Carson McCullers

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Reflections in a Golden Eye
Ellgee Williams è un soldato semplice, in un forte isolato dal mondo; il ragazzo è un po’ ritardato, tanto da non aver mai visto una donna nuda, e da credere che siano soltanto portatrici di malattie veneree. Non parla con nessuno, è un po’ tonto. Il capitano Weldan Penderton è un ufficiale prepotente, che nasconde una vita privata perlomeno torbida: impotente, effemminato, lascia insoddisfatta la bella e svampita moglie Leonora, che, a sua volta, lo tradisce con il maggiore Morris Langdon. Proprio a Williams è affidato Firebird, lo splendido stallone di Leonora, di cui lei è morbosamente appassionata e che Penderton detesta. Williams è casualmente testimone d’una ripugnante scenata in casa Penderton: lui è irritato, lei lo punzecchia, poi si spoglia davanti al camino, si lascia guardare dal marito e minaccia di trascinarlo fuori per un collare. Lui resta inchiodato lì, schiumante di rabbia, schifato; la sera stessa hanno due ospiti a cena: Langdon e sua moglie. Da quella notte il taciturno Williams inizia a spiare i Penderton; arriva al punto d’entrare in casa mentre tutti dormono, ed andare a coricarsi sul pavimento di fianco al letto dove Leonore dorme nuda. Alison, moglie di Langdon, è una donna debole ed isterica, che tre anni prima perse un bambino e che da tempo ha scoperto la tresca del marito: s’è sentita umiliata soprattutto quando il suo servitore, l’adolescente filippino Anacleto, sorprese i due amanti in casa sua. Anacleto, che le è sinceramente affezionato, è la sua unica consolazione, il suo unico vero amico, e, infatti, dà sui nervi al marito. Un giorno Penderton sfoga la sua impotenza cavalcando e torturando, fino a farlo sanguinare, lo stallone della moglie; mentre torna a casa a piedi, s’imbatte in Williams, che è solito distendersi nudo nel bosco, e ne rimane profondamente turbato: in realtà, è attratto dal corpo degli uomini, ma non vuole ammetterlo a sé stesso, e si sfoga con la violenza. A sua volta Williams continua le visite notturne a Leonora, ma, una notte, viene scorto da Allison mentre entra in casa Penderton. Allison, che ormai è molto malata e soffre paranoicamente dell’infedeltà del marito, pensa che si tratti di lui; decisa a non sopportare più umiliazioni, lo segue fino alla camera di Leonora ed accende la luce: scopre, così, chi è il vero visitatore. Quando lo racconta nessuno le crede; tutti si convincono, anzi, che lei sia del tutto impazzita e suo marito decide d’internarla in un manicomio: due giorni dopo muore d’infarto. Penderton è sempre più morbosamente attratto dal soldato, ma una sera, all’apice della sua crisi, lo sorprende mentre entra nella camera della moglie e l’uccide. Stile lapidario, maestria nel descrivere stati alterati della mente: il ritardato mentale, il vigliacco omosessuale, la pazza.
Reflections in a golden eye

Un campo militare. Il rigido e fiscale comandante Penderton (Brando) ha una moglie bella e spregiudicata, Leonora (Elizabeth Taylor), che ama cavalcare, ed affida il proprio cavallo ad un soldato taciturno, Private Williams. La donna provoca apertamente il marito con pose erotiche e sfide verbali; femmina insoddisfatta, si burla del suo virilismo di facciata ben sapendo che sotto non c'è nulla, e lui subisce impotente ed umiliato (il soldato li spia di nascosto).

Lei è l'amante di Langdon, un ufficiale, la cui moglie Alison è impazzita in seguito alla morte della sua bambina. Umiliata dal palese tradimento del marito, un giorno si taglia i capezzoli con le forbici. È devotamente servita da Anacleto, un filippino taciturno ed effeminato, artista allucinato; Taylor si eccita soltanto a cavallo; di notte il soldato taciturno continua a spiare le loro mosse.

Una notte penetra in casa ed entra nella camera da letto della signora, e rimane a guardarla dormire fino all'alba. Il pazzo lo vede uscire dalla casa, ma pensa ad un amore della serva di Elizabeth Taylor, una mulatta che prova ripulsa degli uomini da quando, quattordicenne, fu violentata.

Una mattina Brando decide di montare il cavallo di Elizabeth Taylor, ma questi s'imbizzarrisce e lo disarciona: furibondo, Brando lo bastona; poi scoppia a piangere. Senza dire una parola né degnare d'uno sguardo il suo comandante, arriva, nudo, il soldato, che si prende cura del martoriato cavallo.

