Jorge Amado


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Gabriela
Ilheus è una cittadina portuale del Brasile a cui il boom del cacao ha portato una ricchezza immensa e, indirettamente, il progresso. Mentre il villaggio di pionieri si trasforma in una città d’industrie, servizi e divertimenti, s’afferma anche la borghesia che si contrappone ai colonnelli, che regnavano con la forza su quelle terre vergini. Amado introduce decine di cittadini e poi ne confonde i destini: il russo Jakob e Moacir sono soci della compagnia di trasporti che soppianta la ferrovia, e hanno indetto un festeggiamento al bar dell’arabo Nacib. Ci sono le sorelle zitelle Dos Reis, famose per il loro presepe (la bella, procace e scostumata Gloria, mantenuta dal colonnello Coriolano Ribeiro, e l’ostetrica Arminda) a far da coro all’azione. Il miliardario Mundinho Falcao impersona il progresso civilizzatore: venuto dalla capitale deciso a farsi da solo senza l’aiuto della potente famiglia, ha finanziato progetti come quello di Jakob e Moacir, e progetta di ampliare ed ammodernare il porto, progetto per il quale ha chiesto un ingegnere; è inviso ai notabili, conservatori ed ostili al progresso. I colonnelli Manuel das Oncas, Ribeirinho, Amancio Leal, Melk Tavares e, soprattutto, il vecchio Ramiro Bastos, vero padrone della città e nemico giurato di Mundinho, formano una specie di società mafiosa; la borghesia è invece rappresentata da Nho- Galo, funzionario delle imposte, il cartolaio João Fulgencio, il dottor Pelopidas Avila, il capitano, il giornalista Clovis Costa, il professor Josuè. Nacib s’è invaghito dell’ennesima prostituta, Risoleta, e ciò manda su tutte le furie la cuoca Filomena, che decide di lasciarlo proprio alla vigilia del grande pranzo per Jakob e Moacib; il suo bar è il posto preferito da tutti per chiacchierare. Il dottore ed il capitano trovano in Mundinho il candidato politico ideale da contrapporre al partito dei colonnelli; Tonico, figlio di Ramiro, è il principale seduttore del luogo, benché la moglie Olga minacci follie se scoprisse uno solo dei suoi tradimenti. Con la nave arrivano la ballerina Annabella, subito circondata d’attenzioni, ed il suo compagno prestigiatore, e nasce l’idea di allestire un night-club. Dietro la facciata prospera si cela, però, la vita miserabile dei braccianti di colore, che vengono comprati ed usati come schiavi. Giungono ad Ilheus dopo un viaggio lungo e faticoso, alla ricerca della fortuna; fra di essi c’è Clemente, innamorato della bella Gabriela, leggiadra ed istintiva, sensuale e selvaggia. Hanno camminato insieme per settimane, ma, ad Ilheus, Gabriela non esita a lasciarlo per cercare una sistemazione in città. Malvina, unica figlia di Mehl, è una ragazza romantica; Josuè la corteggia, ma lei sogna il grande amore. Quel giorno il colonnello Jesuino ammazza la moglie e l’amante dopo averli colti sul fatto, secondo la spietata legge dell’onore della vecchia generazione. Nacib assume Gabriela come cuoca e presto scopre la sua irresistibile bellezza e la sua abilità di cuoca; Gabriela gli si concede senza remore e lui ne diventa sempre più assuefatto, fino a diventare geloso degli avventori che la desiderano a voce alta. Arriva l’ingegner Romulo Vieira, divorziato, di cui Malvina s’invaghisce subito. Quando si scatena la lotta politica, per ritorsione contro un articolo i colonnelli fanno incendiare il giornale; Mendinho riesce comunque a far leva sul colonnello Altino Brandão, e questi va a proporre un armistizio a Ramiro, ma il vecchio non ne vuol sapere. Il flirt fra Romulo e Malvina è già uno scandalo quando Melk interviene: scaccia Romulo dal paese e frusta a sangue la figlia. Malvina fugge di casa: