Heller

(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
IN PREPARAZIONE/ IN PROGRESS

, /10
Links:

Catch

Una serie di scenette comiche che descrivono la vita in un campo militare americano durante la guerra. Il campo è situato su un'isola, Pianosa; ogni scena è centrata su uno dei soldati, per lo più aviatori: Vassarian si finge malato per restare il più a lungo possibile in ospedale, ed inganna il tempo censurando in modo bizzarro le lettere che gli vengono passate per la censura; lascia l'ospedale quando non riesce più a sopportare la compagnia e torna a vivere nella tenda che divide con un morto che, ufficialmente, non esiste; riprende allora le missioni con i compagni di formazione: l'obiettivo è quello di raggiungere quel fatidico numero di missioni che dà diritto ad essere rispediti in patria, ma il colonnello Cathcart continua ad alzare tale soglia. Havermeyer è l'audace che non manca mai un bersaglio. I generali (Peckem e Dreedle, quest'ultimo guidato dal figlio col. Moolus) ed i colonnelli (Cathcart, Korn, Cargile) sono degli imbecilli che giocano a farsi i dispetti incuranti delle vite che sono state loro affidate. Altre macchiette s'aggiungono alla comica: Milo, responsabile della mensa, che vende viveri al mercato nero e li fa arrivare da tutto il mondo grazie ad un'ingegnosa rete di collegamenti; il tenente Scheisskopf, fanatico delle parate, che fa processare Clevinger per averne rovinata una (una caricatura di processo che viene tenuta da una caricatura di colonnello); il maggiore Majer Majer, che assomiglia ad Henry Fonda, che è antipatico a tutti e che, per vendicarsi, firma tutti i documenti Washington Irving, ecc.

La guerra non c'è, c'è un mondo assurdo che vive di regolamenti senza senso e che è governato da idioti maniaci; i soldati vogliono soltanto tornare a casa, ma il "comma 22" del regolamento (assoluta obbedienza ai superiori) li tiene inchiodati lì. Il ritmo è quello d'una farsa, una vasta farsa dell'umanità, una farsa universale: gli alti ufficiali, gli agenti segreti, e, in generale, tutti coloro che non fanno parte della "plebe", sono caratterizzati da un dialogo demenziale, che la "plebe" accetta con assoluta naturalezza; una moltitudine di uomini senza scopo formicola sull'isola: per ciascuno di essi Heller racconta un aneddoto, un incidente comico, un flashback.

Vassarian cerca d'ottenere il congedo, ma non ci riesce né continuando a volare (il numero di missioni da volare continua ad essere alzato dal colonnello Cathcart), né rifiutandosi di farlo (il dottor Daneeka ha paura d'essere punito se lo dichiara inabile a volare); il cappellano ne parla al colonnello Cathcart, il quale è ossessionato dal nome Vassarian: Vassarian è infatti colui che si fece dare una medaglia per aver distrutto il ponte di Ferrara con sette giorni di ritardo ed aver perso un apparecchio nell'impresa; e Vassarian è lo stesso che, alla cerimonia delle medaglie, si presenta nudo davanti al generale Dreedle, perché sotto shock dopo l'uccisione d'un suo compagno in combattimento.

L'aristocratico Nately, che pensava alla guerra come ad un salotto mondano, si ritrova in un bordello a discutere con il centenario padrone amorale, cinico e vigliacco, il quale gli spiega che gli unici a vincere la guerra sono gli italiani, mentre tedeschi ed americani si scannano a vicenda; Nately s'innamora perdipiù di una delle prostitute.

Milo mette in piedi un gigantesco business di compravendita di prodotti agricoli e, ad un certo punto, può persino permettersi una sua flotta aerea privata, che viene rispettata tanto dagli americani quanto dai tedeschi; quando il business va male non trova di meglio che mettere la sua piccola aviazione al servizio sia dei tedeschi sia degli americani: per i secondi organizza un attacco a sorpresa contro i tedeschi, e per questi avverte la contraerea al momento giusto. L'operazione costa la vita al compagno di tenda di Vassarian, che non aveva fatto neppure in tempo a registrarsi, e che, pertanto, non viene riconosciuto come morto; infine Milo arriva al punto da accettare una commessa per bombardare il proprio campo; il fatto è che la compagnia che Milo ha formato è una società per azioni, e un po' tutti i soldati stessi hanno qualche azione, e, quindi, nessuno ha interesse a mettere fine all'operato di Milo.

Il cappellano è succube del suo aiutante, caporale Whitcomb, che lo maltratta ed umilia. Whitcomb suggerisce al colonnello Cathcart d'inviare una lettera personale a tutti i parenti dei caduti, facendogli presente che l'iniziativa farebbe certo rumore e, forse, finirebbe anche sui giornali; per avere un po' di materiale su cui lavorare, Cathcart non esita ad offrire il suo gruppo volontario per una missione suicida su Avignone..

Un mosaico di flashback fa emergere poco a poco la demenzialità della vita della vita nel campo militare; lo humor si rivela via via più grottesco e feroce: l'assurdità delle azioni umane assume tinte pazzoidi, al cospetto delle quali Hitler appare un puro pretesto, e ben più coerente. Alla base della guerra combattuta da quei soldati sono le brame di potere dei loro ufficiali, e solo quelle.