La sera, durante la festa data dalla moglie, torna a casa a piedi, pesto e insanguinato; la moglie si preoccupa soltanto delle condizioni del cavallo, si precipita nelle stalle e piange nel vedere le piaghe delle bastonate: prende il frustino, torna a casa e frusta il marito impassibile in faccia davanti a tutti; Nottetempo il soldato torna a visitare Elizabeth Taylor; è sempre stato chiuso e solo, ha vissuto passivamente, salvo due volte: quando uccise un uomo in una rissa e quando s'arruolò.

Brando è attratto dal soldato (sotto l'altezzosa corazza è un omosessuale); la pazza crede di vedere entrare il marito in casa di Brando (invece è il soldato) ed irrompe nella camera da letto: trovandovi il soldato ammutolisce, torna a casa e grida in faccia al marito che Elizabeth Taylor ha un altro amante (evidentemente ha sempre saputo di suo marito ed Elizabeth Taylor) e decide di lasciarlo all'istante; lui la fa ricoverare in una casa di riposo, in mezzo ad alcoolizzati e paralizzati: ne muore quasi subito di dolore. Il fido filippino scompare; il vedovo prova rimorso per tutto il loro matrimonio: per lei lui non è mai stato quanto è stato per il filippino, lui e sua moglie non sono mai stati intimi (un altro matrimonio fallito).

Il soldato è schernito dai camerati perché se ne sta sempre appartato, non parla mai, è suscettibile, non va a donne. Una notte Brando lo vede entrare in casa e poi in camera da letto della moglie: convinto d'essere tradito (perché il soldato insidia la moglie o perché ha scoperto che ama le donne e, quindi, non sarà mai suo?), impugna la pistola, irrompe e fa fuoco, uccidendo il soldato e svegliando di soprassalto Elizabeth Taylor, che si mette ad urlare all'impazzata.

Groviglio patologico di nevrosi: omosessualità latente del camerata virile, disprezzo ed ansia di umiliarlo della moglie ninfomane, regressione infantile dell'altra, il servo omosessuale, il soldato esibizionista e voyeur.


The Heart is a Lonely Hunter

L'ebreo Singer ed il greco Antanopoulos sono due sordomuti che vivono insieme in una cittadina del Sud: quando il greco impazzisce e dev'essere ricoverato, Singer resta solo, ed un'infinita malinconia lo pervade. Si trasferisce dai Kelly, una famiglia benestante in cui spicca la vispa ragazzina Mick, amante dei libri e della musica, inarrestabile sognatrice. Al bar di Biff Brannon, segretamente innamorato della 14enne benché sposato, si presenta tutte le sere lo squattrinato ubriacone Jake Blount, invasato di marxismo; Portia, la serva di casa Kelly, è figlia del dottore negro Benedict Copeland, saggio assertore della convivenza con i bianchi, mentre Willie, il fratello di Portia, è un cercaguai.

Poco a poco tutti questi personaggi scoprono il sordomuto, e prendono a confidarsi con lui: Singer, cordiale ed impenetrabile, ascolta tutti; nessuno sa delle sue occasionali visite all'ospedale, dell'ansia con cui le prepara, della gioia che prova nel rivedere l'amico, del dolore che lo lacera nel lasciarlo; quando torna in città è tutto come prima. Persino i negri lo amano.

Willie viene arrestato per una rissa: deportato, tenta d'evadere; preso, viene chiuso in una cella frigorifera fino a perdere le gambe. Furibondo, Copeland chiede giustizia alla polizia dei bianchi, ma ottiene soltanto d'essere picchiato a sangue; Jake tenta invano di fare qualcosa: Portia lo mette alla porta, rassegnata al destino dei negri.

Mick fa l'amore con un ragazzo, ma poi si separano e lei lo dimentica. Singer va a trovare il greco, ma scopre che è morto: sconvolto, si suicida. Per tutti gli abitanti del paese è uno shock, perché nessuno sa; il loro totem misterioso s'è autodistrutto. Mick ottiene un lavoro e ne è fiera, anche se ciò significa rinunciare agli studi e scegliere una vita di mediocrità; Jake viene coinvolto in una rissa fra bianchi e negri, che distrugge le sue speranze d'una rivoluzione senza razze; Biff dimentica il suo amore segreto per Mick.

Sono esseri con personalità, storie ed ambizioni diverse, che vanno alla deriva nel microcosmo statico, razzista e mediocre del Sud; ciascuno cerca una propria via e la confida a Singer; tutti sono costretti a piegarsi alla realtà, ed il suicidio di Singer simboleggia la fine delle loro speranze; per loro Singer, vissuto solo nell'amore dell'amico, indifferente a tutto quell'agitarsi di esseri parlanti, è una sfinge, ma in realtà è l'unico ad essere stato contento di ciò che aveva e a provarne nostalgia.

Teatro della solitudine, enfasi del razzismo. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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