The History of Literature. %: biography, bibliography, reviews, links

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(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )

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Uno, nessuno, centomila

Vitangelo Moscarda scopre un giorno come l'immagine che lui ha di se' stesso sia diversa da quella che gli altri hanno di lui, come egli sia, contemporaneamente, uno, nessuno e centomila Moscarda. Meta del libro e` una speculazione su questo tema, mentre la restante parte e` il racconto del conseguente sgretolamento della personalita` di Moscarda, a cominciare dalla decisione di chiudere la banca paterna per non essere piu` un usuraio agli occhi degli altri sino alla miseria (in ospizio) ed al processo per tentata violenza ad un'amica della moglie. La prima parte si dilunga troppo su un tema banale, quasi adolescenziale, mentre la seconda e` del tutto immotivata ed improbabile.


I vecchi e i giovani

A Girgenti, in Sicilia, vivono i tre gia` anziani nobili fratelli Laurentano: il principe Ippolito (ancora fedele al passato borbonico, tanto da tenere una guardia in divisa d'epoca), don Cosmo (fedele, invece, alla figura del padre Gerlando, esule del Risorgimento), e donna Caterina (ripudiata dal principe perche' sposa d'un martire dell'Unita`, Stefano Aurite, uno dei Mille). Con don Cosmo vive Mauro Mortara, un altro ex garibaldino che udi` le ultime parole di Stefano, ed e` ferocemente affezionato all'Italia unita. Donan Caterina ha un figlio, Roberto, che cerca di continuare in politica l'opera paterna, e percio` si presenta come candidato alle elezioni. Il principe don Ippolito sposa Adelaide Salvo, sorella del ricco Stefano, padrone tra l'altro delle zolfatare in cui si manifestano i primi torbidi socialisti; sua figlia Daniella e` innamorata sin da bambina dell'attuale ingegnere delle zolfatare, Aurelio Costa. Alle elezioni vince Ignazio Capolino, il candidato appoggiato da Salvo; la moglie del nuovo deputato, Nicoletta, e`, d'altronde, l'amante di Salvo, praticamente vedovo di una moglie pazza.

Intanto, a Roma cova la tragedia. Tra i tanti scandali dell'epoca ce n'e` uno in cui e` coinvolto Corrado Selmi, per il quale Roberto Auriti s'e` fatto prestanome. Nonostante gli amici tentino di salvarlo, viene arrestato: Selmi si suicida, scagionandolo, ma la madre Caterina ne muore di crepacuore; contemporaneamente Salvo manda Aurelio Costa a domare la rivolta della zolfatare, e, pur d'impedire il matrimonio di questi (da lei respinto in gioventu`) con Daniella Salvo, Nicoletta Capolino fugge con lui, ma vengono entrambi uccisi dalla folla imbestialita; Daniella quasi ne impazzisce, e a nulla vale il tentativo di darla all'affettuoso ed onesto Nini` (col cui matrimonio la famiglia spera di riparare i molti debiti): Daniella riprende a sorridere, ma si ostina a chiamare "Aurelio" il fidanzato.

Testimone di tutto e` il patetico Mortara, che va a Roma piangendo di commozione al pensiero di vedere la capitale d'Italia e vi scopre la corruzione dei governanti; tornato deluso e sconfortato nel suo angolo di ricordi in Sicilia, va a morire con le medaglie garibaldine sul petto a fianco dei soldati italiani che reprimono l'insurrezione popolare, ucciso proprio da quei soldati.

Lento ed impacciato, con qualche solitario spunto efficace (la pazzia di Daniella, la morte di Mortara, la pazzia cosciente del principe Ippolito, l'egoismo insensibile di Salvo), racconta una storia banale di personaggi banali. Infinitamente meno lucido dei "Vicere'", si salva soltanto quando recita Mortara.

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