Sotos
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Sotos , 6/10
Platypus , 6/10
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Sotos is a French progressive-rock quintet (guitar, violin, cello, bass, drums), formed in 1996 by students of the Ecole Nacional de Musique, that debuted with the all-instrumental Sotos (Gazul, 1999). Its sophisticated scores displayed the influences of 5uu's, Miriodor, Philharmonie.

Platypus (Cuneiform, 2002) contains two lengthy compositions. The seven-movement 41-minute Malstrom (composed by bassist Bruno Camiade) is a summation of everything progressive-rock has offered over three decades. The first movement opens with convoluted Art Bear-ish jamming. The second delves into the austere, brooding atmospheres of avantgarde music. The third one swirls around a Frank Zappa-esque fanfare. The fourth one indulges in minimalist repetition. The fifth one is a complex piece in itself, bridging dissonant chamber music and post-psychedelic "slo-core". The sixth one sounds like a gypsy band covering an Henry Cow song.
The 28-minute suite Wu, a composition by guitarist Yan Hazera, is far more difficult. The first half is 13 minutes of subtle interplay, with little or no concern for melodic flow and dynamics, and not even texture: the delicate counterpoint among the instruments constitutes either a cryptic narrative or a solemn meditation. The second half is a wild crescendo that initially sounds like the orchestral Frank Zappa at its most fluid and sprightly (and hard-rocking).

(Translation by/ Tradotto da Andrea Marengo)

Sotos è un quintetto francese di rock progressivo (chitarra, violino, violoncello, basso, batteria), fondato nel 1996 da studenti della Ecole Nacional De Musique. Essi debuttarono con il completamente strumentale Sotos (Gazul, 1999) i cui spartiti sofisticati mostravano l'influenza di 5uu's, Miriodor e Philarmonie.

Platypus (Cuneiform, 2002) contiene due lunghe composizioni. I quarantuno minuti suddivisi in sette movimenti di Malstrom (composta dal bassista Bruno Camiade) è una summa di tutto ciò che il rock progressivo ha offerto in tre decenni. Il primo movimento inizia con una jam contorta alla maniera degli Art Bears. Il secondo esplora le atmosfere austere e minacciose della musica d'avanguardia. Il terzo turbina lungo una fanfara "Zappiana". Il quarto esplora le ripetizioni minimaliste. Il quinto è una complessa traccia che crea un ponte fra una musica da camera dissonante e lo slo-core post-psichedelico. La sesta sembra una cover degli Henry Cow suonata da un gruppo gipsy.

La suite di ventotto minuti di Wu, composta dal chitarrista Yan Hazera, è ulteriormente più complessa. La prima metà fa interagire un flusso melodico sommesso al dinamismo senza quasi nessuna incertezza: il contrappunto delicato tra gli strumenti costituisce sia una narrazione ermetica, sia una meditazione solenne. La seconda metà è un crescendo selvaggio che inizialmente somiglia ad una traccia orchestrale di Frank Zappa nel suo momento più mutevole e vivace (e "hard-rock").

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