Herman Hesse

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Steppenwolf

Lo scrittore Harry Haller (stesse iniziali di Hesse) è uno schizofrenico, conteso fra due personalità che si odiano ferocemente; ciò l'ha isolato dal resto del mondo, alienandogli prima la moglie e poi l'amante; ora corre, solo, sul filo del suicidio. Depresso da un trattato sullo Steppen wolf che gli è stato dato da uno sconosciuto davanti ad un teatro di magia, in cui trova la sua storia che lo dipinge come un essere negativo, dalla vista d'un funerale e da una cena con amici che lui offende, H.H. cerca sollievo in un cabaret, e lì trova una donna che lo consola. Con Erminia lui cerca un rapporto masochistico, promette d'obbedire ad ogni suo ordine, nonostante lei gli dica che giocherà con la sua vita, che vuole farlo innamorare di sé, e che l'ultimo comando che gli darà sarà quello d'ucciderla. H.H. sente che lei gli è complementare.

In una balera Erminia lo spinge a conoscere Maria, un'avvenente ragazza di mondo che aveva accantonato per i suoi studi. Maria è legata anche a Pablo, un sassofonista jazz che predilige l'oppio e l'orgia; Erminia continua, come una sorella, a consigliare H.H., ma gli mostra anche l'altra faccia della sua nuova felicità: Maria significa la felicità, ma anche l'abbandono della vita spirituale ed intellettuale in cui H.H. credeva così fermamente, significa accettare uno stile di vita senza ambizioni e senza ideali, fatto di piaceri spiccioli e meschini, tutto ciò che in realtà lui (Steppen wolf) disprezza.

Ed in ciò si riconosce la società borghese, che tra danze e party si sta avviando verso la catastrofe; la schizofrenia dello Steppen wolf, fra la spensierata felicità e l'anelito letterario, è quella dell'intera borghesia, e la conclusione per entrambi non può essere che l'autodistruzione: invitato ad un ballo in maschera nel cabaret dove ha conosciuto Maria, vi viene messo in guardia da un diavolo che gli passa un biglietto che lo invita ad uno spettacolo nel teatro magico e gli rivela che Erminia è all'inferno.

La trova infatti in abiti maschili, nei panni di Herman, suo amico d'infanzia, cui lo legava un tenero affetto, ed è allora che se ne invaghisce, come lei aveva profetizzato, ma non può neppure danzare con lei perché tuttim la scambiano per un maschio: ora Erminia è il simbolo della lussuria, ermafrodito che conquista anche una lesbica casuale; poi si cambia d'abito e, finalmente, si concede ad H.H. nei panni di Pierrette per un ballo scatenato.

È una danza nuziale, che dura fino alla fine della festa; Pablo, il cui sassofono ha allietato (come membro sessuale) le danze, li invita allo spettacolo del teatro magico; dopo averli drogati, li conduce nel teatro deserto attraverso un corridoio: a Harry assegna la metà sinistra, ad Erminia la metà destra, e comincia con Harry, che si ritrova solo in un corridoio le cui porte sono contrassegnate da motti (ogni motto allude in qualche modo la sua personalità).

In ciascuna stanza viene aggredito dai fantasmi del suo passato e dal suo doppio, in vicende allucinate (la guerra fra i pedoni e le auto in una città immaginaria cosparsa di cadaveri mutilati ed in via di decomposizione); alla fine del corridoio si sente come se avesse vissuto decine di anni, e non si riconosce nel proprio riflesso allo specchio; nell'ultima stanza trova Erminia e Pablo addormentati nudi dopo la fatica dell'amplesso: Harry ne è deliziato, ma estrae un coltello e trafigge Erminia, avverandone la profezia.

In visione gli compare, sarcastico e realista, Mozart, che deride i suoi atteggiamenti melodrammatici, il suo patetismo ed il suo sdoppiamento, e lo condanna alla ghigliottina, ma il giudice lo condanna alla vita eterna, lo bandisce dal teatro e gli ride dietro. Mozart lo sollecita a rendersi conto della tragicomica realtà della vita, invece di indulgere nel pathos romantico delle proprie sventure e della propria personalità.

La visione si dirada e, al posto di Mozart, si rivela Pablo, sorridente ed elegante, che gli offre un'altra delle sue sigarette magiche e gli dice che ha ucciso soltanto il riflesso di Erminia; poi si mette in tasca Erminia ed Harry sente d'aver capito tutto, d'aver capito il senso della vita, e d'essere pronto ad imparare a ridere.

La storia è avvolta in un senso di sinistro e tragico mistero, di magia e di fatalità, e si protrae come sotto l'effetto d'un allucinogeno, come un flusso di coscienza, approfittandone per dilungarsi in teorie filosofiche che accrescono il clima apocalittico.

