Ametsub


(Copyright © 2011 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Linear Cryptics (2006), 7/10
The Nothings Of The North (2010) , 6.5/10
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Japanese electronic and digital musician Ametsub debuted with Linear Cryptics (Progressive Form, 2006), in which he contaminated abstract digital soundsculpting with kitschy atmospheres and creative beatscapes. Roving Pianist juxtaposes pulsating irregular digital glitches and jazzy vibraphone-ish lounge music. The Solo To Untamed Place is more of the same, but the melody now evokes an exotic clarinet and the beats escalate towards a march of industrial machines. The intersection of jazz, minimalist and glitch music is further explored in the robotic samba Returner, the album's catchiest piece. Lurid Sky And Tama Stream is a fractured piano sonata that struggles to enter into a minimalist repetition but segues into the syncopated danceable I Am Not Into It If You Are Into It. His craftmanship is particularly notable when it comes to the timbres and dynamics of the beats. Atrland harvests shrill cascading videogame-like beats. Reminiscence infects crystal piano notes with shifting jagged beats. The nine minute Green Oeuvre shuffles confused melodic fragments and pointillistic beats achieving a peak of timbral disorientation. The essence of closer On Perfect Time, and perhaps of the whole album, is the balance between moody electronica and tapping beats.

The Nothings Of The North (Mille Plateaux, 2010) opens with his most straightforward rhythm, Solitude. Here the jazzy detours of the first album have evolved into something similar to Robert Wyatt's agonizing cacophony. In Snowy Lava, on the other hand, that jazz element blossoms into a robotic bossanova. Repeatedly combines a tapping rhythm and relaxing piano jazz improvisation. On the other hand, very little life is left inside the arid, heartless digital desert of pieces like Mosfell. They are only about the perfection of the tones. Hence the surrealistic timbral experiment of Old Obscurity, the futuristic collage of Off-road, and the pure apocalyptic implosion of 66.
Elsewhere the composer demonstrates his ability to mold music out of nothing: the theme and beat of Lichen With Piano emerge slowly from dissonant chamber music via fractured jazzy lounge music; and an ecstatic soundscape sprouts up from the spastic beatscape of Peaks Far Afield.
The elastic bouncing Time For Trees, that evokes the industrial ballets of the 1980s, is almost childish by comparison to the depth and breadth of the rest.

All Is Silence (Nothings66, 2012) was recorded over four years.

(Translation by/ Tradotto da Carmine De Matteis )

Ametsub, compositore giapponese di musica elettronica e digitale, ha debuttato con Linear Cryptics (Progressive Form, 2006), nel quale ha contaminato astratte “sculture sonore” digitali con atmosfere kitsch e ritmiche creative. Roving Pianist mescola glitch digitali irregolari con un tappeto lounge-jazz di vibrafono. The Solo To Untamed Place è simile, ma la melodia ora evoca un clarinetto esotico e la ritmica si intensifica sempre più fino a diventare una marcia industriale. L’incrocio di jazz, musica minimalista e sonorità glitch è ulteriormente approfondito nella samba robotica di Returner, il pezzo più orecchiabile dell’album. Lurid Sky And Tama Stream è una “sonata spezzata” per pianoforte che si sforza di raggiungere una ripetizione minimalistica ma che poi sfocia nella sincopata e danzereccia I Am Not Into It If You Are Into It. La sua abilità è particolarmente notevole per quel che riguarda i timbri e le dinamiche dei ritmi. Atrland una raccolta a cascata a di ritmi penetranti di videogame. Reminiscence infetta note cristalline di pianoforte con ritmi instabili e frastagliati.  Green Oeuvre di nove minuti mischia frammenti melodici confusi con ritmi particolareggiati fino a toccare un picco di disorientamento timbrico. L’essenza della conclusiva On Perfect Time, e probabilmente dell’intero album, è il bilanciamento fra elettronica instabile e ritmi picchiettanti.

The Nothings Of The North (Mille Plateaux, 2010) apre con il suo ritmo più immediato, Solitude. Qui le deviazioni jazz del primo album si sono evolute in qualcosa di simile alla agonizzante cacofonia di Robert Wyatt. In Snowy Lava, d’altra parte, l’elemento jazz si schiude in una bossanova robotica. Repeatedly combina un ritmo ticchettante con una improvvisazione jazzistica per pianoforte. D’altra parte, è rimasto poco di tutto ciò che è vivo e vitale nell’arido e senza cuore “deserto digitale” di pezzi come Mosfell. Qui si tratta soltanto di perfezione dei suoni. E dunque c’è l’esperimento timbrico surrealistico di Old Obscurity, il collage futuristico di Off-road e la vera e propria implosione apocalittica di 66. In altri pezzi il compositore dimostra la sua abilità nel plasmare musica che è “fuori dal nulla”: il tema e il ritmo di Lichen With Piano emerge lentamente da musica da camera dissonante tramite una lounge-music jazzata decostruita; e un panorama sonoro estatico schizza fuori dal ritmo spastico di Peaks Far Afield. La traballante Time For Trees, che evoca i balletti industriali degli anni ’80, è abbastanza infantile paragonata alla profondità e all’ampiezza del resto.

All Is Silence (Nothings66, 2012) è stato registrato dopo quattro anni.

(Copyright © 2011 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
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