Truman Capote

(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
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In Cold Blood
Nel pacifico villaggio di Holcomb è compiuto un orrendo massacro: i coniugi Clutter ed i figli Kengan e Nancy sono uccisi dopo essere stati legati in camere diverse. Capote descrive prima l’ambiente del villaggio e poi la tranquilla vita della famiglia con lo stile di un reportage, freddo e dettagliato; in parallelo descrive il viaggio di due ex carcerati, Dick Hickock e Perry Smith, che si stanno preparando a commettere un crimine. Poi Capote descrive la scena dell’omicidio tramite le parole dei primi che l’hanno scoperta. Né lo sceriffo né Al Dewey, l’investigatore incaricato dell’inchiesta, trovano alcun indizio. Mentre si susseguono le varie ipotesi, Capote spiega, tramite un dialogo fra i due criminali, il vero movente: l'ex giardiniere dei Clutter, Floyd Wells, ha falsamente confidato a Dick che Clutter teneva una cassaforte e Dick ha atteso di uscire dal carcere per andarla a derubare. Emotivamente il racconto di Capote segue tre filoni: l’orrore che suscita la feroce barbarie con cui è stato compiuto in particolare l’omicidio della giovane Nancy; la psicopatia allucinata dei due omicidi (tramite i rapporti con le rispettive famiglie e le storie del loro passato); la paranoica determinazione dell’investigatore. A chiarire il mistero è Wells, che ha intuito la verità, e denuncia Dick. La polizia si mette a caccia dei due, che hanno continuato a girovagare in auto, e infine li trova. Capote descrive poi gli interrogatori, durante i quali si cerca di stabilire chi e perché abbia fatto fuoco. La ricostruzione di quelle due ore è meticolosa e straziante; l’ideatore dell’impresa era stato Dick, che aveva anche in mente di violentare la ragazza, ma piano piano si scopre che gli omicidi sono stati il risultato di un crollo psicologico di Smith: è stato lui a freddare tutti. Dewey prova quasi compassione, perché la vita ne ha fatto uno psicopatico. Capote descrive infine il lungo periodo trascorso dai due in carcere, mentre gli avvocati lottano per evitare la condanna a morte, e l’autore n’approfitta per descrivere la non meno crudele prassi dell’impiccagione. Con la morte dei due criminali, la normalità sembra tornare a regnare su Holcomb, ma è come se Capote avesse svelato una faccia nascosta di quella normalità, che pertanto non è più la stessa dell’inizio. Lo stile giornalistico di Capote è il vero protagonista del libro: i processi di ricostruzione (del delitto, del passato, dei meccanismi sociali), di narrazione parallela, di testimonianza diretta (interviste) rendono più partecipe il lettore.
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