Thomas Pynchon
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Crying of Lot
Oedipa Maas, sposata con il disc-jockey Mucho (Wendell) Maas, viene lasciata dal ricco Pierce Inverarity in carica d’eseguire il suo testamento con l’avvocato Metzger. Oed era stata la sua amante. Il suo psicanalista è un tedesco, Roseman Hilarious, e la consiglia d’accettare l’incarico. Oed e Metzger fanno l’amore appena s’incontrano in un’orgia esilarante, che ha per testimoni i membri dei Paranoid, un complesso beat. Oed, oppressa da una sensazione di mistero, conosce Mike Fallopian, membro d’una società dedicata a Peter Pinguid, un russo che attaccò la baia di San Francisco durante la Guerra Civile, e, nel locale dei beat, vede per la prima volta un marchio e la scritta WASTE. Fallopian è il primo a parlarle di un sistema postale alternativo a quello ufficiale. A teatro assiste ad una tragedia italiana del Settecento, che si conclude con la parola Tristero, il cui regista, Randolph Driblette, s’è ispirato nell’allestimento a qualche fatto più recente; la tragedia ha a che vedere con il sistema postale di Thürn und Taxis, a quel tempo in vigore in Europa. Il gangster mafioso Manny Di Press sequestra la barca su cui si trovano loro ed i Paranoids per sfuggire agli inseguitori: ha tempo di raccontare loro che Pierce faceva il carbone con le ossa dei morti, e ne aveva comprate tonnellate dal boss Tony Sagnar, il quale sapeva dove trovarle, perché durante la Seconda Guerra Mondiale aveva assistito ad un massacro in Italia. Un operaio della fabbrica di Pierce le parla dell’invenzione di John Nephastis, che è riuscito ad inventare il moto continuo sfruttando l’energia mentale, ma lo scienziato si rivela un pazzo completo. Fra i pensionati della fabbrica Oed incontra per caso l’anziano nipote dell’unico sopravvissuto d’una rapina al pony express d’un secolo prima, compiuta da misteriosi uomini mascherati, probabilmente sicari d’un corriere rivale. Nella collezione di francobolli di Pierce si scoprono diversi falsi che portano il misterioso marchio di WASTE; infine, Oed scopre che la posta alternativa circola usando come cassette postali i cestini della spazzatura (waste). Oed mette insieme i pezzi del puzzle: il sistema waste aveva combattuto con il suo marchio i Thürn un Taxis in Europa, poi s’era trasferito negli U.S.A. ed aveva combattuto il Pony Express, ed ora prolifera in California. Improvvisamente si sente circondata dal famigerato marchio; ossessionata va a chiedere aiuto allo psichiatra, ma scopre che è impazzito: è convinto che gli israeliani vogliano rapirlo, perché durante la guerra lavorò in un campo di concentramento per far impazzire gli ebrei facendo loro delle boccacce. Anche Mucho, ormai inebetito dall’LSD, non sta bene. Metzger scappa con la ragazza di uno dei musicisti beat, il libraio che ha venduto il testo della tragedia dà fuoco al suo negozio, l’attore si uccide. Oed avverte un complotto per eliminare testimoni. Dal professor Bortz apprende la storia del feroce bandito spagnolo Tristero, che dichiarò guerra ai Thürn und Taxis, storia conservata negli archivi vaticani. Il mistero si spinge indietro nel tempo, ad oscure manovre politiche del tardo Medioevo. Mike Fallopian insinua che tutta la storia sia una gigantesca messinscena del defunto per usarla, una sorta di colossale depistaggio. Oed scopre il significato di WASTE: We await silent Tristero’s empire. Ma scopre anche che tutti erano sul libro paga di Pierce, che il negozio bruciato ed il teatro appartengono alla società di Pierce; adesso le notizie su Tristero le piovono addosso, sempre più contorte ed inquietanti. Mentre giunge notizia che un libraio misterioso, sospettato di essere l’emissario di Tristero, ha fatto un’offerta segreta per l’asta dei francobolli falsi, Oed scopre che Pierce ha lasciato un’eredità che, di fatto, è l’intera America. Cospirazione, messinscena od allucinazione? Il romanzo si chiude quando inizia l’asta dei francobolli, ed Oed ha deciso di smascherare l’inviato di Tristero. Giallo nel giallo, e spaccato dei Sixties beat-droga, il romanzo non ha senso al di fuori delle coincidenze che lo costituiscono.
