Lesage

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Gil Blas

Struttura dell'avventura aperta, virtualmente infinita, da novelliere: tutti gli stereotipi (i canovacci, le macchiette) della novellistica medievale; contiene anche alcune "Storie di ...", vere e proprie novelle dentro la novella.

Il mondo in cui si muove Gil è un mondo borghese (osti, artigiani, mercanti) ed aristocratico (nobili vecchi e nobili giovani), ma perturbato dalle apparizioni di briganti e di sbirri, dalla presenza di servi maneggioni e di fanciulle maliziose.

Gil Blas è stato educato dallo zio prete, che gli ha insegnato a leggere e, su una mula, lo manda a studiare a Madrid. Il giovane sprovveduto è subito vittima di truffe e raggiri, e presto si ritrova senza denaro: viene catturato dai briganti di Rolando e messo in cucina ad aiutare Leonarda; è prigioniero nella caserma scavata nel bosco, sorvegliato e costretto a partecipare alle loro malefatte, finché escogita di fuggire con la loro ultima bella preda, Donna Mencia de Masquera, che ha abbandonato il secondo marito quando il primo, creduto morto, s'è rifatto vivo, e, durante la fuga, è stata assalita dagli uomini di Rolando, che le hanno anche ucciso l'amato. La fuga riesce, ma per un equivoco Gil finisce in prigione, dove gli prendono il bottino sottratto ai briganti e lo lasciano diversi giorni in cella.

Perdonata dal consorte, Donna Mencia l'accoglie a Burgos e gli dona parecchio denaro. Rimessosi in viaggio, Gil viene raggirato da don Raffaele, che gli fa credere d'essere amico della sua benefattrice e gli sottrae, invece, tutto il denaro; incontrato l'amico d'infanzia Fabrizio, viene da questi instradato alla carriera di servitore: dopo il tirocinio in casa d'un teologo moribondo, passa al servizio del dottor Sangrado, che con le sue cure bislacche condanna a morte diversi sani. Gil apprende l'arte e Fabrizio gli insegna anche a restituire le truffe subite, ma il fidanzato d'una delle pazienti uccise da Gil giura vendetta, ed il giovane non perde tempo a lasciare Valladolid. Per strada si unisce a Diego de la Fuente, un garzone di barbiere, che accompagna fino al villaggio, dove egli si scopre ereditiero.

Gil giunge finalmente a Madrid, dove prende servizio presso l'indolente e misterioso don Bernardo, e dove incontra il ladrone Rolando, che s'è salvato per caso dalla distruzione della banda, s'è pentito per un po', ma ora smania di riprendere la via dei boschi. Dal damerino perdigiorno don Matias (che, per troppa vanità, finisce incautamente sfidato a duello ed ucciso), all'attricetta Arsenia (di cui ama la serva Laura, entrambe licenziose come gli altri commedianti della compagnia), Gil finisce a servire don Vincenzo, un anziano alla cui morte la figlia Aurora manifesta un'ostinazione amorosa nei confronti di don Luis Pacheco, un giovane libertino: per farsi notare da lui si traveste da maschio e si spaccia per il proprio cugino; con la complicità di gli manda all'aria la tresca con un'altra ragazza e lo spinge, infine, ad amare la cugina, cioè sé stessa. Riuscita, svela il trucco, si sposa e licenzia Gil, che va a servire don Gonzalo, lo zio dello sposo, che viene sedotto da Eufrasia, una scaltra avida del suo patrimonio, e che, quando Gil lo mette in guardia, si fa convincere dalla maliarda a metterlo alla porta.

Perduto poi un duello, s'incammina verso Toledo: incontra don Alfonso, un cavaliere che, per amore di Serafina, ne ha ucciso il marito, ed un eremita, che si scopre essere don Raffaele con il fedele servo Ambrogio de Lanela. I quattro fanno banda e, per un po', vivono di furtarelli, ma poi il cavaliere ha la ventura di salvare l'amata e di sposarla, e Gil ne diviene il maggiordomo; purtroppo s'innamora d'una petulante cameriera che, quando lui scopre che ha un cancro puzzolente e si tira indietro gli mette contro il padrone. Gil se ne va e trova protezione da un arcivescovo, ma la vanità di questi lo rimette alla porta. Poi incontra Laura, ora attrice sotto il nome di Estella, che, spacciandolo per un fratello, lo fa assumere dall'amante marchese, ma il marito di un'altra amante del nobile, che sperava di trarre vantaggio dalla tresca, minaccia di morte Gil.

Finalmente Gil arriva alla corte, dove incontra l'amico Fabrizio Nuncz, che s'è dato alle lettere e che lo colloca presso un conte siciliano; alla partenza di questi, Gil ottiene un posto di segretario presso il primo ministro, duca di Lorena. In breve Gil diventa ricco, assume un fedele servitore di nome Scipione, fa nominare governatore Alfonso, medita di sposare la figlia d'un ricco orefice, ma viene arrestato per essere stato indirettamente complice d'un raggiro amoroso ai danni del principe, e rinchiuso in una torre; liberato per le premure di Scipione, Gil si mette in viaggio verso casa, per la nostalgia e, soprattutto, il rimorso di non aver mai soccorso i suoi, ridotti in miseria e moribondi.

Ottenuto, quale ringraziamento, un castello da Alfonso, va a prenderne possesso e sposa Antonia, figlia d'un fattore. È al colmo della felicità, ma la moglie muore, con il bambino, dopo il primo parto, e Gil se ne torna a Madrid. Conquista la stima del nuovo re e del nuovo ministro, conte d'Olivares, procura una sistemazione definitiva a Scipione, benché gli dispiaccia occuparsene, aiuta il poeta Fabrizio, ridotto in miseria. Dopo una missione amorosa per conto del re, che ha Laura nella parte di regista e sua figlia Lucrezia in quello d'adescatrice (entrambe poi pentite e ritirate in convento), Gil deve incaricarsi del riconoscimento e dell'educazione del figlio naturale del ministro, don Enrico, del quale, al suo ritorno, Scipione stesso diviene servitore. Per ricompensa dei suoi servigi, Gil viene nominato nobile, ma quando il ministro cade in disgrazia e si ritira, Gil deve riprendere la strada verso il suo castello, sposarsi una seconda volta e ritirarsi, saggio e pago d'avventure.

Dopo una lunga serie d'alterne vicende, Gil matura e si gode ciò che è riuscito a mettere da parte. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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