Durrell

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Justine

Il narrante è un insegnante inglese che, dopo i tragici avvenimenti che sconvolsero la sua esistenza ad Alessandria d'Egitto, s'è rifugiato su un'isola; lì, pur avendo convissuto con Melissa, una bella entraîneuse (ora inferma dopo il parto d'un bambino avuto dal ricco Capodistria), s'era innamorato di Justine, moglie di Nessim, dagli istinti pressoché ninfomani. Melissa s'era data una sola volta a Capodistria, per aiutare lui, per saldare un debito: lui, ingrato, l'aveva lasciata morire sola in ospedale perduto ignominiosamente dietro Justine.

La storia di Justine è avvolta nel mistero: il libro del suo primo marito, Arnante, rivela che è ebrea, e che da giovane venne stuprata da qualcuno e che da allora fu vittima permanente della ninfomania.

I rapporti fra i quattro personaggi principali s'intrecciano con la vita pittoresca e convulsa di Alessandria, e, in particolare, con alcune macchiette: il cinico Capodistria, il pettegolo barbiere Mnemjian, l'ufficiale consolare Georges Pombal, il romanziere Pursewarden, la solitaria artista Clea (che è stata anche amante di Justine), Balthazar, stregone della Cabala, Scobie un vecchio pirata amico di Clea cui viene affidato il sevizio segreto inglese e che, fraintendendo i codici della Cabala, sospetta Balthazar d'essere un agente nemico ed incarica l'inglese di spiarlo, cosa che l'inglese fa, pur sapendo che l'uomo è del tutto innocuo.

Nessim si strugge nella gelosia, ma considerando quella della moglie una malattia (non sa della relazione con l'inglese): il suo scopo è svelare l'identità dell'uomo che approfittò di Justine e fare giustizia; il suo è un amore cilicio, un dolore senza fine. I flashback dell'inglese si alternano a brani del libro di Arnante.

Nessim organizza una battuta di caccia; Justine capisce che si tratta d'un pretesto per uccidere qualcuno, e teme per la vita dell'amante; a morire (ufficialmente per un incidente) è, invece, Capodistria, e l'inglese capisce allora che si tratta dello stupratore mai denunciato da Justine. Justine scompare, emigra in Palestina.

Melissa muore; era sempre stata silenziosamente amata da Pursewarden, anch'egli morto suicida, ma era sempre rimasta passionalmente fedele a lui; lui decide d'adottare il bambino ed accettare un nuovo incarico, lontano da lì.

Lo stile è languido e decadente, indugia nel descrivere tutti i possibili accoppiamenti sessuali: Alessandria è il luogo licenzioso dove essi possono avvenire.

Alla fine è soltanto un fatale feuilleton a suspense.


Balthasar

La voce narrante ricostruisce altri pezzi del mosaico del passato dagli appunti che Balthazar gli ha lasciato; approfondisce le origini di Nessim, e racconta ciò che accadde subito prima dell'arrivo dell'inglese: Nessim con il fratello Narouz (invaghito di Clea) e la madre Leila (un po' pazza), entrambi stupiti che lui decide di sposare una vedova, perdipiù ebrea.

Parla poi del ruolo avuto da Pursewarden nella ninfomania di Justine, che arrivò al punto di chiedere a Capodistria di fare l'amore per esorcizzare lo stupro subito da bambina, solo per scoprire che l'uomo aveva rimosso l'evento dalla propria memoria; del suicidio di Pursewarden, che gettò Nessim nel panico e Justine nello sconforto; del matrimonio di Nessim e Justine, oppresso dall'ombra della bambina che Arnante ebbe da Justine e misteriosamente scomparsa,, per la quale Justine è costantemente in ansia, e teme che il marito le nasconda la verità, ovvero che è stata uccisa (com'è stato rivelato a Narouz da uno stregone).

Una serie di appendici a Justine.


Mountlive

È un inglese con incarichi diplomatici ad Alessandria che assiste alla catastrofe di Nessim. Essendo copto, Nessim aveva fondato un'organizzazione sovversiva filopalestinese che difendesse l'Egitto dagli arabi, ma gli inglesi stessi la combatterono, ed alla fine Naurouz muore e Justine deve scappare.

Una versione politica della vicenda, che non aggiunge nulla e toglie qualcosa: gli intricati rapporti amorosi, e la morbida e morbosa personalità di Justine. La narrazione è convenzionale.


Clea

Racconta ciò che successe dopo, con lo scoppio della guerra ed il ritorno dei principali protagonisti, persino un resuscitato Capodistria. Del tutto inutile e convenzionale.

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