Thomas Hardy

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Jude the Obscure
Jude Fawley è rimasto orfano ed ora vive con la zia a Marygreen. Maltrattato da tutti, si consola con il sogno di studiare, ottenendo dal maestro Phillotson, emigrato a Christminster in cerca di una laurea, alcuni libri classici. Jude studia latino e greco latino e greco in solitudine, deriso da tutti. La vana e capricciosa Arabella lo seduce e, facendogli credere di essere rimasta incinta, lo costringe a sposarla. Preso dagli obblighi matrimoniali, Jude deve accantonare i sogni di studio. Ma i rapporti fra i due sposi si deteriorano rapidamente e Arabella decide di partire per l'Australia con i suoi genitori. Jude si trasferisce allora a Chrisminster, accettando umili lavori nella speranza di poter un giorno studiare. Incontra Phillotson, fallito anche lui e rimasto maestro, e la bella cugina Sue, pura e frigida, ma anche attratta dal primitivismo pagano. Prega il primo di trovare una scuola per la seconda nella sua scuola, ma così facendo li fa innamorare l’uno dell’altra, mentre lui si sta innamorando segretamente di Sue. Conscio della sua situazione d’uomo sposato, non può opporsi. Viene anche rifiutato da tutti i college e, disperato, si rivolge alla chiesa. Fra Sue e Jude si stabilisce in ogni caso un forte legame d’amicizia, che è male interpretato dal collegio di Sue e crea scandalo: punita, Sue scappa per andare da Jude, ed è espulsa. Sue è una fredda razionale che non crede nelle istituzioni e nella religione; ma, per quanto libera e moderna, è del tutto insensibile al sesso. Jude è invece un fervente religioso. Phillotson apprende che fra loro c’è soltanto della pura amicizia, né non potrà mai esserci altro perché Jude è già sposato: Sue e Phillotson (vent’anni più anziano) progettano di sposarsi appena lei avrà ottenuto il certificato d’insegnamento. Lo scandalo costringe ad anticipare il matrimonio, benché anche Sue dimostri di non essere insensibile al cugino: ancora una volta sono i pregiudizi e le convenzioni ad obbligare a compiere certe azioni. Subito dopo il matrimonio Jude incontra Arabella, fuggita dal marito australiano e spregiudicata come sempre. Fanno l’amore ma il giorno dopo lui è di nuovo con Sue ed Arabella va dal marito, venuto apposta a Londra per cercarla. Sue è scontenta ogni giorno di più: si è sposata soltanto per obblighi morali, non ama Phillotson, vuole la compagnia di Jude. Phillotson, non avendo altra scelta, le concede di vivere una vita separata nella stessa casa, e infine, resosi conto che la disgusta, la lascia andare. La sua condiscendenza causa scandalo e gli fa perdere il posto a scuola. Sia Jude sia Sue ottengono il divorzio, ma Sue non vuole risposarsi, non vuole che sia un contratto a controllare il loro amore. Una notte però Arabella viene a chiedere aiuto a Jude, e Sue, spaventata dal potere che la pratica e sensuale Arabella esercita ancora su di lui, si lascia portare a letto la notte stessa e promette di sposarlo purché lui non se ne vada. Il giorno dopo, mentre Jude sta preparando il matrimonio, Sue si pente e va a trovare la rivale: Arabella è arrogante ed offensiva, cinica ed egoista, tutto l’opposto della fredda e spirituale Sue. Arabella riesce in ogni modo a farsi sposare dal suo australiano, ma subito dopo fa sapere a Jude e Sue che esiste un bambino, figlio suo e di Jude, cresciuto solo con i nonni, cui dovranno badare loro. Jude e Sue se ne incaricano, ma quest’incidente li rendono ancor più dubbiosi circa il matrimonio. Jude e Sue trovano in ogni modo un loro equilibrio, pur vivendo da amanti, e una propria felicità. L’unico cruccio è quel bambino, che sembra vedere solo il lato oscuro delle cose. Arabella è morbosamente invidiosa della loro felicità e, per distruggerla, arriva a comprare un filtro d’amore. Jude e Sue sono oggetto di pettegolezzi e presto si sentono perseguitati. Fingono un matrimonio, ma non serve a nulla. Lei è incinta, ma Jude decide di partire. Dopo due anni di vagabondaggio ed un paio di figli. Ad un mercato dove vende dolci Sue, nuovamente incinta, incontra Arabella, felice vedova, velenosa come sempre. Arabella incontra anche Phillotson, tornato miseramente a fare il maestro al paese da cui era partito. Per allontanarsi da Arabella, Jude, ancora rapito dal suo amore per Christminster (luogo della cultura, mentre Sue vede i # pedanti nella vera luce d’esseri mediocri e convenzionali), decide di tornarvi. La famigliola, perseguitata dal suo ambiguo status, non riesce a trovare un appartamento, e alla fine deve separarsi, Jude in taverna, Sue con i bambini in una stanzetta. Lì si compie il dramma: il piccolo Father Time, o Jude, pensa di essere la causa dei problemi di Sue e Jude, si sfoga affermando che non vorrebbe mai essere nato e che ci sono troppi bambini al mondo; Sue gli rivela anche di essere di nuovo incinta e lui n’è risentito. Durante una breve assenza di Sue, il piccolo impicca i due figli suoi e di Jude e se stesso. Jude, già turbato da ogni sorta di dubbi metafisici ed esistenziali, si rassegna. Sue, fino allora così ferma nei propri propositi e nel suo credo, crolla: partorisce un bambino morto, si sente in colpa per la vita che ha vissuto; diventa più timorosa dei precetti morali, si sente moglie di Richard, di appartenergli: torna in chiesa, lei che è sempre stata scettica, ritorna sui concetti morali sul matrimonio e decide che Jude è ancora il marito della sua prima ed unica moglie. Jude è disperato ed irritato dal suo cambiamento. Lei, inflessibile, si confessa come ad un sacerdote e decide di non vivere più con lui, inflessibile fino alla crudeltà. Arabella non perde tempo a comunicare la notizia a Phillotson e a rimproverarlo per non essere stato più severo con la moglie. Il maestro propone a Sue di risposarsi: lei per redimersi dal peccato (è arrivata ad accettare la morte dei suoi bambini come un castigo divino) e lui per egoismo (tornando nella legalità potrebbe avere il posto che gli fu negato), entrambi per ossequiare la morale. Sue arriva a proporre al disperato Jude di risposare la perfida Arabella, per riparare anche lui al proprio peccato. Il giorno dopo Arabella si presenta da Jude, con la scusa che il padre l’ha scacciata, a supplicare asilo. Jude non vorrebbe, ma alla fine non può sottrarsi. Arabella non esita ad informarlo del matrimonio di Sue. Appena lui si ubriaca, lei se lo porta a casa e, d’accordo con il padre, lo tiene in stato d’ubriachezza finché non acconsente a sposarla "per salvare il suo onore" (le convenzioni gli dirigono di nuovo la vita). Jude deperisce notevolmente e, quando sente che la fine si avvicina, decide di vedere un’ultima volta Sue, il grande amore della sua vita. La chiama in una chiesa, e compie l’ultimo disperato tentativo: ma Sue è irremovibile nel suo nuovo credo, benché ammetta di amarlo ancora, e lo lascia solo. Jude torna a Christminster e trova Arabella furibonda, ma ormai non gli importa più di nulla. Finalmente prova disprezzo anche per i sapienti di Christminster che sembrano ridere di lui e della vita dall’alto della loro pedanteria. Sue intanto, ancor più colma di rimorsi, confessa l’incontro a Phillotson, giura sulla Bibbia di non vedere più Jude e gli si offre, benché lui stesso non l’avesse esentata dall’avere contatti fisici; per quanto schifata, è lei stessa a supplicarlo, per compiere la penitenza finale, e cancellare del tutto Jude e il loro peccato dalla sua vita. È diventata peggio di una fanatica bigotta. Soffocando il ribrezzo, entra nel letto del marito. Nel frattempo Jude sta morendo nel dolore più acuto. Arabella già pensa di trovarsi un altro partito, e quando lui spira lei afferma che sta dormendo e si aggrega ad una comitiva che va a far baldoria. Sul cadavere di Jude una signora parla ad Arabella di Sue, che dice di aver trovata la pace. Arabella sbotta, non ci crederà mai: soltanto fra le braccia di Jude avrebbe potuto trovare pace, e ha ragione; anche Sue sta deperendo rapidamente. La perfida e cinica Arabella ha capita la vita molto meglio dell’austera e pura Sue. Con quelle parole Arabella dimostra di essere ben più matura. Jude è stato condannato per tutta la vita dalle convenzioni sociali, e il colpo finale glielo dà proprio la donna che ama, la quale diventa il braccio della moralità. Jude è ossessionato dalla purezza e dagli alti ideali, Christminster e Sue. Entrambi sono inarrivabili, entrambi gli si negano. Sue alla fine diventa il personaggio negativo del libro, rilevando in tal modo Arabella, che in fondo è soltanto un’opportunista come tante, e non sarebbe nulla di più se Sue non le desse tutte le occasioni. Sue invece è un distillato di mancanza di generosità. Arabella se non altro è umana ed istintiva, Sue è incorporea ed astratta fino alla stupidità. I suoi scrupoli sono sterili e controproducenti, avvelenano la vita di tutti.
Romanzo della solitudine, cupo e negativo. Sono soli tutti: Jude, Arabella, Sue, Phillotson, Father Time. Tutti vivono immersi in un senso di tragedia greca. Le convenzioni sociali agiscono nella parte del destino, che trova così in Hardy una definizione pratica.
Hardy, Return of the native