La trama si svolge nel segno dello specchio: le due opposte personalità di Harry, il calvario nel labirinto di specchi del Teatro Magico, e la stessa Erminia non è che il suo riflesso nello specchio del sesso; desidera congiungersi a lei, ma l'unico modo d'amarla è d'ucciderla: per ucciderla deve prima vivere, capire la vita, accettarne il macabro humour, piegarsi alle sue tetre meschinità. Ad illuminarlo è il mago Pablo, che di mestiere diverte la gente, e che a lui svela i poteri visionari della droga; quello di Harry è un lungo viaggio nel senso della vita.

L'apocalisse è evitata, ma a prezzo del pathos, dell'epica; d'ora in avanti ci sarà soltanto il meschino realismo di tutti i giorni.


Gioco delle perle di vetro

In un'utopica Castalia si coltiva la vita spirituale, il cui emblema è il gioco metafisico delle perle di vetro, che condensa secoli di civiltà umana. Il libro racconta la storia, dal noviziato all'elezione di Magister Ludi (sommo pontefice del gioco), di Joseph Kuet. Il tono è parodistico: la ricerca dell'assoluto spirituale avviene attraverso un ascetismo maniacale che sconfina nella pedanteria più demenziale; Joseph se ne accorge e fugge.

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Arun Rao wrote about Siddharta:
1.2 Siddhartha and Seeking One's Fire
As I flew to Bogota I re-read Hermann Hesse's novella "Siddhartha,"
which was by far the book that most people suggested or mentioned to
me.  It's a dear book close to my heart.  I hadn't read it in years.
It is about a man's search for happiness and inner peace; Hesse
suggests the two are linked.  I apologize for laying out the plot
structure here (skip ahead if you don't want a partial spoiler, but
the book ties closely to what I'm thinking about):

    i) Siddhartha as a boy scholar and son of a Brahmin - he makes
everyone else happy but is not happy himself - "dreams and restless
thoughts came flowing to him from the river."  So he gets his father's
reluctant permission to leave home with his friend Govinda to become a
samana.
    ii) Siddhartha as a samana, a hermit mortifying his flesh and
rejecting his senses and all pleasure - he learns how to save, manage,
and hold his breath, to fast, to kill his sense and memory, to travel
the way of self-denial so he "lost his Self a thousand times and for
days on end he dwelt in nonbeing." He rejects this life but cannot
find the "bliss inexpressible through words." Siddhartha and Govinda
leave to find the Gautama Buddha, who Govinda accepts and Siddhartha
rejects.  With complete equinamity, the Buddha tells Siddhartha "May
you reach your goal... be on guard against too much cleverness."
    iii) Siddhartha as a businessman, partaking of every pleasure the
world has to offer, including wealth, power, fame, and sex.  He joins
the world saying he has three rare and invaluable skills: "I can
think, I can wait, I can fast."   These take him far, but he loses
them where he goes.  Siddhartha becomes a detached businessman so he
can pay the courtesan Kamala to make love to her, and she teaches him
that "lovers should not separate from each other after making love
without admiring each other, without being conquered as well as
conquering" and so on.  But she admonishes him that ordinary people
can love but he cannot.  After falling into a further dissolute
lifestyle of boozing, betting, and becoming sick, he is discontent,
idle, loveless, and worst of all, acquisitive.  Siddhartha leaves this
life-bubble in a moment of ennui and misery and comes to a river,
where he comes close to taking his life but the sound of the word "Om"
saves him.  After a deep sleep he meets his friend Govinda and finds
"a joyous love to everything that he saw."  In this moment of peace
bordering on bliss, he becomes ignorant, open, and new, like a child
again.  He had to experience despair to find grace, become a fool to
find his Self in a path of spirals or circles.
    iv) Siddhartha as a boatman taking care of his son - Siddhartha
decides to stay by the river, joining the boatman Vasudeva, after
seeing that "the water continually flowed and flowed and yet it was
always there; it was always the same and yet every moment it was
new... that the present only exists for the river, not the shadow of
the past, nor the shadow of the future." He finds Kamala, who dies
upon seeing him, while commenting that Siddhartha seems to have found
peace by the river and that he should take care of their son, whom she
raised as a rich brat.  Siddhartha finds that he loves his son and is
attached to him, despite the boy's abuse toward his father.
    v) Siddhartha losing his son and losing himself to the river -
Siddhartha's son runs away and the  father goes to find him...
Siddhartha listens to the river and the smile of bliss eludes him...
he needs to keep listening. [I won't give away the layers of the
novella's ending.]

Some of Hesse's key themes in the book: happiness, contentment, peace,
bliss, unity, illusion, multiplicity, materialism, timelessness, and
seeking.  Much of the book is his interpretation on advaita
(non-dualistic) Vedic philosophy. Hesse alludes to the Hindu life
goals of dharma (one's purpose or reason for existence), artha (wealth
and prosperity), kama (love, sex, and sensual pleasures), and moksha
(spiritual liberation).
(Translation by/ Tradotto da xxx)

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