevrotico Neil Young (Such A Little Girl, Wedding Dress). Dello stesso periodo e` l'EP con The Last Bandit (1986).

Sudden abbandona temporaneamente la siglia Jacobites, ma il sound rimane quello. When I Cross The Line e Girl With A Wooden Leg, sul successivo Dead Men Tell No Tales (1987) e Crossroads, su Kiss Your Kidnapped Charabanc (Relativity, 1988), intestato anche a Howard, sono i capolavori del periodo contrassegnato dal blues del Delta nella sua forma piu` incontaminata. Contemporaneamente il gruppo attraversa anche un'acuta crisi di arrangiamento (la batteria e` quasi assente).

I due album (e coevi EP) verranno ristampati come Texas/ Dead Men Tell No Tales (Secretly Canadian, 2001).

Sudden tende pero` a ripetere all'infinito al stessa canzone, con una testardaggine che puo` essere soltanto di un punk . See My Rider, su Groove (Creation, 1989) (Giant, 1990), Hotel Blues, su Jewel Thief (UFO, 1991), e il live Crown Of Thorns (Crazy Mannequin, 1989) suonano pertanto sempre meno sinceri.

I Jacobites rinascono proprio quando la sua carriera sembrava aver toccato il nadir. Don't You Ever Leave Me e` pero` uno dei pochi brani di rilievo su Howling Good Times (Regency, 1993).

A parte l'album spagnolo Hearts of Hearts (Por Caridad, 1994), l'album dal vivo Kiss Of Life (Swamp Room, 1995) e gli inediti di Hawks Get Religion (Regency, 1996), sono soprattutto Old Scarlett (Glitterhouse, 1995) e God Save Us Poor Sinners (Glitterhouse, 1998), un omaggio a suo fratello Epic Soundtracks, a rilanciare la carriera di Sudden e compagni, all'insegna di un rock and roll viscerale (un po' New York Dolls e un po' Rolling Stones). Su quest'ultimo Sudden ritrova forse l'impulso magico che aveva perso dopo gli Swell Maps: almeno Teenage Christmas e` degna di stare fra i suoi classici.

Cellar Door apre in quel tono anche Seven Lives Later (Idiot Savant, 1999), album accreditato al solo Sudden, come non succedeva da molti anni.

The Last Bandit (Alive, 2001) and The Nikki Sudden Compendium (Secretly Canadian, 2002) are career retrospectives.

Sudden returned with a new solo album, Treasure Island (Lain, 2004), that wore its Rolling Stones influence on its sleeve (Mick Taylor on guitar and Ian McLagan on keyboards).

The Truth Doesn't Matter (2006) was published posthumous.

Nikki Sudden died in 2006.

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