Vineland
Zoyd Wheeler Hubert è un reietto degli anni Sessanta che vive in California, separato dalla moglie Frenesi Margaret ma tutore della figlia Prairie; è famoso perché, ripreso dalle televisioni locali, s’esibisce, una volta all’anno, nel salto dalla finestra. In occasione del salto si fa viva una sua vecchia conoscenza, Hector Zuniga, un agente della DEA, che vuol sapere dove si trova sua moglie, che, forse coinvolta in pericolosi giri dell’estrema sinistra, lo lasciò per l’agente Brock Vond, spietato persecutore della sinistra; a sua volta, Hector è perseguitato dal dr Deeply, d’uno strano manicomio, che lo considera un caso incurabile. Fra i suoi amici si contano Van Meter e gli altri membri del complesso Corvairs, in cui suonava da giovane: l’unica a sapere dove si trovi realmente Frenesi è sua madre Sasha; Zoyd ricorda quando lavorava per l’aviolinea Kahuna, in rotta per le Hawaii, e gli aerei venivano sistematicamente attaccati dagli UFO, che rapivano alcuni passeggeri. Una volta Zoyd salvò uno di essi, Takeshi Fumimota, suonando una nota che inibiva e confondeva gli alieni: quel giapponese gli diede un biglietto da visita pronosticando che un giorno Zoyd, bisognoso d’aiuto, se ne sarebbe ricordato; Zoyd dà questo amuleto a sua figlia. Frenesi vive con Fletcher (o Flash) ed il loro figlio Justin: paga con la clandestinità i servizi resi alla polizia, perché questa non ha mantenuto la promessa di proteggerla (Brock finì per impazzire). Le vite di Frenesi e Flash si sono svolte all’interno d’un mondo di disordini studenteschi, di repressione, di cospirazione: è, infatti, un’ora culminata nel Watergate, che per loro sancì l’inizio della clandestinità; sono vissuti a lungo d’aiuti del governo, ma Reagan, il nuovo presidente, ha tagliato i fondi ai programmi d’aiuti ed anche loro sono venuti a trovarsi senza sostentamento. Al matrimonio di Gelsomina, figlia di Ralph Wayvone, Prairie incontra Darryl Louise Cahstain, che possiede un apparecchio in grado d’individuare carte da visita di Takeshi e si presenta come una sua amica, nonché amica di Frenesi. DL dice a Prairie che, probabilmente, Brock Vond sta ancora dando la caccia a Frenesi e, non trovandola, tenterà forse di sequestrare lei, Prairie, per riscattare Frenesi, ma perché? DL non risponde. DL e Pairie, volendo trovare Frenesi prima che la trovi Brock, si recano al ritiro montano delle monache Kunoichi, una sorta di comune religiosa hippy, dove sono conservati i file su Frenesi. Quando DL lo conobbe, Ralph Wayvone era a caccia di Brock Vond, ed offerse proprio a lei un contratto per ucciderlo: lei non aspettava altro, avendo Vond distrutto la vita di tanti suoi amici, ma si tirò indietro all’ultimo momento. A quei tempi Vond era passato dalla caccia ai comunisti alla guerra contro la droga, e DL era una bella ragazza molto richiesta dai giapponesi, che arrivarono a rapirla e venderla all’asta; nello stesso periodo, a Tokyo, Takeshi indagava la misteriosa scomparsa d’un edificio della Chipco, al cui posto era rimasta solo una gigantesca impronta animale. Era sospetto che, pochi giorni prima, il professor Wawazume avesse aggiunto una clausola per assicurare l’edificio contro ogni forma animale; mentre indagava, Takeshi venne rapito da Vond, a sua volta in missione, e trasportato in un club privato come sosia di Vond, cui somiglia molto: lì DL (controllata via video da Wayvone) attendeva Vond per ucciderlo con una tecnica di solo contatto, ma s’accorse in tempo dell’errore. Andò allora a rifugiarsi dalle sorelle Kunoichi, ma Takeshi, alla ricerca dell’antidoto, la raggiunse in quella specie di monastero californiano: la capa del monastero, sorella Rochelle, inflisse a DL la punizione di servire Takeshi per un anno, sia pure senza