Meredith

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The egoist

Sir Willoughby compie la maggiore età; Mrs. Mountstuart e lady Breshoe cercano d'indovinare chi sceglierà per moglie: dapprima pare certa Constantia Durham (ricca, oltre che bella), ma Willoughby scopre la sua donna ideale in Laetitia Dale (poetica e comprensiva). Constantia sposa un altro, e Willoughby parte per il giro del mondo. Tornato dopo tre anni, sembra più che mai affezionato a Laetitia, che, d'altronde, lo conosce meglio d'ogni altro, ma Willoughby conosce Clara Middleton, che sembra avere le stesse doti di Laetitia ed è più consona alla sua posizione: chiede a Laetitia di rimanere la sua migliore amica e si fidanza con Clara. Nel frattempo suo cugino Vernon Withford adotta Crossfay, figlio d'un parente che s'è distinto in marina e che, anni addietro, Willoughby non aveva voluto ricevere.

Man mano che se ne scopre il vero carattere, i sentimenti di Clara per Willoughby passano dall'entusiasmo al malinconico; è, infine, lui stesso a fornirle involontariamente la giusta definizione: egoista, e Clara comincia a sperare che qualcun altro s'innamori di lei, com'era provvidenzialmente successo a Costantia. Allora pensa di spingere Willoughby tra le braccia di Laetitia, ma lui le dice chiaro e tondo che sin dall'infanzia ha considerato Laetitia un'amica e non potrà mai essere diverso; per il suo stesso bene, Clara gli chiede di lasciarla: per tutta risposta, Willoughby la invita a spingere Vernon tra le braccia di Laetitia, ma Clara trova in lui un valido consigliere, e fa capire a Willoughby d'essere decisa a non sposarsi, si confida anche con Laetitia, l'unica a capire quanto Willoughby possa essere scosso. Giunge un ospite, il colonnello de Craye.

Gli unici due uomini che potrebbero salvarla dalla sua prigionia, cioè Withford e de Craye, sono alleati di Willoughby, anche se in realtà de Craye comincia a pensarla diversamente. Clara non trova di meglio che tentare la fuga sotto il temporale: Withford capita sulle sue tracce e la raggiunge alla stazione, decisa a chiedere asilo alla sua amica miss Darleton, di Londra. Mentre Withford si preoccupa per la sua salute, la sua coscienza e la sua sicurezza, giunge anche de Craye, che cerca unicamente d'approfittare della situazione; Clara si convince dell'assurdità della sua fuga e si fa riaccompagnare da lui. Withford s'è rivelato un amico sincero, de Craye le ha fatto capire i propri sentimenti, Willoughby sente tradito il suo affetto, la considera ingrata ed impulsiva, e comincia a provare della gelosia per de Craye.

Laetitia e Withford sono attenti spettatori dei delicati rapporti tra i due fidanzati: lei ammira Willoughby, e non può che stupirsi o scandalizzarsi del contegno dell'amica, lui è disinteressato e comprensivo, non parteggia per nessuno e desidera il meglio per tutti, cioè che Willoughby sciolga il fidanzamento; nel primo colloquio a quattr'occhi con Clara, invece, Willoughby le dice chiaro e tondo che non la lascerà mai libera: all'esibizione pomposa della sua generosità si contrappone un intimo egoismo, che tende a considerare le persone nulla più che ornamenti, e Clara il più prezioso di tutti. Mrs. Mountstuart, altra grande ammiratrice di Willoughby, è l'ultimo appiglio per Clara: quando le confida la verità, lei la rimprovera aspramente, ma capisce che il fidanzamento non ha più senso.

Nel suo intimo, intanto, Willoughby ha capitolato, e decide di sposare Laetitia, la donna che ha amato sin dall'infanzia, e da cui è sempre stato stimato, ma Laetitia no è più una ragazzina romantica, rifiuta un simile matrimonio e se ne va per non divulgare la notizia. Willoughby si riprende subito dall'umiliazione, e, come se niente fosse successo, torna alla carica con Clara, sostenuto dal pochissimo comprensivo padre di lei; stremata dall'assalto che le giunge da due fronti ed incapace di fornire una spiegazione del suo rifiuto (l'unica parola che le viene in mente per censurare il carattere dello spasimante è egoista), apprende con costernazione del dialogo tra Willoughby e Laetitia, ascoltato per caso da Crossfay e riferitole da de Craye, ciò che le dà il pretesto per motivare il suo rifiuto, anche se Willoughby cerca di smentire l'accaduto, ben sapendo che Laetitia non lo tradirebbe mai; ma ormai il pettegolezzo s'è sparso, e persino Mrs. Muntstuart ne è stata informata: davanti a sé stesso Willoughby riconosce finalmente d'aver perso Laetitia.

Willoughby vuole però almeno evitare che Clara cada nelle mani del traditore de Craye, ma non ha difficoltà a spingerla verso Whilford, che lei ha sempre stimato più d'ogni altro; nonostante la sua netta inferiorità economica e sociale, invece, Laetitia si fa pregare prima d'accettare la proposta di Willoughby: lo conosce troppo bene per non sapere quant'è egoista, e non cede finché lui non le dà una prova di generosità perdonando Crossfay (pentito per essere rimasto fedele a Clara il giorno della sua fallita fuga).

Il romanzo è concepito come una serie di dialoghi, che raccontano l'accaduto, tra i protagonisti, mentre lunghi preamboli spiegano il carattere dei personaggi e traggono la morale dai dialoghi. Un limitato numero di personaggi, riuniti nello stesso luogo, vicende familiari non eroiche ed un attento studio sull'egoismo gli conferiscono l'aspetto d'una commedia, le cui scene si aprono e si chiudono con estrema chiarezza ed efficacia. La trama procede ordinatamente, sviluppata in splendidi dialoghi nei quali emergono nitidamente i caratteri dei personaggi (soprattutto quello di Willoughby, egoista ed amante solo di sé stesso, e quello ottuso del padre di Clara, protagonisti assoluti della persecuzione psicologica della giovane); anche il coro delle vanitose donne pettegole ha una sua grazia ed una sua ragion d'essere; unità di tempo e spazio ed un nucleo chiuso di personaggi ne fanno una vera commedia, salvo i passaggi d'introspezione, peraltro pregevoli e sottili, nell'animo di Willoughby e Clara.

La commedia si basa su di un intreccio assai semplice; la successione di promesse spose di Willoughby è il pretesto per definire, attraverso il martirio di Clara e le chiacchiere delle sue giovani ed anziane ammiratrici, la personalità dell'egoista (motivo psicologico), ed attuare uno scambio di coppie (motivo comico in senso lato, fonte, cioè, della suspense, nell'interesse della trama).

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