Anthony Burgess

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Enderby
Enderby è un poeta di mezza età, moderatamente famoso, che trascina senza entusiasmo un’esistenza monotona. Agli acciacchi dell’età, che ne sviliscono la vita quotidiana, s’aggiungono il suo cronico dissesto economico e l’inaridimento della musa (scrive versi in bagno). La sua psiche è ossessionata dalla figura della sua matrigna, da tempo defunta: ubriaco, insulta un’autorità che gli sta conferendo un premio, e perde anche quel possibile provento. Sfrattato dalla padrona di casa, spaventato dalla giornalista Vesta Bainbridge (una vedova che lo corteggia, attratta dall’idea di passare alla storia come la moglie d’un grande scrittore) e minacciato da un vicino geloso (ha scritto versi d’amore a sua moglie per conto d’un amico), Enderby decide d’andarsene. Alla fine vince Vesta: lo sposa, lo convince a scrivere versi senza profondità per la sua rivista femminile e lo porta in viaggio di nozze a Roma. Lì Enderby incontra Rawcliffe, un cinico cineasta che ha trasposto sullo schermo un suo poema, e scopre la vera natura di Vesta, in tutto e per tutto dominatrice come sua madre: Vesta ha tentato invano di riformare la sua vita, farne un gentiluomo e riaccendere la sua ispirazione. Enderby precipita in un’apatia ancor più profonda, e medita anche il suicidio; viene pertanto ricoverato in una clinica specializzata ed affidato alle cure d’uno psichiatra, il dottor Wapenshaw: questi gli impone di cancellare la sua vecchia personalità, frutto d’una paranoia adolescenziale per la poesia, e d’assumere l’identità d’un umile barista, Hogg, che sia finalmente utile alla società. Ma l’esperimento fallisce: colto da un raptus, Hogg non resiste e riprende a scrivere versi, suscitando l’ira del dottore. Durante un party dell’alta società, al quale partecipa anche Vesta con il suo nuovo marito e la sua ultima scoperta, Yod Crewsy, un cantante pop già famoso le cui liriche sono copiate da quelle di Enderby (con il sospetto che sia stata proprio lei a dargliele), Hogg deve fare il cameriere. Un uomo spara a Yod, e proprio Hogg finisce con l’essere incolpato. Hogg fugge precipitosamente e parte per il Marocco con un gruppo di turisti; ha la disgrazia di fare invaghire una passeggera, la quale, respinta, rivela allora d’aver scoperto la sua vera identità. Enderby diventa uno dei tanti, anonimi esiliati in Marocco che hanno pendenze con la giustizia inglese; può di nuovo assumere la sua vera identità e covare rancore verso i suoi plagiari: Rawcliffe (colpito da un attacco quasi fatale) e Yod (che, dopo una lunga degenza, si ristabilisce); sogna perfino d’uccidere il reprobo Rawcliffe, in modo da finire in carcere per un crimine che ha commesso; sarà, invece, l’ultimo testimone della sua agonia e ne raccoglierà le estreme volontà. Scopre poi che una delle sue poesie copiate da Yod era già stata pubblicata in un suo libro: armato di quella prova potrebbe demolire il mito di Yod, ma si rende conto che ben poco importerebbe alla cinica Vesta, e decide di restare in Marocco. Ritratto acuto e pungente: complessi freudiani (l’odio per la matrigna che lo blocca con le donne), la senilità più volgare (peti, acciacchi, impotenza) ed un infantilismo congenito contribuiscono a fare di Enderby un relitto in balia delle onde, un essere amorfo in preda al destino che, conscio della propria inutilità sociale di poeta, si rifugia proprio in quell’inutilità, fino a perdere qualunque stimolo vitale. Enderby è sereno alla deriva. Stile e linguaggio esuberanti.
Clockwork orange

Alex è un ragazzo di 15 anni, che di giorno marina la scuola, e di notte vagabonda con altri ragazzi in cerca d'avventure criminali: derubano, picchiano, violentano. Una notte Alex eccede ed uccide una vecchia: i compagni l'abbandonano e per lui si aprono le porte del carcere. L'abiezione cui sono giunti questi adolescenti sbandati non è giustificato da Burgess, ma pare parente della rabbia anarchica degli angry young man e della crisi morale dei "ragazzi di vita" di Pasolini. Anche quelli di Burgess parlano, tra l'altro, uno slang esclusivo.

In riformatorio Alex peggiora le cose lasciandosi coinvolgere dai compagni di cella in una lite con un nuovo arrivato. Questi muore, e tutta la responsabilità viene addossata a lui perché gli altri l'abbandonano di nuovo; il governatore in persona dispone che Alex venga riformato con un nuovo trattamento medico. Alex viene sottoposto al lavaggio del cervello del dottor Brondsky, che gli toglie ogni istinto criminale.

Dimesso, può constatare che i nuovi metodi hanno ripulito la città dai teppistelli come lui; a casa trova un tizio, Joe, che ha affittato la sua stanza e lo mette alla porta, rinfacciandogli tutto il male fatto ai genitori, i quali si limitano a piagnucolare. Un negoziante, che era stato vittima della sua brutalità, lo riconosce e quasi lo fa linciare dalla folla; salvato dalla polizia, scopre che gli agenti sono proprio i suoi compagni teppisti d'un tempo, i quali avendo l'ordine d'applicare metodi duri, non esitano a picchiarlo a sangue ed abbandonarlo a pezzi; caso vuole che l'unico a soccorrerlo sia proprio lo scrittore di "Clockwork orange" che lui ed i suoi amici picchiarono e, mascherati, ne violentarono la moglie; oltre a trattarlo umanamente, manifestando disgusto per il trattamento di cui parlano tutti i giornali, gli rivela che sua moglie morì a causa di quell'aggressione, ma non lo riconosce. Lo scrittore raduna altri intellettuali di sinistra che lottano contro le barbare misure del governo e vogliono usare Alex come arma contro di esso. Disperato, Alex si getta da una finestra.