sesso; nel frattempo, Takeshi aveva appreso che i laboratori medici avevano appurato trattarsi d’un dinosauro, e che il suo partner Minoru era stato rapito. Chi aveva rapito Minoru ora era sulle sue tracce; DL e Takeshi errarono, così, per la California, in particolare per la zona abitata dai Thanatoid, sorta di TV-dipendenti più morti che vivi. Dal racconto di DL e Takeshi, Prairie apprende che sua madre partecipò all’omicidio d’un militante di sinistra: tanto la sua relazione con Vond quanto questo fatto farebbero pensare che Frenesi fosse agente della repressione antistudentesca. Il racconto passa di continuo dal tempo presente a diversi tempi passati, da una frase all’altra: è permeato da uno spirito picaresco, che porta i protagonisti a vagare in questa specie di Vineland popolata di reietti, sbandati ed ambigui, che è un po’ una parodia della Wasteland di Eliot. Attraverso le testimonianze di DL ed alcuni film girati ai tempi, Prairie può ricostruire gli ambigui eventi che portarono sua madre ad essere coinvolta nella morte di Weed Atman, leggendario attivista del College del Surf, di cui lei stessa era affascinata benché già amante di Vond; Atman era uno dei Thanatoid e, secondo Frenesi, s’era venduto all’FBI ed aveva tradito tutti i compagni di battaglia. In realtà, Frenesi agiva per conto di Vond, con l’obiettivo di rovinare la reputazione del rivoluzionario. Alcuni esponenti del movimento rivoluzionario, infatti, rapirono Atman per processarlo: durante l’interrogatorio uno di loro esplose accidentalmente un colpo di pistola e l’uccise; iniziò, allora, la fuga di Frenesi e degli altri, una sorta di on the road picaresca kerouaciana attraverso l’America alternativa. Finito d’esaminare tutte le pellicole che documentano quel passato, Prairie è ancora incerta sulle responsabilità di sua madre, e sulla ragione per cui Vond sarebbe nuovamente alla sua ricerca. Nel circolo dei reduci della Sinistra, di cui VL è il centro, alcuni pensano che Reagan, il nuovo presidente, voglia riprendere la repressione laddove s’era interrotta, ed altri pensano che Von sia semplicemente un perfido aguzzino. Frenesi fuggì e cercò di mimetizzarsi nella folla, sposando l’umile Zoyd Wheeler, hippie e musicista rock in uno scalcagnato complesso, mettendo al mondo una figlia (Prairie, appunto) e trasformandosi, così, da cineasta militante a donna di casa; ma, da un lato non riuscì a sopportare la bambina, dall’altro Vond la trovò. Per metà fu rapita con la forza da Vond e per metà abbandonò disgustata il focolare di Zoyd; non contento, Vond volle che Zoyd non tentasse mai più di riprendersi la donna, né di farsi trovare da lei, e andò a minacciarlo d’arresto perpetuo se non fosse scomparso: fu così che Zoyd dovette trasferirsi nella Vineland e far perdere le sue tracce a Frenesi. Fin qui il romanzo è stato soltanto un lungo flashback per spiegare la situazione del primo capitolo. Mentre la polizia perquisisce e mette a soqquadro lo studio di Takeshi e gli archivi cinematografici, Hector, evaso nuovamente dall’ospedale, raggiunge Frenesi a Las Vegas, dove questa, rimasta senza sovvenzioni governative, lavora come cameriera in un casinò e la convince ad andare a trovare Prairie. Frenesie, il marito Flash ed il figlio Justin arrivano nel bel mezzo di un’operazione d’arresti e sequestri ai danni della comunità di reduci dei Sixties, che non risparmia neppure la casa di Zoyd: a dirigerla è Vond in persona, più invasato che mai. Frenesi incontra prima la madre Sasha, poi la figlia Prairie; quest’ultima incontra Weed, resuscitato, sotto le spoglie d’un Thanatoid, e Void, che tenta di rapirla: proprio in quell’istante giunge l’ordine di Reagan di sospendere le operazioni. Vond decide di proseguire da solo e s’inoltra nella terra dei Thanatoid, perdendo la sua identità corporale. Takeshi e DL annullano il patto che, da anni proibiva loro d’aver sesso. Pop culture, storia politica, parodia di thriller.
Gravity's rainbow