I. Nella brughiera di Egodon vivono la vedova Yeobright e sua nipote Thomasin, mentre il figlio Clinn sta per tornare da Parigi. Nonostante l'opposizione della zia, Thomasin ha deciso di sposare Damon Wildeve, ma il matrimonio è fallito per un errore nel certificato e Thomasin è stata riportata a casa proprio dal venditore ambulante Diggory Venn, suo vano spasimante: la situazione è imbarazzante, perché Wildeve non ha intenzione di riparare all'errore, e la gente chiacchiera. Venn scopre perché: Wildeve è stato sedotto dalla ricca signorina Eustacia Vye, che vive sola con il nonno, e che lo vuole capricciosamente per sé; Wildeve le propone di fuggire con lui in America; per il bene dell'amata, Venn tenta di dissuadere la donna, ma visto fallire ogni tentativo chiede lui stesso la mano della figlia alla Yeobright.

II-III. Clynn arriva ignaro dell'accaduto, mentre sua madre sta ancora tentando di convincere Wildeve; Eustacia se ne invaghisce ed abbandona capricciosamente Wildeve al suo destino, e sarà proprio Venn a dare la "buona" notizia a Thomasin, ansiosa di pulire il proprio onore. Eustacia fa in modo di incontrare Clynn, ed i due s'innamorano: benché la madre lo metta in guardia, Clynn arriva a pensare di sposarla ed aprire una scuola. La madre decide di spartire l'eredità fra figlio e nipote, e manda un messo a consegnare le due somme: per vendicarsi di non godere della sua fiducia, Wildeve le vince ai dadi, ma Venn (che vigila) gliele rivince e le consegna a Thomasin, convinto che siano tutte destinate a lei.

IV. Delusa nei suoi sogni di non poter viaggiare, Eustacia è scontenta e si riavvicina a Wildeve; Venn veglia sulla felicità di Thomasin e cerca di scoraggiare Wildeve, che un'improvvisa eredità ha reso ricco. Un giorno Eustacia non fa entrare la suocera perché Wildeve è in casa; sulla via del ritorno, affranta, la donna viene morsa da una vipera; quando Clynn la trova è in fin di vita: Eustacia e Wildeve assistono alla fine da una vicina capanna.

V. Il figlio di Susan Nunsuch, donna bigotta e superstiziosa, è l'unico testimone dell'incontro segreto fra i due ex amanti e ciò che accadde dopo. Lo racconta a Clynn, mentre Thomassin partorisce una figlia, battezzata Eustacia.

Eustacia se ne va di casa; Wildeve è ancora schiavo d'Eustacia, e le offre d'andare con lei a Parigi. Susan brucia una bamboletta di cera per scacciare il Male d'Eustacia. Clynn e Thomassin intuiscono cosa sta succedendo; Thomassin si fa aiutare da Venn.

