Zello
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Il rock sinfonico ha trovato patroni in Svezia. Zello (Ad Perpetuam Memoriam, 1997) e` il progetto di tale P-O Saether, che ci provava dal 1979. L'Ouverture classicheggiante, con un fitto interscambio di frasi solenni di organo, violino e sintetizzatore, da` la misura del talento (piro-)tecnico del suo ensemble. Piu` che quelle reboanti e ritmate degli Yes, le sue suite ricordano i collage melodici di Mike Oldfield. Canzoni come Fairy Queen si reggono su immacolati ritornelli folk, amplificati a livelli epici dalle tastiere, dai loro staccato trascinanti, dai loro controcanti "wagneriani". Le melodie sono in effetti il fattore trainante di tutti i brani, sia strumentali sia cantati, dall'elegia di violino di The Children Are Crying al motivetto festoso delle tastiere in Traffic Jam. Hold On (con una ritmica piu` rock) potrebbe persino far concorrenza ai Rush e ai Journey nelle classifiche di vendita. I brani maggiori sono separati da brevi intermezzi strumentali che sono altrettante micro-sonate classiche. L'elettronica pomposa e sentimentale e` comunque la dominatrice assoluta del disco. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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