L'azione si svolge a Londra durante i blitz nazisti: i missili scagliati dal continente s'abbattono sulla città inerme, seminando l'angoscia ed il terrore. I V2 acquistano un significato metafisico, che travalica l'effettivo pericolo incombente.

I personaggi che s'aggirano in quest'universo, in cui l'ordine è mantenuto dall'ordigno, sono grotteschi: Capt. Pirate Prentice è famoso per le banane, soprattutto per le colazioni, che spartisce con l'amico convivente Teddy Bloat; Tyrone Slothrop e Tantivy lavorano nell'Achtung, una specie di servizio segreto od agenzia d'investigazione coinvolta in un giro semispionistico; Roger Mexico riceve i microfilm preparati da bloat ed esegue delle elaborazioni statistiche per conto del PISCES, un organismo di ricerca psicologica, capitanato dallo psicologo Pointsman, un pavloviano convinto che nella mente umana ci sia un interruttore che può avere soltanto due valori: sesso o morte; Jessica Swanlake è la sua ragazza.

Speculazioni scientifiche, vita militare, rivalità professionali, s'intrecciano senza senso apparente; il linguaggio è inventivo, tecnico, giornalistico, intellettuale, diretto, ricco ed immaginativo, caotico e dinamico. L'oggetto della loro speculazioni è proprio Slothrop, un infallibile donnaiolo che ama segnare su una mappa i luoghi delle sue conquiste sessuali; quella mappa coincide con la mappa di Mexico, che riporta i punti in cui sono caduti i V2 tedeschi; fra le erezioni di Slothrop e le bombe esiste una relazione, ma gli scienziati sono in disaccordo.

La spia che passa informazioni agli alleati è Katje, una bella olandese che è anche l'amante del Cap. Blicero e vive con un adolescente, Gottfried, anch'egli oggetto di rapporti sessuali (anali ed orali) del capitano.

II. Durante una vacanza in Francia, Slothrop comincia a rendersi conto d'una macchinazione contro di lui: i suoi l'abbandonano nelle mani di Katje; mentre l'intrigo s'infittisce, la fauna psicosessuale s'arricchisce di nuovi esemplari: l'anziano brigadiere Pudding, invaghito d'una misteriosa prigioniera che lo fa denudare, gli urina in bocca e poi gli dice di masturbarsi (nessun nome, ma s'ispira a Cpt. Blicero e Gottfried).

Gli episodi sorgono come da una nebbia onirica, bruciano veementi, ribollenti, traboccanti di parole, e poi scompaiono d'improvviso nello stesso alone, psicodramma di nevrosi universale.

III. La guerra è finita: Slothrop (americano) e Tchitcherine (sovietico) s'aggirano nella "Zona", l'area in cui i tedeschi stavano costruendo il "Razzo": l'area è abitata da una popolazione della Namibia, gli Herero, denominati dai nazisti Schwarzkommando e capitanati da Enzian. Tchitcherine ha dei motivi personali per dare la caccia agli Herero: Enzian è suo fratello, anche se l'uno è nato nell'Asia Centrale e l'altro nell'Africa del Sud-Ovest. Servizi segreti ed odio personale del sovietico complicano il ritorno alla normalità. Slothrop conosce Greta Edermann, un'ex attrice masochista, talmente abituata ad essere frustata da esserne diventata dipendente, in cerca della figlia Bianca, concepita durante le riprese d'un film la cui visione eccitò lo scienziato nazista Pokler la notte in cui fecondò la moglie Leni. Pokler aveva lavorato ai piani segreti per i razzi nazisti, pedina passiva del loro gioco, incapace di capire ed impotente a reagire. Motivato dalle visite annuali della figlia Jesen, che i militari gli mandavano in segno di ricatto, e con la quale aveva anche rapporti incestuosi, che accrescevano i suoi dubbi sulla sua paternità, aveva lavorato fino alla fine chiuso nel laboratorio, e soltanto poco prima della disfatta s'era reso conto di cosa succedeva a pochi metri di distanza: i reclusi d'un campo di concentramento venivano lasciati morire di fame, oppure ammucchiati nei forni crematori, e Ilse era una di loro.

I fati dei personaggi sono intrecciati in maniera casuale ma fittissima: sono piccole coincidenze (d'ogni personaggio Pynchon dà una biografia che ne descrive un passato indipendente dal resto della trama) che li scagliano l'uno contro l'altro come pezzi di ferro magnetizzati all'improvviso.

Slothrop scappa da chi lo vuole "usare", sperimentare sul suo corpo; vagabonda per le rovine di Berlino travestito da Rocketman (supereroe dei fumetti), come un paranoico in preda ad un incubo, accompagnando Greta alla ricerca della figlia Bianca (o della propria identità), come in un viaggio dantesco nei gironi infernali delle rovine, morali e materiali, della civiltà. L'indagine condotta nella Zona ha l'anelito metafisico medievale d'una feticistica "quest for the Graal", dove il calice sacro è sostituito dal mitico Razzo; la metafisica è, però, tecnologica.

Trovano la bambina nel bel mezzo di un'orgia, e così Slothrop apprende che, in realtà, Greta è stata una pornodiva e che sta avviando la figlia adolescente alla carriera di pornoninfa. Depravazione totale a bordo del battello (p. 537-546).

Le vicende degli Herero, intrighi da Guerra Fredda fra russi (Tchicherine) e gli americani (Slothrop), apparizioni erotiche, reietti nazisti, trasposizioni di personalità (ossessioni come Katje e Blicero che ritornano sotto altre spoglie), tutta la minuzia di cose e gesti casuali, il mito del Razzo, si confondono in un delirio dirotto, un'esplorazione di frasi in tutte le direzioni, con continui cambiamenti di soggetto all'interno dello stesso ambiente, una scultura pop in movimento, un concitato accavallarsi d'eventi senz'apparente senso ma che coinvolgono emotivamente i personaggi al massimo grado della loro tensione (poiché si tratta principalmente di eventi che sollecitano le loro inconsce frustrazioni, contratte nel momento saliente della loro infanzia o giovinezza), un torrente di dettagli descrittivi estremamente incisivi (ridondanti d'aggettivi, dead-white, night-blind, verbi al limite del colloquiale), nomenclatura fittissima, concatenazione degli eventi da incubo.

Attraverso avventure contorte, la fuga/peregrinazione/quest di Slothrop (braccato dai sovietici e dalle sue allucinazioni) in costume da maiale, finisce al campo dove l'aspettano i chirurghi incaricati da Pointsman d'asportargli i testicoli, ma sbagliano uomo, e castrano il Maggiore Marvy, cui spetta il merito d'aver catturato Slothrop. La trama attorno alla vicenda del disgraziato è fitta e confusa, con decine di personaggi che s'inseguono e si studiano come in un thriller anni Trenta, tutti avvolti in una nebbia metafisica che emana da un mitico passato (il Razzo, la Zona, la Swastika, il Mandala degli Herero, la Luce Kirghisa); al polo opposto della storia c'è sempre il russo Tchitcherine, anche lui braccato in qualche modo dai suoi, ma a sua volta alla caccia di Enzian e di Slothrop: perseguitati, paranoici in perenne fuga, e a loro volta alla ricerca d'una verità, un mistero; le conversazioni sono in americano quotidiano, ceto medio-basso, ma con una quantità di riferimenti a persone ed avvenimenti che le rende crittografiche.

IV. Slothrop vaga sulle montagne e, adesso che la guerra è finita e Jessica l'ha lasciato, Roger Mexico decide d'andare ad aiutarlo. Comincia a capire che Pointsman è la mente dietro tutto l'intrigo e che tutti (Katje, Prentice, Jessica) sono stati usati per i suoi scopi misteriosi: furibondo, irrompe durante una riunione, orina sul tavolo e poi fugge facendosi scudo con Pointsman stesso.

Slothrop, Mexico, Katje sono tutti dei paranoici, degli insicuri ossessionati dai fantasmi dei loro persecutori (Pointsman e Blicero, figure tetre e granitiche) ed uniti dal fatto che i persecutori appartengono ad un medesimo disegno, nebuloso e frammentario ma unico ed estremamente potente; sono tutti più o meno feticisti e sessuofobi, le loro azioni sono avvolte nella penombra dell'incubo allucinogeno, squarciati da intensi ed improvvisi riverberi del passato. La loro paranoia ha due sintomi: il feticismo, che ci attira verso qualche oggetto (il Razzo, la White Visitation, ecc.) e la confusione di diverse persone che nella loro mente si sovrappongono ad un'unica immagine, sorta di sdoppiamento indotto della personalità (Leni/Greta, Bianca/Ilse, e così via: quasi tutti i cento personaggi sono, in qualche momento, confusi, accomunati e sovrapposti, dal punto di vista del protagonista del capitolo, con qualcun altro, come se le personalità disponibili fluttuassero ed oscillassero fra due o più corpi, invece che essere fissate ad un corpo solo). Ogni capitolo cambia personaggio-guida, alla "Orlando furioso", e ci vuole sempre un po' a capire che è lo "He" di turno; ma qui, rispetto all'"Orlando furioso", i personaggi non si muovono nello spazio, sembrano muoversi soltanto nel tempo; i periodi sono fitti intrichi di pura loquacità, dettagli d'azione, metafore, descrizioni poetiche, accumuli di particolari di vita americana (star di Hollywood in pose celebri, monumenti, città), riferimenti storici alla Germania nazista ed un po' di tutto il resto [detriti di civiltà consumista, termini stranieri, nomi a dirotto di personaggi, aggettivi e sostantivi maiuscoli a mitizzare e feticizzare, flashback, oggetti, luoghi, persone, parentesi, interiezioni, contrasti, ritorni, affreschi ridondanti e virtuosistici del paesaggio naturale ed umano al limite del delirio e del barocco, torrenti di frasi separate da virgole in stile giornalistico aggressivo e ad effetto, logorroico, colloquiale, statement filosofici, complessi grovigli d'aggettivi e gerundi senza significato, astrattismi, considerazioni con pause improvvise in cui il narratore diventa la coscienza del protagonista e pone domande che possono sempre essere ricondotte a "cosa sta succedendo?"; tecnologia, fantasia pura, riferimento mitico, aggetivo maiuscolo, nome di persona, gerundio, luogo, persona, virgola per inciso: il tutto costituisce una frase] trattato alla rinfusa, ma con il tono di chi sta seguendo un filo razionale.

Luoghi e persone, sigle, parole comuni enfatizzate maiuscole stabiliscono il ritmo mitico del libro; Pynchon usa un vocabolario sterminato, fa ricorso a tutti i verbi latini ed anglosassoni ed a tutto lo scibile umano, colto e popolare, un catalogo infinito di riferimenti.

Intermixed, strofe di poesia, esclamazioni, testi di canzoni; cambia luogo e personaggio con una disinvoltura impressionante, per cui tutto rimane sempre come incompiuto. E digressioni oniriche vivide ma incoerenti rimettono continuamente tutto in dubbio: novecento pagine ricchissime e convulse, il deliquio d'uno scrittore che ha intravisto una storia moderna nel marasma della folla e ha raccontato ciò che riusciva a vedere in quella storia in quel caos circostante; con i suoi sbalzi di tono, con le massacranti discontinuità del discorso (un'immagine porno diventa, dentro la mente di Slothrop, un incubo psicoanalitico e due righe dopo è già una deità adorata dalle popolazioni orientali).

IV. Da pag. 785 alla fine racconta per capitoletti con titolo centrale: l'ultimo capitoletto è una digressione pseudoscientifica sull'Imoplex-G, il materiale plastico che provoca erezioni da cui Slothrop è stato condizionato. L'accostamento di frasi di tonalità diversa (domanda filosofica, descrizione d'un gesto banale, ispezione mentale, volo di fantasia, intrusione d'un luogo o d'una persona, ecc.), ha l'effetto deragliante d'un brano musicale dissonante, stordendo al tempo stesso il lettore, che, impossibilitato a seguire un filo logico, deve lasciarsi andare, trascinare dalla corrente, dal flusso delle immagini e pensieri.

Tchitcherine viene raggiunto a sua volta dagli agenti segreti che l'inseguivano e capisce d'essere stato sfruttato anche lui per altri scopi (gli hanno lasciato continuare la sua caccia personale finché li ha portati sulla pista giusta, ora la rispediscono in Asia Centrale).

Moby Dick, Ulisse, Orlando furioso, i trattati allegorico- teosofico-scientifici del medioevo, la Bibbia; romanzo picaresco ed apocalittico che intesse una complessa mitologia del caos morale e materiale dell'era moderna.

L'Odissea biblica degli Herero (parafrasi della Creazione e dell'Apocalisse, dove il uovo essere è il Razzo) è al termine: ormai il Razzo ha un significato sovrumano e molteplice, ma rappresenta in sostanza la follia tecnologica della nostra epoca in tutte le sue varianti d'anelito cosmico, fascino dell'ignoto, magia, cabala, suicidio nucleare. Alla fine della guerra gli Herero l'hanno nascosto e protetto, hanno continuato a lavorarci, ed ora è pronto; Tchitcherine li ha finalmente raggiunti. Collasso teosofico: il messia (Slothrop), il tempio (la Zona), la croce (il Razzo), trasfigurati in un fumetto (Rocketman)/epica cavalleresca (Graal).

Le ultime venti pagine sono intrise di magico, edipico, cartomantico (i personaggi stessi sembrano diventare carte del gioco dei Tarocchi), freudiano (fallismo). Pynchon perde il controllo, tutti gli elementi della sua misura stilistica debordano: p. 877 è affollata da personaggi dei fumetti. Totalmente incomprensibile: un Ulysses pop. Descrive per fotografie d'allucinazioni: il Razzo (Slothrop stesso?) sulla rampa di lancio; il conto alla rovescia; gli ultimi ordini in tedesco di Blicero; l'ascesa del missile nel cielo, "promessa, profezia d'una fuga", gli ultimi istanti nel cinema dove il Razzo sta per cadere (la frase finale è interrotta).

Prima di questo "gran finale" un giornalista ha dato le ultime notizie note su Slothrop: si suppone che frammenti di Slothrop siano caduti e cresciuti in persone, la sua ultima foto sarebbe quella del suonatore di kazoo sulla copertina del disco d'un complesso inglese degli anni Sessanta.