Nel frattempo (notte con temporale) Wildeve è andato all'appuntamento, ma Eustacia non si vede; Clynn lo incontra, ed in quel momento s'ode il tonfo d'un corpo nello stagno: si precipitano, ma vi cadono anche loro. Arrivano Eustacia e Venn, che estrae i corpi: solo Clynn è vivo!

VI. Thomassin sposa Venn e Clynn, ossessionato dal rimorso d'essere colpevole della morte di madre e moglie, diventa predicatore ambulante.

Piatto e forzato, personaggi schematici. La natura è protagonista; superstizione e magia (Susan); forze soprannaturali (l'onnipresenza di Venn); condanna dei cattivi.


Mayor of Casterbridge

Michael Henchard, bracciante disoccupato sotto l'effetto dell'alcool, vende ad uno sconosciuto marinaio la moglie Susan e la figlia Elizabeth-Jane; soltanto il giorno dopo si rende conto della gravita` di quello che ha fatto, ma, per quanto cerchi nei dintorni di Weydon-Priers, non trova traccia del marinaio; alla fine rinuncia e decide di stabilirsi a Casterbridge.

Diciotto anni dopo, vedova del marinaio Newsom, Susan torna con la figlia a Weydon-Priers. Sta cercando notizie del marito; appreso che vive a Casterbridge, vi si reca e lo ritrova ricco ed astemio sindaco della citta`. Mentre Susan si nasconde dubbiosa, Henchard convince Donald Farefrae, un inventore scozzese diretto in America, a rimanere al suo servizio.

Susan trova il coraggio di incontrare il marito, che - pentito - le propone di stabilirsi al villaggio sotto il nome di vedova Newsom e di farsi corteggiare da lui; il nuovo matrimonio permetterebbe loro di riunirsi senza destare scandalo e tenendo all'oscuro Elizabeth-Jane della vergognosa vendita; ma Henchard confida a Farefrae che c'e` un'altra donna che aveva promesso di sposare, una donna sola d'un villaggio vicino, che lui aveva compromessa.

Henchard e Susan si risposano senza incontrare ostacoli, e Henchard ha anche la soddisfazione di poter contare su un amico e dipendente fidato come Farefrae, ma la loro amicizia si guasta col tempo: Farefrae e` molto intelligente, riscuote la stima e la simpatia di tutti, e, grazie a Farefrae, Henchard si sente, a poco a poco, considerato da tutti come un rottame per quello che ha fatto; cosi`, dopo un'ennesima umiliazione, decide di licenziarlo.

Farefrae non se la prende e si mette in proprio, senza l'intenzione di fare concorrenza a Henchard, ma questi, sempre impulsivo ed irascibile, gli dichiara guerra. Susan s'ammala e, prima di morire, rivela da Elizabeth-Jane d'aver desiderato un suo matrimonio con Farefrae; ha anche lasciato un plico per lei, da aprirsi il giorno del suo compleanno, ma, appena lo trova, Henchard lo apre e vi legge una dolorosa verita`: sua figlia e` morta, ed Elizabeth-Jane nacque dal secondo matrimonio di Susan. Ignara della verita`, da quando sa di essere figlia di Henchard, Elizabeth-Jane cerca d'amarlo come un padre, ma questi non vede piu` in lei la sua bambina, bensi` un'estranea col cui arrivo e` cominciato il suo declino negli affari, e che sovente si comporta da contadina. Il suo disprezzo finisce per offendere la figlia, che accetta ben volentieri la proposta di Lucetta Templeman, una signora appena stabilitasi a Casterbridge e bisognosa che qualcuno viva con lei: e` l'ex amante di Henchard, che spera di prendere il posto di Susan, ma quando incontra Farefrae cambia parere. Ignorata da tutti, Elizabeth-Jane assiste al corteggiamento dei due uomini, entrambi desiderosi di sposare Lucetta, e dimentichi di lei.

Henchard si vede sconfitto ed umiliato dal rivale sia negli affari sia nei sentimenti; il suo temperamento focoso lo porta a minacciare Lucetta, che, per evitare d'essere esposta al pubblico ludibrio, e` costretta a promettere di sposarlo.

Durante un processo ad una vagabonda, Henchard viene da questa riconosciuto come l'uomo che vendette la propria moglie a Weydon-Priers: la voce si sparge nel villaggio e Lucetta, annichilita, parte; quando ritorna, Henchard la va a cercare, e la trova giusto in tempo per salvarle la vita. Ora Lucetta e` disposta a fare qualsiasi cosa per lui, e Henchard le chiede, col loro fidanzamento, di garantire la sua posizione finanziaria davanti al suo maggior creditore, ma Lucetta non puo`, perche' quel creditore e` stato testimone del suo matrimonio, svoltosi segretamente, con Farefrae: cosi` Henchard apprende d'essere stato tradito da lei e d'aver salvato la vita alla moglie del suo rivale; infuriato dall'ennesimo colpo avverso della vita, Henchard la punisce dicendo che svelera` a Farefrae.

Elizabeth-Jane lascia la casa di Lucetta, non considerando onesto il suo matrimonio, e va a vivere per conto suo. Henchard viene processato per bancarotta e deve ridursi a vivere in un'umile casa di proprieta` di Jopp, un suo ex dipendente da lui in passato maltrattato e licenziato, mentre le sue proprieta` vengono acquistate da Farefrae, e a Henchard non resta che lavorare come bracciante dall'uomo che un tempo lui aveva assunto. L'umiliazione lo spinge a bere di nuovo dopo ventun anni di continenza; quando apprende che Farefrae e` stato addirittura eletto sindaco di Casterbridge, decide di vendicarsi rivelandogli la sua trascorsa relazione con Lucetta, ma, all'ultimo momento, gli manca il coraggio; cosi` pensa d'affrontare Farefrae all'ultimo sangue, ma, quando l'ha vinto e potrebbe ucciderlo, si pente e lo lascia andare; disperato, tenta anche il suicidio. Henchard ha consegnato le lettere che provano l'antica relazione fra loro, ma nel farlo s'e` servito di Jopp che, data un'occhiata al plico, ha sparso la voce nel villaggio. Una sera i buontemponi di Casterbridge organizzano una manifestazione innalzando manifesti che alludono a quella relazione segreta; spaventata a morte dall'idea che Farefrae apprenda in modo cosi` vergognoso quel segreto, Lucetta lo manda a chiamare, stramazzando dal dolore; Henchard trova Farefrae, ma questi non si fida del suo racconto e torna a casa molto tardi, quando Lucetta sta per spirare, ma in tempo per sentire la sua confessione.