Per una ferita alla gamba Vassarian viene ricoverato in ospedale, dove uno psichiatra, il maggiore Saderson, lo vuole convincere che non è Vassarian ma uno schizofrenico paranoico, e dove Doc Daneeka, un vero paranoico, teme che la Germania perda la guerra e tutti loro vengano trasferiti sul fronte del Pacifico, ben più pericoloso. Dobbs cerca di convincere Vassarian che bisogna uccidere Cathcart, altrimenti questi continuerà ad alzare il numero di missioni da volare: Dobbs è disposto a commettere l'omicidio, vuole soltanto l'approvazione di Vassarian, il quale sarebbe più che felice se Dobbs lo facesse, ma senza dirgli nulla; questi vuole invece un suo cenno, e da quel cenno dipende la sopravvivenza del perfido e stupido colonnello: quando Vassarian si decide, Dobbs ha però cambiato idea, perché ha appena volato la sua 60 missione.

Si decide un attacco contro un piccolo villaggio indifeso per il solo scopo d'accontentare il generale Peckem, che ama i bombardamenti concentrati. Vassarian è disgustato e Dunbar lo fa apposta a sbagliare il bersaglio.

Un giorno Mc Watt sta addestrando due nuovi piloti e volteggia sulla spiaggia; sgancia per sbaglio una bomba che uccide uno di loro e semina il panico; costringe i due novellini a paracadutarsi e poi si va a schiantare volontariamente contro la montagna. Doc Daneeka risulta a bordo, ma in realtà era rimasto a terra; protesta invano la propria esistenza: ufficiali e burocrati si mettono all'opera per certificarne la morte; gli dicono di smetterla di importunarli perché non è ancora stato deciso come disporre della sua salma. In patria la moglie riceve condoglianze, indennità e pensione, e, pur sapendo che il marito è vivo, alla fine si ricostruisce una vita con tutti i soldi ricevuti per la sua morte.

Il colonnello Cathcart, irritato dall'aver perso Mc Watt e Daneeka, alza il numero delle missioni a 65. Oltre al morto nella tenda di Vassarian, che ufficialmente non esiste, ora c'è anche un vivo che ufficialmente morto, e di nuovo tutti accettano la verità ufficiale nonostante l'uomo sia in mezzo a loro, rassegnati alla follia di tutto quell'universo di regole.

Nately è più che mai innamorato della sua prostituta romana, anche se lei è annoiata dalle sue attenzioni. Un giorno Milo, preoccupato del fatto d'aver volato soltanto cinque missioni (di cui una contro i suoi), va dal colonnello Cathcart a chiederli di volare di più; in realtà vuole che il colonnello lo esoneri, e faccia volare gli altri anche per lui; basta fargli notare l'importanza del suo mercato nero perché il colonnello abbocchi: così il numero delle missioni da volare viene alzato ad ottanta. Nately, che ne aveva già volate settanta, accetta volentieri di volarne altre dieci perché così potrà restare più a lungo vicino all'amata.

Dobbs non ha neppure il tempo di pensare ad assassinare il colonnello; nella missione successiva muoiono entrambi.

Il cappellano viene accusato d'aver censurato le lettere dei soldati perché Vassarian l'aveva fatto firmando col suo nome: visto che il padre non confessa, la giuria lo condanna per crimini non ancora noti.

Peckem viene messo al posto di Dreedle, ma, nel frattempo, Peckem aveva chiesto che l'esercito di Dreedle venisse messo sotto il suo comando e la proposta è stata accolta; solo che ora c'è lui al posto di Dreedle ed il suo vecchio posto è stato preso da Scheisskopf, subito promosso generale; così Peckem si ritrova sotto Scheisskopf, il quale ordina subito che tutti marcino in parata.

Vassarian, shockato dalla morte degli amici, si insubordina; per calmarlo lo mandano a Roma, dove trova Aarfy che ha appena violentato ed ucciso una povera deficiente: la polizia arresta Vassarian e lo rispedisce a Pianosa, mentre si scusa per il disturbo con Aarfly.

I colonnelli Korn e Cathcat, spaventati dalla protesta di Vassarian, che rischia di fare proseliti, decidono d'offrire un patto al capitano ribelle: lo rimanderanno a casa se lui s'impegna a parlare bene di loro e smentisca d'essersi mai insubordinato. Vassarian si rende conto di giocare un brutto tiro ai suoi commilitoni, ma accetta. Quando rientra nella sua tenda vi trova la prostituta amata da Nately, cui lui stesso aveva portato la notizia della sua morte e che, disperata, aveva cercato d'ucciderlo: ci ripensa anche adesso, ma lo ferisce soltanto. A salvarlo sono i due colonnelli, che poi mettono in giro la voce che Vassarian ha sventato l'attentato di un nazista contro la loro vita ed è rimasto ferito. Il cappellano va a congratularsi con lui in ospedale, ma Vassarian gli confessa la verità; poi, pensando che tutti i suoi amici sono morti e solo lui è sopravvissuto, cambia idea e decide di fuggire. Il cappellano ed il maggiore Danby, le uniche persone responsabili e coscienti, appoggiano la decisione, anche se significa che Vassarian sarà per il resto della sua esistenza un disertore braccato dall'esercito americano; Vassarian evita l'ennesimo attentato della prostituta di Nately e fugge.

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )