Narayan

The Guide
Raju esce dal carcere dove ha trascorso due anni e va vivere in un tempio abbandonato, lontano da tutti. Allevato in maniera tradizionale, aveva trovato la sua vocazione quando era stata aperta la stazione ferroviaria del suo paese: capito che la ferrovia portava turisti e che i turisti erano disposti a spendere soldi per visitare la zona, Raju era diventato la guida turistica del posto, noto in tutto lo Stato, ed aveva scoperto infiniti modi di approfittare dell’ingenuità dei turisti. Al tempio Raju è scambiato per un saggio dotato di poteri divini dall’umile Velan del vicino villaggio, che subito ne parla agli altri. Raju accetta la parte perché gli abitanti del villaggio gli portano da mangiare. I suoi guai ebbero inizio quando arrivò l’archeologo Marco. Raju s’invaghì di sua moglie Rosie, una danzatrice fallita, e riuscì a sedurla; ma un giorno Rosie confessò tutto a Marco e questi se n’andò lasciandola lì. Raju non ebbe altra scelta che prenderla con sé, nonostante le rimostranze della madre. Al tempio vengono i fedeli a chiedergli il miracolo della pioggia: Raju è frainteso e si sparge la voce che intenda digiunare per dodici giorni onde portare la pioggia. Raju deve accettare suo malgrado la parte perché smettono semplicemente di portargli da mangiare. Rosie si rivelò la sua rovina. In breve Raju perse i clienti e gli amici. Un giorno lo zio venne a portarsi via sua madre. Raju, testardo, riuscì però a fare di Rosie una stella della danza. Per qualche tempo le tournée di Rosie consentirono alla coppia di vivere agiatamente. Ma un giorno arrivò un telegramma per Rosie: onde farle avere certi gioielli che le spettavano, doveva firmare un documento. Raju, temendo che il ricordo di Marco le causasse un trauma, falsificò la sua firma e rispedì il documento. Qualche giorno dopo fu arrestato e al processo condannato a due anni di carcere. Al tempio sono arrivate anche la stampa e la televisione e del suo caso s’interessa il governo. Ormai Raju è condannato ad impersonare il santo, anche se confessa a Velan la verità sul suo passato. Le sue condizioni peggiorano rapidamente e un giorno crolla (morto?) nel fiume avendo la visione della pioggia. Allegoria un po’ criptica dell’uomo corrotto e cinico che è messo alla prova da Dio. Non si pente ma accetta fatalisticamente il suo destino.

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