Lo stesso giorno ritorna Newsom, il marinaio padre di Elizabeth, che Susan aveva creduto morto; per non perdere anche la figliastra, Henchard gli dice che e` morta, poi si rappacifica con lei e, insieme, aprono un piccolo negozio che permette loro di godere comunque un po' di benessere; ma Henchard s'accorge che Farefrae corteggia Elizabeth e, quando intuisce il ritorno di Newsom e che tutti i suoi tentativi di conservare Elizabeth sono quindi destinati in un modo o nell'altro a fallire, decide d'andarsene lontano e togliersi di mezzo, cosi` Elizabeth si ricongiunge al vero padre e puo` sposare Farefrae.

Henchard ritorna ancora una volta a salutare la figliastra sposata e a prendersi i suoi rimproveri per averle fatto credere d'essere suo padre e per aver mentito a Newsom, e poi scompare.

Quando Farefrae ed Elizabeth decidono di cercarlo e` troppo tardi: Henchard e` morto in miseria, lasciando scritto nel testamento che nessuno avvertisse Elizabeth e che non fosse lasciata traccia della sua sepoltura.

Tragedia della solitudine, mette in scena un uomo che lotta con tutte le sue forze contro la solitudine, contro una forza misteriosa che lo condanna alla solitudine, e nel suo destino riconosce alfine una giusta punizione.


Hardy, Tess of the d'Urbevilles

 

Phase 1

 

Jack Durbleyfield è un venditore ambulante di Marlott, nella valle di Blackmore. Vive in povertà con la moglie Joan e sette figli: Tess (17 anni), Abraham (9 anni), Eliza-Louisa (12), Hope, Modesty, ed altri due bambini di tre ed un anno. Jack vive alla giornata, rimediando ciò che serve alla sopravvivenza della famiglia, senza disdegnare, assecondato dalla moglie, qualche bevuta al locale pubblico.

Un mattino Jack scopre, grazie alle ricerche di un pastore, d'essere un discendente della nobile famiglia d'Urbevilles, ormai estinta ma anticamente una delle più prestigiose del luogo. Eccitato dalla notizia, si fa portare in calesse a Marlott, dove la figlia Tess sta partecipando ai tradizionali festeggiamenti, e, vedendolo così strano, lo scambia per ubriaco, vergognandosene davanti agli amici; mentre Jack racconta la nuova alla superstiziosa Joan, Tess riceve un'altra delusione da un giovane, che al primo ballo invita un'altra ragazza, anche se poi se ne pentirà.

Tornata a casa, Tess apprende che suo padre, afflitto da una malattia al cuore, è andato a festeggiare al locale pubblico; rimprovera la madre e l'invita ad andarlo a prendere, visto che l'indomani dovrà partire alle due per il mercato. Tess rimane solo coi bambini e con un libro, il "Fortune-teller", nel quale la madre ha letto per lei un futuro roseo. Non vedendo tornare i genitori, prima spedisce Abraham a vedere cosa stanno facendo, poi ci si reca di persona: nel locale la madre ha convinto il padre che si potrebbe sfruttare questa discendenza inviando Tess dalla ricca signora d'Urbeville di Trantridge a stabilire legami d'amicizia tra lontani parenti, sperando che la signora prenda a benvolere la fine e delicata ragazza e le procuri un marito altrettanto ricco. Quando Tess riporta a casa la famiglia è già tardi: la mattina lei parte, accompagnata da Abraham; in viaggio apprende da Abraham le intenzioni dei genitori; prima dell'alba s'addormenta e causa un incidente in cui muore Prince, l'unico avere della famiglia. Jack decide di non venderne la carcassa, e, alla presenza di tutta la famiglia, la seppellisce tra la compassione generale ed il senso di colpa di Tess, che si sente addirittura un'assassina.

Il senso di colpa la spinge ad obbedire ai consigli di sua madre: benché pensasse, lavorando tutta l'estate, di racimolare il denaro necessario ad acquistare un nuovo cavallo, si rassegna ad andare dalla ricca parente (o presunta tale) di Trantridge. In realtà, gli Stokes- d'Urbevilles non discendono che dalla famiglia di commercianti Stokes, i quali, per ambizione e vanità, si sono fregiati del titolo della famiglia estinta. Tess non trova la ricca zia, ma viene, in compenso, calorosamente accolta dal giovane ed intraprendente cugino (23enne); ignara ed inesperta, intuisce soltanto che quel giovane ha verso di lei delle intenzioni non buone. Quando torna a casa, scopre che il giovane l'ha preceduta portando un'offerta di lavoro firmata dalla madre; Tess vorrebbe declinare quell'offerta, un po' perché non si ritiene brava ad accudire gli uccelli della signora, e un po' perché che non è la strada giusta, ma il senso di colpa, le pressioni della madre (che la sogna già sposata al ricco parente) e l'entusiasmo dei fratellini (che in lei vedono colei che porterà in casa la prosperità) la convincono ancora una volta ad accettare contro il suo istinto; solo il padre mantiene un atteggiamento neutrale, conscio, forse, che questi stratagemmi non rafforzano l'orgoglio ed il prestigio della sua famiglia. Il giorno della partenza, però, all'allegria delle speranze si sostituisce presto il dispiacere e, almeno nella madre, un senso di colpa per aver sacrificato Tess; ma la madre è convinta che quel volto angelico porterà fortuna alla sua Tess. Sul calesse c'è il giovane d'Urbeville in persona, che, non appena s'accorge della paura di Tess, lancia i cavalli al galoppo e, per rallentarne l'andatura, la ricatta chiedendole, in cambio, il permesso di darle un bacio; disperata e grondando lacrimoni, Tess se lo lascia dare, ma subito si pulisce la guancia col fazzoletto. Quando il giovane Alec ripete il ricatto, Tess si lascia sfuggire il cappello, e, una volta ripresolo, rifiuta perentoriamente di risalire sul calesse, costringendo Alec ad una lunga camminata per i campi. Seppur tentata di tornare a casa, decide d'affrontare egualmente questa prova per non perdere l'unica occasione di risollevare la sua famiglia.