spera che Romulo mantenga la promessa di portarla con sé, ma ben presto scopre che l’amato era un vile bugiardo; è comunque decisa a vivere la sua vita e non a fare la schiava del padre, che, intanto, la interna in un collegio lontano. Malvina fuggirà dal collegio, e andrà a vivere da sola, a São Paulo. Nacib, terrorizzato dall’idea che gli altri offrano case e terreni a Gabriela, la chiede in sposa. Gabriela, che ha alle spalle un passato di miseria e violenze, è intenerita da quel padrone-amante buono ed affettuoso, ed accetta. Josuè si consola della perdita di Malvina diventando l’amante segreto di Gloria, che prova compassione per lui, ma che non ha intenzione d’abbandonare il ricco Coriolano. Nacib tenta di fare di Gabriela una signora, ma Gabriela non sopporta di portare neppure le scarpe, e tantomeno neppure gli eventi mondani e le ipocrisie della vita borghese; quando Nacib la obbliga ad andare alla noiosa conferenza d’un poeta ci va per non farlo arrabbiare, ma poi si precipita di nascosto al circo, dove il suo amico negretto Tuisca fa la parte di un clown, e lì fa amicizia con Tonico, pronto a sfruttare l’occasione. Spontanea, ingenua ed innocente, Gabriela ama la sua libertà. Intanto Ramiro Bastos, sentendo che Mundinho ha ormai vinto la guerra politica, passa ai metodi duri e fa sparare ad un suo potente ed amato alleato, il colonnello Aristoteles Pires; l’attentato però fallisce, con il risultato di rendere ancor più popolare Aristoteles. Il sicario, il negro Fagundes, ex compagno di Clemente e Gabriela, sfugge alla caccia degli inseguitori rifugiandosi da quest’ultima; lei va da Ramiro a chiedere aiuto per salvarlo e collabora alla fuga del negro, che progetta di usare la paga di Ramiro per comprare della terra con Clemente. Gabriela è affezionata a Nacib, ma non le piace la vita di donna sposata, che limita la sua libertà e l’annoia; lei stessa non osa più fare le cose che le piacciono (camminare a piedi scalzi, ballare nelle strade, uscire con i giovani), perché non vuole mettere in imbarazzo Nacib: non è una vera signora e le vere signore la salutano a malapena. Un giorno Nacib viene informato che Gabriela è l’amante di Tonico; scopre, incredulo, che Gabriela l’ha sempre tradito con tutti i giovani fin da quando l’assunse: corre a casa con la pistola, la coglie in flagrante ma non ha il coraggio d’uccidere nessuno. Si limita a far annullare il matrimonio, che era stato redatto con documenti falsi, e Gabriela torna ad essere sé stessa, ma non capisce perché sia male andare con altri uomini; a lei piace, ma vuole bene anche a Nacib, e tornerebbe a fargli da cuoca. Poco prima delle elezioni (che sa di perdere) muore il vecchio, orgoglioso e testardo Ramiro e tutti vanno a rendere omaggio al pioniere di Ilheus; il suo erede politico è il feroce colonnello Amancio Leal. Si teme una recrudescenza della violenza, invece Amancio va a dire a Mundinho che è stanco delle lotte e preferisce farsi da parte. Coriolano sorprende la sua Gloria a letto con Josuè, ma neppure lui spara e si limita a scacciarla (i tempi stanno cambiando). Nacib aveva in programma d’aprire un ristorante, ma scopre che la partenza di Gabriela (ottima cuoca) nuoce ai suoi affari: per l’apertura del ristorante fa venire uno chef da Rio, ma è costoso ed antipatico a tutti; gli amici di Gabriela, poi, lo spaventano e lo convincono ad andarsene. A Nacib non resta che assumere di nuovo Gabriela come cuoca, e, in breve, tornerà anche nel suo letto. I lavori al porto sono ultimati, Mundinho vincerà le elezioni. Il progresso trionfa. Bello spaccato di vita provinciale raccontato con lo stile del folklore indigeno.
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