Malamud

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Assistant

Morris Bober è un droghiere ebreo: quel piccolo negozio è stata tutta la sua vita da quando fuggì dalla Russia; il quartiere, però, s'è molto impoverito, e, non trovando altri offerenti, l'amico Julius Karp è stato costretto ad affittare i suoi locali ad un altro droghiere, Schmitz, che ha finito per attrarre gran parte della clientela. Morris si alza all'alba e va a letto al tramonto per conservare quei pochi clienti che gli sono rimasti, ma passa gran parte della giornata ad aspettare nel negozio vuoto; è una vita grama e malinconica, che si trascina giorno dopo giorno; Morris è deluso dalla vita e non ha più speranze per il futuro.

Sua moglie Ida è invecchiata con lui, lamentandosi di continuo delle sue scelte; a 23 anni la bellissima figlia Hellen è ancora sola: s'è invaghita dell'amico Nat Pearl, destinato ad un futuro più roseo, e gli ha sacrificato la verginità, ma poi s'è resa conto d'essere ben poca cosa per lui. Ricca di sogni, ha preferito la solitudine; lavora e legge.

Le tre famiglie ebree del quartiere (Bober, Karp e Pearl) sono sempre state molto unite, ma soffrono delle discriminazioni dei gentili, e Bober, il più povero, ne soffre più degli altri.

La monotonia viene interrotta da un dramma: due teppisti fanno irruzione per una rapina, e, non trovando che il magro guadagno della giornata, il capo dei due colpisce Morris alla testa; già provato nel morale dalla miseria, Morris crolla. Quando riprende a lavorare nei dintorni si aggira uno straniero, un italiano di nome Frank Alpine, che gli racconta una storia di stenti e gli offre gratis i suoi servigi pur d'imparare un mestiere, ma Ida non lo vuole e Morris lo manda via.

Nei giorni successivi Morris nota piccoli furtarelli ed invano s'apposta la mattina presto per scoprire il ladro; scopre per caso che Frank s'è sistemato nella sua cantina, e si nutre derubandolo; Ida chiama l'ispettore Minogue, un uomo retto ed austero che è umiliato dall'avere un figlio, Ward, delinquente e recidivo: Frank gli spiega d'essere solo al mondo, senza lavoro e senza casa, e si offre di rimediare lavorando gratis; questa volta, ignorando i brontolii di Ida, Morris accetta.

Frank cambia faccia al negozio ed attira nuovi clienti, ed il suo aiuto si rivela prezioso soprattutto quando Morris ha una ricaduta; in realtà, Frank è il ladro che ha accompagnato Ward la notte della rapina, ed ora da un lato è stato preso dal rimorso, e dall'altro s'è innamorato di Hellen; è per lei che rimane. Non è vero che lavora gratis, perché trova sempre il modo di sottrarre di nascosto qualche soldo, e con quelli vive tranquillo; nessuno sospetta la verità: Morris è contento, Ida diffida e Hellen lo ignora.

Frank è sempre vissuto d'espedienti, anche se sente di valere di più, e non sa resistere alla tentazione; ora vuole soprattutto avvicinare Hellen, alla quale Ida monta una guardia spietata; dopo averla spiata nuda nella doccia, inizia a cercare d'incontrarla; Hellen è molto fredda, ma a poco a poco i due diventano amici. Lui le rivela di voler studiare; Hellen è contrastata fra la vita misera ma onesta che conduce con i suoi e la vita allegra e libera che l'aspetterebbe se solo scendesse a compromessi con i suoi ideali: a Frank, un gentile ed uno sguattero, non pensa neppure. Quando lui le fa un regalo, lei dapprima lo rifiuta, poi l'accetta soltanto in parte; Ida, che ha sempre temuto la presenza in casa dell'italiano ed ora sospetta qualcosa, convince Morris che Frank deve andarsene entro l'estate; Morris scopre anche che Frank lo deruba, ma, invece di chiamare la polizia, decide che è colpa sua per averlo sempre pagato troppo poco, e, sempre di nascosto da Ida, gli dà un aumento.

Hellen finisce per innamorarsi di Frank, benché si vedano soltanto di nascosto; Ward ricatta Frank minacciando di svelare la sua identità; Ida coglie in flagrante Frank e Hellen, e le fa una scenata disperata. Karp svela a Morris che la vera ragione per cui gli affari sono migliorati è che la drogheria rivale è stata chiusa a lungo per malattia del proprietario: adesso è stata venduta ai nuovi proprietari, due norvegesi, che vogliono modernizzarla. Morris è di colpo nuovamente precipitato nella disperazione, è terrorizzato dall'idea di dover ancora passare ore solo, senza clienti nel negozio; più che mai pentito d'aver derubato il pover'uomo, Frank decide, senza farsi accorgere, di restituirgli poco alla volta il maltolto, se non di confessargli addirittura tutto, com'è stato spesso sul punto di fare; Morris lo sorprende però a sottrarre un'altra volta i soldi dalla cassa, e, doppiamente affranto, lo mette alla porta,

Mentre sta aspettando Frank nel parco, Hellen viene assalita da Ward, che tenta di violentarla: Frank arriva in tempo per evitare il peggio, ma poi non può resistere ed approfitta della situazione; ancora stordita, Hellen lascia fare, ma poi lo disprezza. Deluso da tanti fallimenti, Morris tenta di suicidarsi col gas, ma proprio Frank lo salva in tempo; durante la sua degenza in ospedale, Frank si offre di lavorare gratis, e Ida accetta perché vede che Hellen non lo pensa più; Frank tenta invano di dimostrare d'essere in grado di fare affari anche con i norvegesi in giro; la realtà è che la sua fortuna era davvero dipesa dalle disgrazie del concorrente, ed ora sono tornati i tempi della miseria; piuttosto che ammetterlo, Frank ritira i suoi risparmi dalla banca, e li mette nel registratore del negozio; anche così la famiglia sopravvive a stento.