Quando Tess viene presentata a Mrs. Stoke, si rende conto che Alec non ha accennato alla supposta parentela; l'anziana signora è cieca, ed adora i suoi uccelli: invita Tess a fischiettare, affinché gli uccelli imparino qualche aria; Alec le insegna a fischiare, e, in generale, tenta di riconquistare la fiducia della ragazza. Una sera Tess sta tornando dal vicino mercato, dove s'è scelta una fiera e dove i suoi compagni di viaggio hanno esagerato nel ballo e nel bere; una di essi s'accorge, tra lo scherno degli altri, d'essere sporca di melassa, e, tentando invano di pulirsi nell'erba, si irrita con Tess, che sta ancora ridendo. La lite, istigata dalla gelosia delle altre ragazze nei confronti di Tess, s'estende un po' a tutte, finché interviene Alec, che fa montare Tess sul suo cavallo. Benché grata del provvidenziale intervento, Tess si mantiene fredda ed irata per il suo professato amore; quando, a notte fonda e nella nebbia, s'accorge che si trovano nei pressi di un bosco e capisce che quella non è la strada giusta, decide di tornare a casa a piedi piuttosto che continuare con lui; Alec si offre allora di andare su una vicina collinetta a vedere qual è la direzione da prendere per tornare a casa. Tess ha saputo che lui ha regalato un cavallo al padre e dei giocattoli ai fratellini, ma la gioia della notizia si tramuta in pianto al pensiero che ciò sia dovuto alla passione di lui per lei; è come se si rendesse conto che, per il bene dei suoi, adesso dovrà sacrificare i suoi sentimenti; i lacrimoni sono il suo modo di affrontare gli eventi ingiusti ed irrazionali, come la morte del cavallo, la sua partenza da casa ed ora la passione di Alec, contro cui nulla può la sua piccola vita indifesa. Quando Alec ritorna, la trova addormentata, con le lacrime ancora sulle ciglia: "doveva accadere", commenterebbe la povera gente tra cui Tess è cresciuta.

 

Phase 2

 

Una mattina, dopo quattro mesi di permanenza a Trantridge, Tess decide di tornare a Marlott, nonostante Alec la insegua e provi per l'ultima volta a convincerla ad amarlo: ma Tess sa di non essere innamorata, di non esserlo mai stata, e l'orgoglio le impedisce di fingere. Nella sua decisione c'è una visione chiara e matura dei suoi sentimenti; quando Alec vuole baciarla per l'ultima volta, non lo fugge più, anzi gli porge persino l'altra guancia, ma la sua freddezza vale più delle passate reticenze; la Tess bambina riaffiora quando giungono in vista di Marlott, e le lacrime prendono a scorrere: quello è il paese in cui è nata ed in cui non vorrebbe essere mai nata. Tess non prova vergogna, ma odio verso sé stessa e verso la vita, o, forse, il mondo.

A casa, nell'apprendere che il matrimonio da lei sperato non si farà mai, la madre piange, ma Tess, indignata, le rimprovera di non averla messa in guardia contro le insidie della vita, contro tutte le situazioni che le ragazze ricche imparano dai romanzi: in quell'occasione l'angusta mentalità della madre aveva visto soltanto gli aspetti positivi, ed anche ora non riusciva a pensare all'onore della figlia, ma soltanto alle belle cose che Alec aveva regalato loro. Presto si consola osservando l'invidia delle ragazze che vengono a trovare la sua Tess, ormai diventata un personaggio. Sulla strada di casa Tess aveva incontrato un pastore, che l'aveva terrorizzata sui suoi peccati; col passare dei giorni Tess si chiude sempre più in sé stessa: l'unico posto del mondo in cui può riposare tranquilla è l'angolo in cui dorme col fratellino sotto il tetto di paglia che conosce da sempre.

Tess è rimasta incinta, così l'estate successiva lavora nei campi a mietere il grano ed allatta il figlio. Tess si rende conto che la salute cagionevole del neonato lo porterà alla morte, ed è disperata perché, non essendo stato possibile battezzarlo per la sua illegittimità, sarà lui a pagare, in qualche angolo d'inferno, il peccato commesso dalla madre; così, la notte in cui il piccolo sta per andarsene, dopo aver invano implorato il padre che le permettesse di chiamare un sacerdote, Tess decide, aiutata dai fratellini, sospesi tra il sonno e la realtà ed ipnotizzati dai magici gesti della sorella maggiore, di procedere lei stessa al battesimo, ma, morto il piccolo, Tess ha paura che tutto sia stato vano: corre dal pastore a chiedere se quel battesimo approssimativo va bene lo stesso. Il pastore le risponde di sì, ma le nega il funerale cristiano, pur dicendole che il suo piccolo sarà egualmente salvo; Tess lo seppellisce nell'angolo di cimitero riservato ai figli illegittimi, ai suicidi ed agli ubriachi, ma sulla sua tomba mette, di nascosto, una croce di legno ed un mazzo di fiori.

Maturata dall'esperienza, Tess è però chiusa dalla società, che la giudica per il suo passato; decide di andarsene e trova lavoro al sud, in un caseificio presso le terre che furono dei suoi nobili antenati. Nonostante la sua disgrazia sia cominciata con la scoperta della dinastia, Tess non può fare a meno di riporre una segreta speranza in quella discendenza. Man mano che si presentavano le ricorrenze, Tess ricordava, nel periodo della maturazione, le date importanti della sua giovane vita, e si sorprendeva a pensare alla ricorrenza più importante di tutte, all'unica che non avrebbe mai conosciuto né ricordato: quella del giorno in cui avrebbe dimenticato tutte le altre ricorrenze, il giorno della sua morte; ogni anno veniva anche quella ricorrenza, ma lei non sapeva quando.

 

Phase 3

 

Dopo tre anni Tess lascia casa sua per il sud: giunge nella fattoria dei Crek e, laboriosa e simpatica com'è, s'ambienta facilmente; si sente subito meglio; tra gli altri lavoranti incontra Angel Clare, ventiseienne figlio di un pastore, che aveva conosciuto poco prima di Alec ad un ballo del suo paese: Angel è il terzo figlio maschio, e l'unico che, con grande sconforto del padre, non abbia preso i voti; è anche l'unico che non si sia laureato, benché i suoi studi fossero molto promettenti; la crisi morale che l'ha condotto alla vita campestre è cominciata a Londra, con uno sbaglio simile a quello di Tess, protagonista una donna più anziana di lui: disgustato dal vivere sociale, dai suoi miti e dalle sue convenzioni, s'è rifugiato nel lavoro agreste, di cui intende imparare i vari mestieri per esercitare una professione nelle colonie, in America, oppure anche in Inghilterra, ma s'è trovato così bene tra quella gente semplice, che comincia ad affezionarsi a quell'ambiente; suona l'arpa e legge molto; non s'accorge subito di Tess, ma dal momento in cui sente per la prima volta la sua incantevole voce, i due entrano sempre più in confidenza. La filosofia di Angel ed il timore della vita di Tess sono due paure che confluiscono in uno stesso modo di sentire e di vivere: Tess riassume quella paura quando immagina la lunga fila dei domani che verranno, i primi grandi e chiari, gli ultimi sempre più piccoli, fieri e crudeli mentre le mormorano: "sto arrivando; attenta a me!"; ogni giorno sembra nascondere delle insidie; Tess considera Angel come qualcosa che la sovrasta e la fa sentire così modesta; è contenta di quest'amicizia, che si discosta dalla normale conoscenza tra persone, con tutte le insidie che esse rappresentano; entrambi si studiano e sono attratti dall'altro proprio per quello che non riescono a capire del suo comportamento, lei di lui e del suo lavoro alla fattoria, lui lo strano umore di lei e le parole strane per una ragazza tanto giovane. Angel è nel cuore di tutte le ragazze della fattoria, ma tutte sanno della sua preferenza per Tess, che ha peraltro deciso di non sposarsi, e tantomeno con Angel; cerca perciò d'indirizzarlo addirittura verso qualcuna delle altre; in lui Tess apprezza molto il fatto che non tenti di approfittare delle altre giovani (come Alec fece con lei). Tra le ragazze s'instaura una vicendevole solidarietà: tutte riconoscono in Tess la preferita, e, per quanto rattristate, non provano né gelosia né odio; Tess è dispiaciuta d'essersi frapposta tra loro ed il loro desiderio, e, seppure innamorata quanto e come loro, cerca di nasconderlo, di incoraggiarle e di invogliare verso di loro la scelta di Angel. La sua infantilità permanente è rivelata dal senso di colpa che è onnipresente nei suoi pensieri e nelle sue azioni: una notte addirittura piange, promettendo loro che, se la chiedesse in moglie, rifiuterebbe. Le ragazze passano la notte a parlare, sospirare e piangere per lui; il loro amore è stato acuito da un incidente: trovatesi a dover attraversare un tratto allagato con addosso i vestiti della festa, sono state soccorse da Angel, che, una alla volta, e Tess per ultima, le ha portate in braccio dall'altra parte; tutte hanno tremato d'emozione e tutte meno una di speranza; quando è stato il suo turno e s'è trovata sola tra le sue braccia Tess ha avuto paura che lui ne approfittasse, ma, al contrario di quanto avrebbe fatto Alec, Angel capisce che non sarebbe onesto, e si limita a manifestarle il suo amore con allusioni, ma un giorno, mentre lei sta mungendo, Angel non resiste alla tentazione e l'abbraccia; dapprima sorpresa, Tess ne è felice, ma poi piange.

 

Phase 4

 

Angel si reca dai genitori, che la vorrebbero sposare alla figlia di un amico, per iniziarli all'idea d'una moglie contadina. Durante la permanenza in casa dei genitori, Angel apprende che suo padre ha tentato, senza successo, di ravvedere Alec d'Urbeville; Angel torna deciso a chiedere in moglie Tess, ma alla sua domanda, per quanto sia profondamente innamorata, Tess risponde negativamente; Angel non capisce e continua il suo paziente corteggiare, senza dare troppa importanza ai suoi rifiuti ed alla sua apologia delle rivali, le quali sono peraltro già rassegnate. Tess è spinta dall'amore a rispondergli di sì, e dall'onestà a rispondergli di no; chiede consiglio alla madre, ma ne riceve il solito parere utilitarista; alla fine, rivelando la sua vera discendenza, Tess cede all'insistenza di Angel, ma i rimorsi la spingono a rinviare ancora la data del matrimonio: vorrebbe prima rivelargli il suo passato, ma ha troppa paura di perderlo; gli scrive un biglietto e lo lascia sotto la sua porta, ma per caso s'infila sotto il tappeto, ed Angel non lo vede; il matrimonio avviene, così, l'ultimo dell'anno. La giornata è piena di simboli: la carrozza dei misfatti dei d'Urbeville, il corvo che canta, i dipinti delle orrende antenate di Tess. Appena sposati partono per la casa che hanno affittato come residenza provvisoria, e, soli, attendono che il servo della fattoria porti i loro bagagli; si fa tardi, ed un messo del padre di Angel porta alla sposa i gioielli lasciati per quest'occasione dalla nonna di Angel; finalmente giunge il servo, con la notizia che due delle ragazze innamorate di Angel ed amiche di Tess sono uscite di senno: una ha tentato d'annegarsi e l'altra s'è ubriacata. Questi episodi aumentano i rimorsi di Tess, che decide di confessare tutto ad Angel, ma è Angel a confessarle, invece, 48 ore di dissipatezza con una straniera, dopodiché a Tess è semplice aprire finalmente l'animo e liberarsi da tutte le remore del passato.

 

Phase 5

 

Tess è stata quasi contenta della confessione di Angel, che non ha scalfito il suo amore e l'ha liberata da quel senso di colpa; Angel non è, invece, altrettanto benevolo: perdona Tess ma aggiunge che il perdono non è tutto; Tess si rende conto che Angel amava un'altra Tess, e che, perciò, cercare di giustificarsi è futile; non è cambiato un giudizio, ma un affetto: nell'assistere al suo ripudio Tess è dapprima terrorizzata, poi, quasi rassegnata, lascia decidere al marito sul loro futuro e si corica. Angel decide per la separazione, almeno provvisoria, e, convinta dall'idea che il suo passato possa in futuro far del male ai loro figli, decide di tornare a casa. Angel ragiona secondo la morale, che vede in Alec il marito naturale di Tess, e, secondo il proprio ideale intransigente che sognava e credeva in una Tess fatta su misura per i suoi bisogni, ha smesso di credere quando ha scoperto che quella Tess era una persona nel cui passato, come in quello di tutte le persone, c'era almeno uno sbaglio. In questo frangente, Angel dà importanza alle apparenze, e pensa unicamente alla propria vita, mentre, pervasa dal terrore di perderlo e dalla speranza d'essere definitivamente perdonata, Tess non è capace di quei gesti espansivi, teatrali e patetici che potrebbero giovarle, è piena di rispetto per lui, per la sua vita che lei sente d'aver guastato. L'ultima notte prima della partenza, in un eccesso di sonnambulismo, Angel entra nella stanza, la prende in braccio come se fosse morta e la porta fuori, attraversa un fiume rischiando di cadere in acqua (e Tess non ha paura per la propria vita, ma per la sua) e la depone in una tomba abbandonata. Tess sente che quel gesto significa ancora affetto: lo riporta a casa ma la mattina non riesce a parlarne, per paura d'approfittare di un suo momento d'irrazionalità, e fargli così del male; Tess continua a farsi del male perché ossessionata dall'idea di non fare del male a lui.

Tess giunge a casa inattesa a turbare gli animi lieti dei suoi genitori, ormai certi che lei sia definitivamente sistemata con un uomo ricco e di chiesa: demoralizzato dalla storia della separazione, suo padre arriva a dubitare che il matrimonio sia realmente avvenuto; Tess s'accorge che in quel villaggio nessuno le crederà, e, allora, non le resta che approfittare della prima lettera di Angel, che le annuncia un viaggio nell'Inghilterra del nord, per partire lasciando alla madre metà del denaro. Nel frattempo, Angel ha deciso d'emigrare in Brasile e passa a salutare i genitori, i quali, vedendolo giungere solo, intuiscono che il matrimonio non è stato felice; commosso ancora una volta dalla semplicità d'animo dei suoi, Angel riparte verso la casa in cui ha trascorso i primi giorni da coniugato per prendere alcune cose dimenticate: davanti al letto in cui ha dormito Tess si dispera; uscendo incontra una delle tre ragazze della fattoria che si erano innamorate di lui, ed arriva a confidarle l'accaduto e a chiederle di seguirlo in Brasile, ma quando, dalle labbra di questa ragazza già decisa a seguirlo, sente che nessuna lo può amare più di Tess, torna in sé, lascia al suo destino la ragazza piangente, è tentato di dirigersi verso la casa di Tess, convinto d'essersi comportato in maniera crudele, ma si rende conto che i fatti non sono cambiati, e non c'è dunque modo di cambiare parere. Tess vaga da una fattoria all'altra, senza trovare un impiego fisso che le consenta di conservare le monete regalategli da Angel; pur se in difficoltà, non ha il coraggio di rivolgersi ai genitori di Angel, né pensa di servirsi dei gioielli depositati in banca. Una sera, dopo aver incontrato e sfuggito un uomo conosciuto a Trantridge, s'addormenta in un bosco; la mattina successiva scopre per terra numerosi uccelli feriti dai cacciatori, e, con le lacrime agli occhi, allevia la loro agonia pensando a quanto più crudele sa essere la vita di quanto lo è stata con lei; quando l'inverno s'avvicina le sue pietose condizioni la spingono ad accettare l'offerta di Marian, la ragazza innamorata di Angel datasi al bere, di lavorare insieme a lei in un pessimo posto, ma che garantisce un rifugio sicuro. Con Marian lavora in difficili condizioni: il lavoro è duro ed il tempo è brutto; a loro si unisce Izzy, quella che sarebbe partita con Angel. Tess scopre che il suo datore di lavoro è lo stesso che l'ha riconosciuta già due volte come l'ex ragazza di Alec e che la prima volta è stato colpito da Angel; ora egli si vendica pretendendo da lei, esile, quello e più che fanno le altre ragazze robuste; Tess è aiutata dalle amiche, dalle quali però apprende dell'avventura di Izzy; ne è sconvolta e dà, ancora una volta, la colpa a sé stessa per non avergli mai scritto, ma quando cerca di scrivergli s'interrompe, pensando alla proposta fatta da Angel ad Izzy poco dopo aver lasciato lei. Tess decide di recarsi dai genitori di Angel, confidando nella loro comprensione; dopo una lunga marcia arriva alla casa dei Clare e aspetta che essi giungano dalla chiesa del villaggio; invece dei vecchi Clare incontra i fratelli di Angel e Mercy Chant: li sente parlare male di lei, li vede prendere gli stivali che lei ha usato nella sua lunga camminata per preservare le scarpe che Angel le regalò, e le poche frasi carpite suonano come una condanna. Tess se ne va piangendo, le manca ancora il coraggio di compiere l'ultimo passo, quello decisivo, e si ritrae proprio quando ha trovato la strada giusta.

 

Phase 6

 

