Gunther Grass

(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
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Il tamburo di latta

Oskar è un ritardato fisico e mentale: a tre anni prese la decisione di non crescere più, e di affidarsi al suo tamburo di latta per comunicare con gli altri; la sua eccezionale voce, con cui distrugge vetrate e bicchieri, lo rende famoso e temuto. La mamma Agnes, sposata al buon Matzeruth, è, in realtà, l'amante del cugino Jan, di cui Oskar è probabilmente figlio; morirà incinta di un altro figlio illegittimo.

Gli amici di Oskar sono pochi: Herbert, dalla schiena piena di cicatrici, che si suiciderà abbracciato alla statua di legno di cui è ossessionato; Markus, il padrone del negozio di giocattoli, che si suicida quando la folla antisemita assalta il suo negozio; Jan viene fucilato dai tedeschi per aver partecipato alla Resistenza.

Oskar ha le sue prime esperienze sessuali con Maria, l'aiutante assunta dal padre, che ne diventa poi anche l'amante; Maria si concede ai giochi innocui di Oskar, ma sarà lui, impedendo a Matzeruth di terminare un amplesso, a farla ingravidare, e a farne così la propria matrigna; Oskar si considererà quasi un padre per il piccolo Kurt. Il primo amplesso ce l'ha con la chiaroveggente Roswita, d'età indefinita, con cui lavora, durante la guerra, nel circo dei lillipuziani del clown Bebra. Quando i Russi liberano Danzica, Oskar causa la morte di Matzeruth mettendogli in mano il distintivo nazista, che questi tenta di ingoiare ma col solo risultato di soffocare.

Oskar segue Maria in Renania, e decide di riprendere lo sviluppo, fino ad un metro e venti; da incisore d'epigrafi a batterista jazz; il tutto raccontato dalla cella del manicomio in cui è rinchiuso.

Parodia dei miti germanici (della Grande Nazione Germanica, del Messia, ecc.).

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