DeRoberto

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Vicere'

La principessa Teresa, discendente dei vicere', muore, e lascia percio` in eredita` il patrimonio degli Uzeda: il principe Giacomo, suo primogenito, giunge per primo al suo capezzale, mentre altri parenti raggiungono casa sua. Gli Uzeda viventi sono gli zii Blasco (monaco dei piu` sfrenati, padre illegittimo d'una famigliola), Ferdinanda (zitellona arricchita grazie alla sua spietata avarizia), Eugenio (povero ed avviato alla pazzia), Gaspare (politico abile a sentire il mutare di vento); i fratelli Giacomo (il capo della casa, sposato controvoglia alla madre dei suoi figli, Consalvo e Teresa, quando amava la cugina Graziella), Lodovico (fatto, anch'egli controvoglia, monaco e presto divenuto priore, suscitando l'invidia dello zio Blasco), Raimondo (il preferito della morta, giovane indipendente e scapestrato, per il quale aveva trascurato le tradizioni lasciandolo erede di meta` del suo patrimonio, sposato ancora contro ogni tradizione con la devota ed umile Matilde), Ferdinando (babbeo rifugiatosi in una proprieta` dove sognava di rivivere il mito di Robinson Crusoe); le sorelle Chiara (sposata controvoglia al marchese Federico, di cui s'e` poi innamorata) e Lucrezia (ancora zitella, ma innamorata di Benedetto, non abbastanza nobile da aspirare alla sua mano).

Divisa l'eredita` tra Giacomo e Raimondo, Blasco sobilla i loro fratelli alla rivolta, sostenendo (a ragione) che sono stati derubati: si creano alleanze da una parte e dall'altra, ma nessuno osa opporsi al capo della casa; da quel momento la lite sara` continua, in un'alterna giostra d'alleanze, di invidie, di espedienti, di pettegolezzi: attorno a quella lite scorrera` la Storia, le epidemie di colera e l'Unita` d'Italia.

Sposatosi per esaudire la volonta` materna, Raimondo disdegna la famiglia, fa subire a Matilde ogni sorta d'umiliazioni, divertendosi sino a tardi e preferendole altre donne; insensibile al richiamo muliebre, indifferente alla sorte dei figli, la lascia per un capriccio, ed ottiene l'annullamento del matrimonio, legandosi pero` piu` di prima ad un'altra donna, e questa volta senza piu` tornare indietro; con la sua condotta finisce poi per regalare gran parte della sua eredita` allo scrupoloso Giacomo.

Tra lo scandalo di molti, Lucrezia viene sposata a Benedetto, rivoluzionario facinoroso e, dopo l'Unita`, attivo politico, sino a diventare sindaco, ma Lucrezia prende ad odiarlo proprio per la sua carriera, tanto indegna del nome Uzeda; si riconcilia col marito quando questi (che aspirava al parlamento) viene tradito dagli stessi Uzeda.

Chiara tenta piu` volte di partorire, senza mai riuscirci: una volta nasce un mostriciattolo morto, l'ultima volta non riconosce un'infezione alle ovaie; ma il marito ha un figlio da una cameriera, e lei lo tratta come suo, lo vizia sino a farsi picchiare da lui, e viene percio` bandita dagli altri Uzeda.

Vittima di piccole manie passeggere, Ferdinando muore lentamente nel suo piccolo feudo, dopo essere stato spogliato da Giacomo.

Lodovico continua la sua carriera, e (dopo la chiusura dei conventi) ottiene il vescovado.

Dopo l'Unita`, lo zio Giacomo si fa eleggere deputato in quello che e` il suo feudo elettorale.

Blasco e Ferdinanda diventano ricchi, il primo speculando sulla fine dei conventi, la seconda grazie ai prestiti con interesse: vogliono avere voce in capitolo in ogni avvenimento della famiglia, nemici tra loro e nemici dei piu`, ma ricchi, e percio` rispettati: Blasco muore senza lasciare eredi, Ferdinanda alla fine, Eligio muore pazzo e mendicante.

Giacomo ingigantisce la proprieta` ereditata, barcamenandosi tra tutti gli avvenimenti della famiglia e le novita` che la Storia gli propone; i figli sono l'uno in convento, l'altra in collegio a Firenze. Alla morte della madre ritornano a casa, e vi trovano una matrigna, la cugina Graziella: Consalvo e` irrequieto ed irrispettoso, mentre, oltre ad essere molto bella, Teresa e` mite, ubbidiente, affettuosa, religiosa I rapporti tra Consalvo ed il padre si guastano e si rompono del tutto quando Giacomo gli vuol far prendere moglie: alla sua negazione lo disereda. Innamorata di Giacomino, Teresa deve sposarne il fratello Michele. Giacomo muore divorato dal cancro dopo aver accumulato ricchezze a qualsiasi costo, sospettato d'aver favorito la morte di sua moglie e d'aver causato quella dello zio Eligio, d'aver derubati i fratelli e falsificati documenti a suo vantaggio.

Consalvo si da` alla politica e viene prima eletto sindaco e poi deputato: per ottenere la grandezza fuori del suo paese, applica alla politica la strategia degli Uzeda.

Teresa e` felicemente sposata, finche' Giacomino contrae la malaria: lo cura affettuosamente, fraternamente, e, quando s'accorge che la passione s'e` impadronita d'entrambi, e` troppo tardi; la stessa sera in cui muore il principe, Giacomino impazzisce e si suicida; Teresa quasi ne muore.

Il tema del romanzo e` il bisogno del potere: l'umanita` Uzeda mira soltanto a quello, gli dedica la vita, sacrifica ogni ideale, gode delle disgrazie altrui e soffre d'invidia per le fortune altrui. I personaggi, mossi dalla stessa molla, s'assomigliano tutti, soltanto la pazzia ereditaria li distingue l'uno dall'altro: il principe perche' ossessionato dagli iettatori, Ferdinando perche' babbeo, Balsco rozzo e burbero, Raimondo dissennato, Chiara innamorata d'un feto e d'un bastardo; manca percio` un protagonista, e la storia si sviluppa attraverso delle cronologie parallele; le passioni sono ben poche, e, comunque, episodiche; non c'e` bisogno di molta interpretazione psicologica: i personaggi positivi sono quelli di Matilde (sacrificata dall'incoscienza di Raimondo, umiliata e calpestata senza pieta` per la sola colpa di volergli bene), Teresa (buona ed affettuosa con tutti, pur di riconciliare i parenti sacrifica il suo amore per Giacomino e, quando capisce che e` stato diseredato, regala meta` della sua eredita` al fratello; eppure e` derisa proprio da Consalvo, e l'aspetta la tragedia finale): essendo la piu` buona e l'unica che cerchi di riunire la famiglia senza inganni o sotterfugi, Teresa e` giudice degli Uzeda: gente dura, spietata, inesorabile ... pazzi e maligni"; incuranti dei sentimenti, gli altri si accusano e si denigrano a vicenda, si danno da fare per avere di piu` e passano sopra qualsiasi cosa, morale o legge che sia, pur d'ottenere cio` che vogliono.

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