Sulla via del ritorno Tess incontra, con suo commosso stupore (e, forse, timore), Alec d'Urbenville, diventato predicatore dopo la conversione operata in lui dal padre di Angel. Dopo la predica Alec la rincorre, ma non riesce a convincerla della sua fede; va comunque a trovarla e le propone un matrimonio riparatore, informandola anche della morte della madre e della conseguente eredità; legata com'è al mito di Angel e disgustata dal male che Alec le fece, Tess non vuole neppure rivederlo. Le domande insistenti del convertito la spingono a parlare del matrimonio e della separazione, e della religiosità non ortodossa del marito; Alec le dice di essere tentato dai suoi occhi, ma con il suo comportamento invadente e sprezzante dei suoi doveri verso la comunità, dimostra che per lui la conversione è soltanto un'esperienza diversa. Alec si rifà vivo, le dice d'aver cessato l'attività di predicatore e d'essere stato quasi convinto dalle idee religiose di Angel, e tenta ancora di riconquistare Tess, ma con un guanto Tess lo colpisce sul labbro, facendolo sanguinare; Alec esclama alcune minacce, asserendo d'essere stato un tempo suo signore e di poter tornare ad esserlo ("tu non mi conosci ancora, ma io conosco te"), ma i modi di Alec tornano quelli del seduttore, e, messa a disagio, Tess scrive ad Angel. Mentre Tess è impegnata in un duro lavoro voluto dal suo datore di lavoro aguzzino, Alec la tormenta; d'altronde, Tess preferisce le torture fisiche di quell'uomo freddo e disumano alle torture psicologiche di Alec. In Brasile Angel sta ripensando al suo comportamento, trovandovi motivi di rimpianto e d'amore rinascente; Tess riceve però improvvisamente la visita della sorella, che le annuncia le gravi condizioni di salute della madre; invece muore suo padre, e le condizioni sono peggiorate dalla presenza di Tess, che induce alcuni benpensanti a chiedere lo sfratto della famiglia. Più che mai bisognosa di aiuto e protezione, Tess si ritrova ancora sola, attorniata unicamente da Alec, che continua a proporle la sua residenza per tutta la famiglia; Tess potrebbe rivolgersi ai genitori di Angel, ma Alec sa che piuttosto morirà di fame; impotente di fronte all'ingiustizia, Tess è cosciente per la prima volta di non meritare tutto questo, di non aver mai voluto fare del male a nessuno, e che tutti, anche Angel, così mostruosamente crudele (tanto che Tess gli scrive che non sa se potrà mai perdonarlo), hanno, invece, cercato di farne a lei; ogni volta che pensa all'eventualità di un ritorno di Angel, Tess si rende conto che i fatti non sono cambiati, perché sa che quello che conta sono i fatti, non le intenzioni, e, intanto, l'idea di essere più la moglie di Alec che di Angel si sta facendo sempre più apprensiva. Dopo un lungo viaggio, la famiglia giunge a Kingsbere, dove la madre ha affittato un appartamento, che però risulta già occupato; i Durblyfield devono così accamparsi nella chiesa in cui riposano gli antenati di Tess; lì Tess è raggiunta da Alec, pronto a sfruttare l'occasione, ma Tess resiste ancora. Le amiche Izzy e Marian, al corrente della precaria situazione della famiglia e dell'insistenza del malintenzionato Alec, decidono, in uno slancio d'altruismo, di scrivere all'uomo un tempo amato, Angel, intercedendo per Tess ed avvertendolo del pericolo che la minaccia.

 

Phase 7

 

Resosi conto d'essere stato ingiusto nei suoi confronti, Angel ritorna in Inghilterra; letta nella casa dei suoi genitori l'ultima disperata lettera di Tess e nonostante sia tornato fisicamente distrutto dal clima tropicale, si mette in viaggio alla ricerca della moglie. Inseguendola di paese in paese, apprende le ultime sventure della famiglia; quando finalmente incontra la madre, apprende il nuovo indirizzo e vi si reca; non è un paese agricolo, non vi sono mucche da mungere, né grano da mietere: Tess, ora Mrs. d'Urbevilles, abita in una casa dignitosa, ma tutto questo lo deve ad Alec, con cui adesso convive. Ad Angel non rimane che esclamare "è colpa mia" ed andarsene, e a Tess non resta che dire "è troppo tardi"; le resta anche l'odio per Alec, che l'aveva convinta che Angel non sarebbe più tornato, e che l'ha avuto con un altro inganno. Tess lo affronta ed uccide con una coltellata; cerca Angel e lo trova alla stazione, in procinto di tornarsene a casa: gli confessa tutto, e Angel, commosso e spaventato dal suo amore, la conduce lontano dalla città. Si rifugiano per alcuni giorni in una casa abbandonata, e godono i primi momenti di felicità insieme; poi si dirigono verso nord, dove, una volta fatte perdere le loro tracce, Angel spera di trovare un imbarco per l'America. Una notte si trovano improvvisamente a Stonehenge, e, prima d'addormentarsi, Tess chiede ad Angel, quando sarà vedovo, di sposare Liza-Lu, la sorellina che ha tutto il buono di lei e a cui manca tutto il cattivo di lei; evidentemente Tess pensa ai tradimenti che il mondo riserva a quest'altra creatura semplice ed innocente, e vuole che almeno lei possa avere sin dall'inizio l'uomo giusto ed essere risparmiata dalla vita. Durante la notte vengono circondati e catturati da sedici uomini venuti a far giustizia; Tess dorme presso la pietra dei sacrifici, e, quando si sveglia, dice semplicemente "sono pronta": sente che è meglio così, che quella felicità è stata troppa, e non sarebbe durata a lungo, che l'amore di Angel sarebbe diminuito nel tempo. L'ultima scena è dedicata ad Angel e Liza-Lu che, allontanandosi dal carcere in cui Tess è stata impiccata, camminano e si tengono per mano.

 

* * *

 

Tess: umile, modesta, incapace di approfittare delle occasioni, inesperta, buona e giusta, affettuosa e fiduciosa; non vive una vita sua, ma è una vita, una vita giusta;

Per due volte Alec s'introduce di forza nella sua vita; entrambe le saranno fatali: la prima la svilirà agli occhi del mondo, la seconda la ucciderà;

Angel è il mondo, che vive di fatti e non di intenzioni, vive degli effetti e non delle cause

Tutto ciò che circonda le vicende dei tre protagonisti è automaticamente fuso con loro, persone, cose e natura; non è una storia che inizia, procede e si conclude, ma un intero mondo che continua, da sempre e per sempre.

Il casato di Tess è il simbolo dello scambio delle parti: i cattivi di ieri sono i buoni di oggi, perché gli oppressori di ieri sono le vittime di oggi; è come un peccato originale, che va scontato dai discendenti.

Tess è l'alternativa alla perversione della coscienza moderna; Alec è la perversione, Angel è la coscienza moderna.

La caratteristica essenziale di Tess è la mancanza di aiuto: Tess non lo chiede mai, neppure ad Angel, ma ne ha sempre bisogno; per vivere con gli altri deve avere qualcuno che l'aiuti contro gli altri.

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