V

1. Benny Profane, un ex marinaio, si trasferisce a New York con Paola Maijstral, una giovane cameriera sposata a Malta da Pappy Hod, un amico di Profane, ed ora separata. Lì incontra di nuovo Raquel Owlglas, ora impiegata in un'agenzia di collegamento, che anni prima l'aveva sconvolto guidando, sulla costa, un'auto a tutta velocità.

2. Raquel e Paola dividono un appartamento con Esther Harvitz; il gruppo di ragazzi e ragazze che frequentano s'è soprannominato "The whole sick crew": ad uno dei loro party Raquel viene corteggiata da Herbert Stencil, un avventuroso ossessionato dal mistero della morte del padre, Sidney. Questi morì a Malta nel 1919, mentre stava svolgendo un'indagine, e, nella sua ultima nota, nominò una donna di nome "V."; ora quella "V" gli rovina il sonno. Vive nell'appartamento di un egittologo, Bongo Shaftsbury, figlio di Eric, un egittologo che fu amico di Sidney e che uccise in duello Porpentine, un collega di Sidney.

3. I fatti che portarono a quella sparatoria vengono rivissuti attraverso otto personaggi occasionali (un cameriere, un miserabile, un bigliettaio, una donna di servizio ecc.), che, ad Alessandria d'Egitto, assistettero al misterioso intrigo ordito dal grasso Goodfellow e l'anziano Porpentine, due anarchici inglesi, per assassinare, durante una festa al consolato austriaco, Sir Alistair Wren, parlamentare inglese: Good fellow cerca di sedurre sua figlia, Victoria Wren, una fervente cattolica, con una sorellina di nome Mildred, ma deve confrontarsi con il suo amante, Hugh Bongo- Shaftsbury.

Questi personaggi ed il commerciante di gioielli Lepsins sono coinvolti in torbidi eventi, che i vari testimoni osservano con sospetto. Per quanto inutili ai fini della storia, i testimoni sono descritti con attenzione (passato, professione, abitudini, personalità): alle 3 di notte un inglese cerca d'arrampicarsi fino alla finestra d'un appartamento convinto che lì Goodfellow ed una ragazza stiano facendo l'amore, e, all'arrivo del ladro, crede si tratti di Bongo-Shaftsbury; Goodfellows è certamente l'amante di Hanne, una ragazza tedesca che lo è stata di Lepsius e che ascolta un dialogo sospetto fra questi ed un altro, durante il quale ripercorre spesso il nome d'un luogo, Fashoda; infine, nel profondo della notte, due uomini ne uccidono un terzo in un vicolo.

4. Esther ha un complesso per via del suo naso ebreo. Profane la presenta a Schoenmaker, un chirurgo che ha imparato a ricostruire nasi in guerra; così Esther si fa rifare il suo e poi fa l'amore con il dottore (il tutto raccontato con una quantità di trivia e di dettagli spropositata, e flashback del tutto inessenziali, con un'insopprimibile vena d'ironismo).

5. Profane s'inoltra nelle fogne dietro una nuova traccia: la leggenda d'un eremita che vi si era ritirato e che era stato tentato da una topa di nome Veronica; la fogna è infestata dagli alligatori, e, sparando, Stencil si colpisce di rimbalzo ad una natica. Il romanzo sembra più una raccolta di racconti: fra un capitolo al successivo c'è spesso uno sbalzo totale.

6. Stencil dice al dentista Eugenvalne d'essersi convinto che la misteriosa V. fosse stata in qualche modo in relazione con una delle tante cospirazioni che ebbero luogo negli ambienti diplomatici prima della Grande Guerra, in questo caso a Firenze.

I. Nel 1899 Evan Godolphin, figlio del celebre ufficiale navale, arrivò a Firenze per ritrovare il padre. Forse perché afflitto da senilità, l'anziano eroe si macera nel ricordo del fallimento di un'importante missione nella mitica località di Vhiessu.

II. Un mercante d'arte, Mantissa, ed il suo sicario Cesare si rivolgono a Il Gaucho, un ambiguo contatto con gli immigrati venezuelani e con i liberali di laggiù, affinché rubi dagli Uffizi la "Nascita di Venere" di Botticelli.

III. Dopo essere stata sedotta da Goodfellow e da altri tre, Victoria Wren, diseredata da padre, è diventata una donna di mondo; viene avvicinata in una chiesa da Hugh Godolphin, che, spaventato a morte, le blatera alcuni ricordi di Vhiessu; qualcuno (nemici) l'aspetta fuori. Invano lei gli offre di portarlo dal console.

