Paul Auster

(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
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New York Trilogy (1987)
La trilogia di Auster, composta di "City of glass"(85), "Ghosts"(86) e "The locked room"(87) il genere detective viene reinventato sotto una luce metafisica. A Auster e' stato dato credito di essere uno scrittore post-modernista e post-esistenziale (due post di cui si sente molto il bisogno) per quello stile caratteristico di meta-narrazione. I suoi non sono dei tipici "who done it ?" ("chi l' ha fatto ?"), ma piuttosto degli "cosa significa "who done it" ?". I suoi protagonisti sono alla ricerca di verita' arcane e, soprattutto, di pace psicologica, ma soffrono di una forma acuta di perdita di identita' (in "City" lo scrittore protagonista assume la personalita' del detective del romanzo giallo che sta scrivendo, il quale a sua volta e' confuso per un detective di nome Auster ...), che sfocia nel carosello di doppelganger di "Ghosts". Le trame si svolgono all' insegna di un caos patologico, come se le cose, la citta' nel suo insieme, avessero un bisogno disperato di essere interpretate, e quindi collocate in un qualche ordine. In "Ghosts" Bianco incarica Blue di spiare Nero; l' indagine si protrae negli anni senza approdare a nulla, e via via altri personaggi-colori entrano a far parte del mistero. "Locked room" e' forse il migliore dei tre, laddove l' indagine del detective diventa dichiarata indagine di se'.
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