Wonderstuff
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Eight Legged Groove Machine , 7/10
Hup , 5/10
Never Loved Elvis , 6/10
Construction For The Modern Idiot , 5/10
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I Wonderstuff si misero alla testa del punk-pop che stava emergendo in Gran Bretagna con due classici alla Ramones, un po' meno frenetici e un po' piu` melodici del modello originale: Unbearable e It's Yer Money I'm After Baby.

Eight Legged Groove Machine (Polydor, 1988), raffinando quella tecnica, e` improntato a un pop delirante dai testi farseschi e dagli arrangiamenti attillati. Le fonti di ispirazione sono sostanzialmente tre: il beat, che permea la solare melodia e il battito marziale di Like A Merry Go Round; il musichall, a cui appartiene di diritto quella gloriosa gag di Give Me More, con tanto di passo da clown, schitarrare saltellante, recitazione brechtiana e armonie vocali "lisergiche"; e infine il folk, che trapela da A Wish Away, in cui il canto si libra in una sfuriata rapidissima sul contrappunto sincopato della chitarra, in una sorta di imitazione di Immigrant Song, e da No For The 13th Time, sparata al ritmo di una quadriglia supersonica, con la chitarra che sferraglia e singhiozza.

Non appena i Wonderstuff cominciarono a prendersi sul serio, e cioe` sul secondo album Hup (Polydor, 1989), il loro programma mostro` i suoi limiti e perse la verve che ne era la risorsa principale: Don't Let Me Down Gently non riesce a ripetere il miracolo dei singoli precedenti, Let's Be Other People aggredisce con suoni psichedelici, e alla fine trionfano Golden Green, che e` semplicemente un country and western a tutta birra, e la satira di Radio Asskiss. Il gruppo puo` far leva su un cantante potente e suadente come Miles Hunt e su un chitarrista efficacemente elementare come Malcolm Treece.

Convertitisi poi persino al "dance pop" con il singolo Circlesquare del 1990, i Wonderstuff diventeranno anche delle star e i loro singoli (Size Of A Cow nel 1991, On The Ropes nel 1993) balzeranno in testa alle classifiche, benche' il gruppo non abbia mai piu` saputo ritrovare la vena goliarda e spensierata dell'esordio.

Never Loved Elvis (Polydor, 1991), senza il bassista Rob Jones e con il multi-strumentalista Martin Bell, porta superficie gli elementi folk che erano sempre stati parte delle loro armonie. Il crescendo tzigano di Mission Drive, il jig di Welcome To The Cheap Seats, la ballata di Maybe, coreografati con ogni sorta di strumenti (in particolare il violino, ma anche armonica, fisarmonica, mandolino, viola e violoncello), vengono pero` sempre sfruttati a fini drammatici, riuscendo a lambire con successo i climi tempestosi degli U2 (in Donation e Inertia). E Size Of A Cow e` in effetti una delle loro canzoni meglio costruite (cadenza ska di piano, ritornello grintoso, armonie vocali, contrappunti di organo Hammond). Il sound non ha, insomma, perso il suo carattere melodico, ma, maturando, ha abbandonato le pose gioconde a favore di una austerita` tragica; e la transizione e` stata seguita in parallelo da arrangiamenti piu` spessi e aggressivi.

Full Of Life e` il gioiello di Construction For The Modern Idiot (Polydor, 1993), quando i Wonderstuff sono ormai diventati soltanto un complesso commerciale come tanti.

Dopo lo scioglimento, i tre quarti del complesso formarono We Know Where You Live con Ange Dolittle degli Eat.

Curse And Insincerity (Eagle, 2001) is a double-CD live anthology.

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