Wraiths


(Copyright © 2006 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Oriflamme (2006) , 7/10
Plaguebearer (2007), 7.5/10
The Grey Emperor (2009), 6/10
Dust In Our Mouths (2012), 6/10
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Wraiths, a wildly experimental Scottish duo, ran the gamut from the demonic pounding industrial pow-wow of the 41-minute piece of Oriflamme (2006 - Aurora Borealis, 2008), improvised live, a dense exhilarating exercise in extreme noise-painting reminiscent of both Stockhausen's early electronic pastiches and of Gordon Mumma's electronic bombardments, to the feedback-based dark ambient industrial music of Plaguebearer (Paradigms, 2007), also improvised live. The latter contains one of their emotional peaks, the 20-minute Plaguebearer: the initial soundscape, born at the intersection of a sinister rumble and industrial metronomy, morphs into a volley of stormy galactic drones, and then straddles the border between mindbending psychedelic trip and terrifying psychoanalytical nightmare. The 17-minute Bone Flutes & Skull Drums feels like the remix of the noise of a subway train flashing and screaming through the tunnels, a relentless stream of heavely reverbed and distorted, bouncing, bangs and zooms. The same idea is presented over and over again in a virtually infinite number of variations all the way to the coda of ear-splitting screeches that segues into the eleven-minute torment of To Corrupt The Waters Of Lethe, another destructive cascade of evil atonal ur-sounds.

The 58-minute piece of The Grey Emperor (2009) and the 57-minute piece of Dust In Our Mouths (Aurora Borealis, 2012) blended gothic metal, droning ambient music, shoegazing distortion and psychedelic dub music in a less brutal manner. Wraiths now opted for more tolerable levels of terror than the walls of white noise of their first recordings. The duo's skills at crafting abstract sound are impressive, but these colossal compositions might last a bit too long for what they have to say.

(Translation by/ Tradotto da Gioele P. Cima)

I Wraiths, un duo scozzese selvaggiamente sperimentale, esercitarono la propria varietà dal demoniaco bombardamento industriale dei 41 minuti cerimoniali di Oriflamme (2006- Aurora Borealis, 2008), improvvisato dal vivo, un denso e stimolante esercizio nell'estrema reminiscenza della pennellatura dello schiamazzo di entrambi i primi zibaldoni di Stockhausen e del martellio di Gordon Mumma, fino alla retroazione basata sulla musica industriale dark ambient di Plaguebearer (Paradigms, 2007), anch'essa improvvisata live. Il più recente lavoro contiene uno dei loro culmini emozionali, i 20 minuti di Plaguebearer: il sottofondo iniziale, nato dall'intersezione di un sinistro brontolio e di un metronomo industriale, si tramuta in una raffica di tempestosi ronzii galattici, che poi inforca il confine tra l'inconscio trip psichedelico e il terrificante incubo psicanalitico. I 17 minuti di Bone Flutes & Skull Drums danno la sensazione di un remix dei clamori di un treno che urla e sfreccia attraverso i tunnel, un'inesorabile corrente di appesantiti, irradianti, distorti e sobbalzanti colpi e ronzii. La stessa idea viene riprodotta più e più volte in un praticamente infinito numero di variazioni fino in fondo alla coda degli stridii che passa armoniosamente negli undici minuti di tormento di To Corrupt The Waters Of Lethe, l'ennesimo distruttivo precipizio di diabolici contorni atonali.

La traccia da 58 minuti The Grey Emperor (2009) e i 57 minuti di Dust In Our Mouths (Aurora Borealis, 2012) mescolarono gothic metal, ronzante ambient, distorsioni shoegaze e psichedelica musica dub nella maniera meno brusca possibile. A questo punto i Wraiths optarono per strati di terrore più tollerabili rispetto ai muraglioni di rumore bianco delle loro prime registrazioni. Le abilità del duo nel forgiare suoni astratti sono impressionanti, ma queste colossali composizioni durano un pochino troppo rispetto a ciò che essi abbiano effettivamente da dire.

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