Frank è carico di complessi di colpa nei confronti di Hellen (che ama più che mai) e di Morris, ma, nonostante il giovane gli confessi d'essere stato uno dei due rapinatori, Morris, implacabile, lo caccia appena può. Morris inizia poi la penosa ricerca d'un lavoro, che - d'umiliazione in umiliazione - lo porta di nuovo alla disperazione: Frank lo salva di nuovo dal fuoco che - dopo averlo appiccato lui stesso, per riscuotere i soldi dell'assicurazione - Morris sta tentando di spegnere.

Pochi giorni dopo è il negozio di Karp ad andare in fumo: dopo essere stato picchiato e scacciato dal padre, Ward Minogue cerca disperatamente dell'alcool, e, al rifiuto di Karp, penetra nottetempo nel negozio, distrugge le bottiglie ed appicca immediatamente il fuoco. Perso tutto, Karp decide di comprare il negozio di Morris; questa volta Morris fa i propri interessi e ne approfitta: in casa Bober si respira finalmente serenità, e la fortuna sembra girare dalla loro parte; Morris è però ancora inquieto: ha rimorsi per la vita di stenti che ha fatto passare ad Ida e Hellen, e si rende conto d'aver buttato via la sua vita per nulla. Gli piange il cuore a dover lasciare il negozio in cui ha trascorso, giorno e notte, tutta la sua vita, a preoccuparsi dei clienti che non venivano.

Una sera, nonostante Ida glielo proibisca e quello non sia più il suo negozio, esce a spalare la neve: si prende così la polmonite e ne muore. Alla cerimonia funebre il rabbino ne esalta le virtù di uomo onesto e d'indefesso lavoratore, e predica che a lui vanno la riconoscenza della famiglia e dei tanti amici. Ma non è così: ben pochi l'hanno amato e nessuno l'ha stimato; non si stima un uomo che ha passato la vita in una miserabile drogheria; poco importa del suo senso d'onestà e della sua laboriosità quasi maniacale. Anche Ida ed Hellen la pensano così; per di più, colpito da attacco cardiaco, Karp non può più lavorare, e rinuncia, pertanto, ad acquistare il negozio, precipitando nuovamente le donne nell'angoscia e Ida pensa che è meglio che Morris sia morto; Frank è stato al funerale, ma è caduto maldestramente nella fossa, e con ciò s'è guadagnato un altro po' di disprezzo da Hellen.

Frank tiene in vita il negozio e la famiglia: di notte lavora in un altro negozio, si mette a cucinare per i clienti, racimola soldi in ogni modo. Un giorno chiede a Hellen d'accettare i suoi risparmi e d'iscriversi all'università, e di farlo per suo padre: Hellen disdegna il suo aiuto; Frank continua ad avvizzire disperato in quel negozio, finché un giorno Hellen capisce che è davvero cambiato, e lo ringrazia per tutto ciò che ha fatto per loro: Frank va allora a farsi circoncidere e diventa un ebreo.

Microcosmo degli ebrei piccolo borghesi, che parlano un inglese approssimativo e si autosegregano dalle altre razze; ritratto d'un uomo tutto negozio e famiglia, modesto ma buono, inerme nei confronti del mondo che lo discrimina, inerte di fronte ai suoi carnefici, deluso dalla vita, tradito dagli amici, osteggiato dalla folla; è incapace di condannare, preferisce assolvere sempre e comunque, concedere un'altra possibilità: questo è per lui il significato della sua religione, del suo essere ebreo.


Malamud, Natural

Roy Hobbs è un giovane aspirante giocatore di baseball, che l'allenatore Sam Simpson, ex campione, sta portando in città per avviare al successo; sul treno incontrano Max Mercy, squallido ma potentissimo giornalista, per attirare l'attenzione del quale Sam fa esibire Roy, che sorprende Max con le sue battute, ma ferisce involontariamente Sam, che muore; come se non bastasse, Harriet, una ragazza conosciuta in treno, si rivela una pazza che gli spara.

Dopo anni d'inattività, durante i quali vive di umili mestieri, Roy decide, ultratrentenne, di tornare in campo: grazie alle sue doti "naturali", si conquista la fiducia dell'allenatore Pop, il posto di Bump (l'ex stella della squadra) e, alla sua morte (causata dalla gelosia per il nuovo arrivato) anche Memo, la sua donna (nipote di Pop), che l'aveva odiato dopo un fortunoso amplesso dovuto ad un equivoco. Il suo passato è ignoto a tutti, e ciò lo rende ancor più mitico e scatena la curiosità di Max.

Il giudice Banner, che ha acquistato la squadra, in realtà ha interesse ad affondarla, e, quando Roy la sta trascinando al trionfo, spinge Memo, coinvolta nei giri sporchi di Gus, un ripugnante allibratore, a convincere Roy a perdere: dapprima Roy accetta, ma in campo compie il proprio dovere; ciononostante perde.

Va a prendere a pugni Max e Gus e ad umiliare Memo, che tenta anche di suicidarsi; poi se ne va da solo, mentre i giornali escono con i titoli di Max Mercy che denuncia la "combine" che, in realtà, non c'è stata. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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