Ultramarine
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Folk , 6/10
Every Man And Woman Is A Star , 7/10
United Kingdom , 7/10
Bel Air, 5/10
A User's Guide , 6/10
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I britannici Ultramarine costituiscono il naturale anello di congiunzione fra la scuola di Canterbury degli anni '70 e l'ambient house degli anni '90.

Paul Hammond e Ian Cooper avevano militato dal 1984 (diciassettenni) al 1987 nell'ensemble industriale A Primary Industry, producendo soltanto i singoli At Gun Point (Les Temps Moderns) e Seven Hertz (Sweatbox), un album intitolato Ultramarine (Sweatbox) e un omaggio allo scrittore Wyndham Lewis (un EP che usci` anni dopo per Les Disques Du Crepuscule).

Finita quell'esperienza, Hammond e Cooper formarono gli Ultramarine e pubblicarono l'album Folk (Les Disques Du Crepuscule, 1990), con cui gettarono le basi per una musica da ballo psichedelica coerente con quanto andavano teorizzando 808 State e KLF, con lo stesso spirito pastorale ma anche con una vena piu` surreale.

Le promesse di questo prog-techno-pop dolce ed effervescente sono mantenute dal secondo album, Every Man And Woman Is A Star (Dali, 1992). Due dei brani piu` vecchi del loro repertorio, Stella e British Summertime, tirano la volata a una sequenza di brani da camera per flauti, tromba, pianoforte, sezione d'archi, campionamenti, rhythm machine e sequencer, con un'escursione di umori che va dalla marziale Pansy all'eterea Honey (entrambe costruite su metamorfosi continue dell'orchestrazione), e un pressoche` infinito serbatoio di stili (Saratoga, dagli accenti funky; la jazzata Nova Scotia; Geezer, con una forte cadenza reggae; l'incalzante danza sudamericana di Panther e cosi` via); anche se in qualche caso e` difficile stabilire le differenze con gli Spyrogyra (l'improbabile fusion con il cocktail jazz di Weird Gear) e se nella muzak di Lights In My Brain sfruttano in maniera maldestra un campionamento di Robert Wyatt.

United Kingdom (Blanco Y Negro, 1993) e` ancor piu` vicino al progressive-rock degli anni '70. L'album risuona di sonorita` jazz e dub perfettamente assimilate nel mix (nonche' del canto divino di Robert Wyatt). Lo strumentale Source miscela fonti jazz e folk in un trascinante saltarello che avrebbe ben figurato sul Tubular Bells di Mike Oldfield. L'influenza del jazz-rock dadaista di Soft Machine, Gong e Caravan e` palese in Prince Rock e Urf, mentre Kingdom e Happy Land mettono in musica canti proletari. Queen Of The Moon e Dizzy Fox lasciano fluttuare le sillabe di Wyatt su un confuso magma di suoni effervescenti. Con ritmi che raramente salpano oltre gli 80 battiti per minuto e arrangiamenti minuziosi di strumenti acustici, Hammond e Cooper si pongono un gradino sopra la massa degli autori techno.

La varieta` e la frammentarieta` nuocciono un po' alla coesione sul successivo Bel Air (Blanco Y Negro, 1995), che pure contiene l'incantevole Buena Vista, doppiata nello stesso periodo dal singolo Hymn.

A User's Guide (New Electronica, 1998) e` un disco meno appariscente ma anche piu` consistente, forte di lunghe tracce ipnotiche come All Of A Sudden, What Machines Want, Ambush, Surfacing, On The Brink, Zombie, Ghost Routine, che ben riassumono la loro fusione di progressive-rock e techno e al tempo stesso la spingono verso lidi ancor piu` sperimentali, nel segno di un funk-jazz astratto, dimesso e spartano.

Companion (LTM, 2003) is a bad career retrospective.

Ultramarine, i.e. Paul Hammond and Ian Cooper, laid an unlikely bridge between Canterbury's prog-rock of the 1970s and ambient house. Their ethereal, pastoral vision begin to form on Every Man And Woman Is A Star (1992), which was virtually a collection of chamber pieces for flutes, trumpets, pianos, string section, samples and electronic machines, and blossomed on United Kingdom (1993), which added stronger dub and jazz ambience and Robert Wyatt's divine vocals.
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