Underground Lovers


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Get To Notice , 6.5/10
Leaves Me Blind , 7.5/10
Dream It Down , 6.5/10
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Gli Underground Lovers emersero dalla fertile scena "alternativa" dell'Australia con uno stile che univa un vero rock sound (al contrario della prevalente tendenza "lo fi") a un anelito psichedelico che era spesso trascendente.

Formati da Vince Giarruso e Glenn Bennie, esordirono con l'album Get To Notice (Shock, 1991). I classici psichedelici non erano soltanto un canone da tracopiare (come nel caso di tanti complessi Americani e Britannici degli anni '80), ma anche e soprattutto una sorgente di forza vitale a cui attingere per spingersi oltre.

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Leaves Me Blind (Guernica, 1993) built on the foundations of the first album and explored a broader range of styles, from the electronic dream-pop of Holiday to the acoustic ballad Whisper Me Nothing.
As accomplished as these songs are, they pale compared with the experimental core of the album. The quintet has the guts to open the album with a seven-minute fresco, Eastside Stories, that is drenched in exotic and mystical sounds, from the raga accent of the guitar distortions to the middle-eastern intonation of the voice. The guitars keep weaving their eastern scales and their distorted mantras around the propulsive pace of Promenade. The guitar work approximates the incendiary impetus of the Television. I Was Right borrows a drum-machine to inject a Suicide-style frenzy in a duet between an angelic female singer and cascading repetitive figures a` la early Sonic Youth. Got Off On You reverberates with Suicide's throbbing neurosis and and Velvet Underground's spasmodic depression. The instrumental Waves achieves nirvana with a shaggy, static drone. The trancey psych-pop of Your Eyes barely skims the surface of an eight-minute, exhausting shoegazing monolith, the guitars tapping/strumming a light, insistent boogie rhythm that propels Sonic Youth's guitar minimalism to ambient/psychedelic orbits.
To cap this atmospheric masterpiece, the Underground Lovers concoct the nine-minute nightmare of Ladies' Choice, which is just about the opposite of what preceded it: a mellow trip-hop shuffle drenched in sensual vocalizing, dub ambience, syncopated drumming, ethereal guitar licks.
(Translated by/ tradotto da Gianfranco Federico)

 

Leaves Me Blind (Guernica, 1993) fu costruito sulle fondamenta del primo album ed esplorò un più vasto spettro di stili, dal dream-pop elettronico di Holiday alla ballata acustica Whisper Me Nothing. Compiute come sono, queste canzoni impallidiscono, se paragonate al nucleo sperimentale del disco. Il quintetto ha il coraggio di aprire l’album con un affresco di sette minuti, Eastside Stories, imbevuto di suoni mistici ed esotici, dall’accento raga delle distorsioni della chitarra all’intonazione mediorientale della voce. Le chitarre continuano ad intessere le loro scale orientali e i loro mantra distorti intorno all’andatura propulsiva di Promenade. Il lavoro di chitarra approssima l’impeto incendiario dei Television. I Was Right prende in prestito una drum-machine per iniettare una frenesia à la Suicide in un duetto tra un’angelica cantante femminile e ripetitive figure a cascata simili a quelle dei primi Sonic YouthGot Off On You rimbomba della nevrosi pulsante dei Suicide e della depressione spasmodica dei Velvet Underground. Lo strumentale Waves raggiunge il nirvana con un ruvido, statico drone. Il psych-pop in trance di Your Eyes affiora appena alla superficie di un estenuante monolito shoegaze di otto minuti, con le chitarre a picchiettare/strimpellare un leggero, insistente ritmo boogie che spinge il minimalismo dei Sonic Youth verso orbite ambient/psichedeliche.

A coronare questo capolavoro atmosferico, gli Underground Lovers architettano l’incubo di nove minuti di Ladies' Choice, che è esattamente l’opposto del brano che l’ha preceduto: un vellutato shuffle trip-hop immerso in un vocalizzo sensuale, un’ambientazione dub, un drumming sincopato ed eterei tocchi di chitarra.

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Dream It Down (Polydor, 1995) sfodera un sound piu` professionale. Eastside Stories caracolla fra i Velvet Underground filtrati attraverso gli occhi dei Soft Boys e i Pink Floyd di Careful With That Axe. Promenadee esplode sulle note di un boogie elettrico con un acido chitarrismo alla Neil Young, ma la scansione ritmica progredisce rapidamente verso una specie di raga ipnotico. Las Vegas da` i brividi riprendendo il tono epicamente straccione dei primi Rolling Stones. La title-track sembrare uscire da More dei Pink Floyd e su I Was Right sembra di ascoltare i Sonic Youth con Kim Gordon al canto.
La somiglianza con i Soft Boys viene accentuata dagli esperimenti di arrangiamento: la musica da camera liberamente ispirata a Pachelbel di Supernova, la scansione minimalisma in crescendo alla Michael Nyman di Beautiful World. Per qualche forma di masochismo il gruppo deve sempre indulgere almeno un paio di volte nel sunthpop: per quanto Losin' It sia meglio dei Swing Out Sisters, e` un po' fuori posto.

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