Fenoglio

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Il partigiano Johnny

Johnny vive, sbandato, in una villa in collina, mentre dalla citta` (Alba) i genitori gli fanno avere le notizie. La sua vita cambia quando i fascisti arrestano come ostaggi i genitori di alcuni ricercati: calato in citta`, si unisce ad altri come lui, e, con le armi prese ai carabinieri, assalta la prigione, poi scappa sulle colline in cerca dei partigiani. Si aggrega a quelli di Tito, che fanno capo al comunista Menega. Dopo un periodo di ozio al campo, viene chiamato alla sua prima azione con Tito; Tito muore, e Johnny si salva per miracolo; non tutto e` cosi` programmato: quattro tedeschi vengono fatti prigionieri in un incidente stradale (il maggiore, ferito, viene curato), ed un partigiano preme inavvertitamente il grilletto d'un mitra ferendo gravemente tre suoi compagni. Circondati, per rappresaglia, dai tedeschi, i partigiani di Menega fuggono e si disperdono; Johnny torna allora ad Alba, e si unisce ai partigiani badogliani di Nord, dove ritrova il cugino Luciano. Qui progetta la sua prima azione, ed uccide per la prima volta; sono scaramucce: paesi presi e perduti, continue fughe su per le colline o giu` per i ritani, corpi sporchi di fango, volti tesi per la determinazione e la paura. Si puo` morire in mille modi: Johnny rischia di finire in un burrone con l'auto guidata da un meticcio, e Kyra (un partigiano che ha un fratello fascista) muore per lo scoppio di un ordigno di sua invenzione. Preceduta da una scorribanda psicologica affidata a Johnny, si giunge alla liberazione di Alba, contrattata mediante la chiesa, e, dopo aver assistito all'esodo dei fascisti, Johnny puo` andare a riabbracciare i suoi. Ad Alba i partigiani resistono poco: al primo serio attacco dei fascisti devono ritirarsi e ripiegare su Castagnole, ma, ricevuti rinforzi dai nazisti, i fascisti attaccano decisamente i forti uomini di Lampus a Ceva, e, preceduti dall'esodo dei contadini, dirigono sull'albrivio verso Castagnole, scompigliando le linee partigiane. Johnny ed il suo comandante Pierre scappano senza meta braccati dai perfetti rastrellamenti tedeschi; di aia in aia, di collina in collina, si ritirano fuggendo giorno e notte alle pattuglie, senza nulla da mangiare e senza tempo per dormire. Johnny ed i suoi tre compagni [Pierre, Ettore e Jackie (quest'ultimo perso poi per strada)] devono badare anche alla paura dei contadini ed alla rivalita` dei partigiani comunisti; un giorno Johnny e` persino convinto che Pierre ed Ettore siano stati uccisi, si ritrova solo e raggiunge a fatica una cascina amica, dove i due compagni sono gia` arrivati. La disfatta e` totale, e, nascosti in qualche casa amica, i pochi partigiani superstiti devono guardarsi dalle spie, per non fare la fine di Geo; Pierre, ammalato, viene lasciato a casa della fidanzata; Ettore, anch'egli malato, riposa in una stalla; Johnny va a vedere un ragazzo ucciso a tradimento, probabilmente da qualche fascista travestito da contadino. Il giorno dopo i fascisti arrivano alla fattoria che Johnny e` fuori ed arrestano Ettore; per liberarlo Johnny cattura un fascista, peraltro un disertore, e chiede il cambio tramite un prete gia` pratico di queste cose; intanto Johnny ritrova alla cascina la vecchia che li aveva ospitati, rilasciata dai fascisti dopo il processo. Johnny vede morire altri compagni, altri partigiani come lui ma meno fortunati, e si rende conto d'essere l'unico partigiano sopravvissuto su quelle colline, l'ultimo passero per la caccia ai fascisti, e, come tutti i partigiani, capisce anche d'essere inutile, che la guerra la vinceranno gli Alleati da soli; ma adesso non puo` fuggire, andare a nascondersi, dopo quello che e` stato; preferisce illudersi: "io sono il passero che non caschera` mai!" Ha l'occasione d'ammazzare una spia, e non se la lascia sfuggire; il 31 gennaio e` il giorno della ricostituzione del piccolo esercito di Nord: Johnny vi incontra Pierre, apprende che Ettore e` ancora prigioniero perche' i fascisti non fanno piu` scambi, e con Pierre ed una ventina d'uomini si avvia per i soliti sentieri, e ha ancora il tempo di compiere un'ultima, disastrosa azione.


Una questione privata

Milton e` un partigiano. Un giorno passa dalla villa in cui abitava Fulvia, la ragazza presentatagli dall'amico Giorgio Clerici, di cui s'e` innamorato; da certi segni e dai racconti della governante apprende, pero`, la triste verita`: Fulvia ha preferito l'amore normale di Giorgio alla sua adorazione platonica.

Milton si precipita all'accampamento di Giorgio per sapere la verita` dalla sua bocca, ma Giorgio non e` tornato al campo, ed il giorno dopo portano la notizia che e` stato fatto prigioniero; Milton decide di andare a procacciarsi un tedesco per usarlo come merce di scambio.

Prima chiede ai partigiani comunisti, poi cattura di persona un fascista, ma lo ammazza quando tenta di sfuggirgli. Impotente a liberare Giorgio ed ossessionato dal dubbio di cosa questi e Fulvia abbiano fatto insieme, Milton cerca rifugio alla villa, ma, sorpreso da una pattuglia fascista, si da` ad una fuga disperata.

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