Il suo tentato suicidio era stato architettato a bella posta per ottenere titoli in prima pagina contro il governo, ma il governo vince ed un giorno il ministro viene a trovarlo in ospedale e a dirgli che i sovversivi non possono più nuocere.

Lo slang deriva dal russo, un 1984 aggiornato alla generazione degli angry young man.


Earthly Powers

Nel corso degli 82 capitoli scorrono gli 82 anni dello scrittore britannico Ken Toomey, un celebre omosessuale. Toomey vive a Malta, assistito dal segretario-amante Geoffrey, e questo e` il giorno del suo 82esimo compleanno. L'ultimo dovere della sua vita sembra essere quello di aiutare a canonizzare il Papa appena morto, il suo amico Carlo Campanati, testimoniando un suo miracolo. Ken mette alle porte l'arrogante Geoffrey e poi, rimasto solo, comincia a ricordare. Ricorda i suoi inizi di scrittore, di omosessuale e di nomade. Il libro lo portera` da un continente all'altro, ora per il suo lavoro di scrittore ora per i suoi doveri familiari.
Domenico Campanati e` un aspirante musicista. Suo fratello Carlo e` un aitante prete. La sorella di Ken, Hortense, si lascia sedurre da Domenico e alla fine lo sposa. Ha inizio intanto la duratura amicizia fra Carlo il santo, specializzato in esorcismi, e Kenneth il lascivo, ripetutamente nei guai con le autorita`. Kenneth non e` del tutto ateo, ma non riesce a credere in un Dio che gli sembra cosi` innaturale. Hortense ha due figli, ma Domenico, follemente geloso, la lascia e chiede il divorzio, sconfortando il fratello e irritando Kenneth. Carlo e Kenneth si ritrovano in Malesia, dove Carlo ha modo di dimostrare i suoi poteri occulti: un cittadino influente (Mahallingam) ha scagliato una maledizione sul dottore (Philip), nonche' convivente di Kenneth, reo di non aver saputo salvare suo figlio, e Carlo scaccia il demonio dal ragazzo usato per scagliare la maledizione. E` troppo tardi per salvare il dottore, reso completamente stupido, ma abbastanza per salvare il ragazzo dalla dannazione eterna.
Si incontrano di nuovo a Chicago, la patria dei Campanati, dove il fratello maggiore Raffaele di Carlo e` appena stato ucciso dalla mafia per aver osato ribellarsi alla dittatura di Al Capone. Kenneth ascolta l'orazione funebre di Carlo e riconosce alla fine i versi antisatanici scagliati questa volta contro i mafiosi.
Poi Carlo finisce nei guai in Italia per aver ridicolizzato Mussolini, che va dal suo superiore a chiedere il suo immediato trasferimento all'estero. Carlo s'infuria con Domenico l'adultero, ma invano. Ormai Domenico e` sempre piu` lontano dalla sua famiglia. La loro madre, dopo la morte del padre e l'uccisione del fratello, scompare misteriosamente. La carriera di Domenico e Kenneth prosegue a Hollywood. Hortense, madre di due gemelli, segue il fratello, sfigurata in un incidente.
Hitler ha preso il potere e Himmler scrive una lettera di complimenti a Kenneth. Lo scrittore ebreo Strehler manda suo figlio Heinz in Inghilterra a Toomey per proteggerlo dalla persecuzione nazista. Kenneth e` pero` determinato a salvare anche il padre e usa la lettera di Himmler per ottenere un visto, proprio pochi giorni prima dello scoppio della guerra. Trova Strehler nascosto in Austria e gli offre un falso passaporto per emigrare. Strehler ha appena scoperto un libricino in latino di un tale Frambosius che racconta lo sterminio da parte del crudele Adolphus di una razza rivale, e intende terminare prima la traduzione. Purtroppo i nazisti arrivano prima e di Strehler non si sapra` mai piu` nulla. La madre di Carlo, Concetta, tenta di uccidere Himmler, con un piccolo aiuto di Kenneth, e anche di lei non si sapra` piu` nulla. Kenneth invece accetta di trasmettere per la propaganda nazista e al suo rientro in patria viene accolto come un traditore.
Domenico e` diventato un compositore famoso, insignito anche di un Oscar. Kenneth torna negli USA e visitare i suoi nipoti, Johnny e Anne. Ne approfitta per farsi un amante negro, Ralph, che lo accompagna in Marocco. Poi Carlo viene eletto Papa. Johnny sposa Laura e Kenneth aiuta Laura a intraprendere un viaggio in Africa: entrambi vengono pero` uccisi. Kenneth obbliga Domenico a portare la notizia a Hortense. Anne ha, giovanissima, una figlia, Eve, che e` caduta vittima del guru Godfrey Manning e vive nel suo harem insieme ad altri "fedeli" completamente istupiditi. Il Papa muore e Manning viene arrestato.
Il fascino maggiore del (lunghissimo) libro, a parte la lussureggiante affabulazione di Burgess, sta nella sfilata di personaggi illustri, da Joyce a Mussolini. In un certo senso, Burgess approfitta di un personaggio immaginario per riperecorrere il secolo che lui stesso ha vissuto e dare un'immagine privata, domestica, invece che pubblica e storica, degli uomini che hanno fatto la sua Storia.
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