IV. Nell'appartamento Evan trova una nota del padre che gli dice d'essere stato scoperto, e gli dà un appuntamento in una birreria; nell'andarsene prima rischia di morire in un incidente probabilmente provocato e poi viene arrestato dalle guardie.

V. Il consolato venezuelano è inquieto: sa che Gaucho sta tramando e sobillando un'insurrezione contro di loro; decide perciò di chiedere alle autorità italiane di fermarlo. Il Gaucho viene arrestato negli Uffizi e condotto dagli inglesi. S'aspetta d'essere interrogato o sull'insurrezione o sul furto che sta preparando: invece gli chiedono di Vhiessu, e lui si rifiuta di rispondere.

VI. Godolphin va a cercare aiuto da Mantissa, suo vecchio amico; insieme si recano ai rispettivi appuntamenti nella stessa birreria.

VII. A condurre le indagini su Vhiessu è Sidney Stencil, che ha fatto rinchiudere sia Gaucho sia Evan

VIII. Sul complotto regna, nelle file del controspionaggio italo-inglese, la più totale confusione: alcuni credono che Godolphin sia Gadruffi, un fioraio asservito a Mantissa, altri che Vhiessu sia il nome in codice del Venezuela, altri ancora che Vhiessu e il vulcano Vesuvio, sotto il quale si sta scavando in segreto una fitta rete di tunnel.

IX. Il vecchio Godolphin è ancora tormentato dal ricordo di ciò che vide a Vhiessu: quel luogo misterioso è in qualche modo connesso al Male, è il paradiso del male. Per fuggire lontano da quel luogo terribile, l'ufficiale andò a scoprire il Polo Sud. ci arrivò, ma scoprì che qualcuno aveva nascosto nel ghiaccio una scimmia ragno di Vheissu. Terrorizzato, se ne tornò indietro facendo credere d'aver fallito la conquista del Polo.

X. Tutti s'incontrano alla birreria. Evan s'innamora di Victoria; Gaucho lancia l'attacco contro il consolato venezuelano, poi s'unisce a Mantissa e Cesare per tentare di rubare il dipinto; alla fine Mantissa ed i due Godolphin scappano su una chiatta.

8. I capitoli alternano passato e presente, ricostruzioni d'episodi avvenuti in Europa al principio del Novecento e cronache della Whole Sick Crew. Profane, licenziato dal lavoro nelle fogne, è in cerca d'un lavoro; Stencil, ormai ossessionato da tutto ciò che inizia con una V: Victoria, Venezia, Vhiessu, ed ora Verteltungwasse, l'arma a cui lavorò Kurt Mardangen, ora impiegato in una fabbrica di giroscopi.

L'unico filo che tiene assieme gli eventi è la cabala; il caso allinea nomi e luoghi e tutto s'allinea sulla base di coincidenze.

9. Kurt Mandangen racconta la sua storia: inviato in Sudafrica nel 1922 con un'apparecchiatura per studiare certi misteriosi disturbi radio, rimane coinvolto in una ribellione guidata da un certo Abrahan Morris, e deve rifugiarsi nella villa del veterano Foppol; lì una moltitudine d'espatriati, perlopiù tedeschi, partecipano ad un "party d'assedio", fra gli altri Vera Mandangen, una nazista debosciata accompagnata dal Luogotenente Weissman, suo amante sadomaso, entrambi esaltati dal fascismo, e l'anziano Godolphin, ancora ossessionato da Vhiessu. Vera e Godolphin parlano da vecchi affettuosi amanti, per loro Vhiessu è un ricordo dei bei tempi, irriproducibile, scaturito da valori ed ideali che non esistono più.

Alla fine dell'assedio Kurt abbandona quell'oasi di nostalgia e si rimette in marcia da solo.

10. A New York continua la vita della Whole Sick Crew, principalmente schermaglie e crisi amorose.

Profane lavora in una misteriosa Yoyodine coinvolta in misteriose ricerche sull'uomo. Stencil viene avvicinato da Paula, che gli consegna il manoscritto "Il manoscritto di Fausto Majstral".

11. La storia di Fausto si svolge durante l'assedio di Malta da parte degli italiani. In quel clima di guerra nacque e crebbe Paola, figlia sua e di Elena. Lui era un plurischizofrenico, reduce da un gruppo di poeti d'avanguardia; Elena Xenxi visse sotto l'influsso malefico di Bad Priest, una figura misteriosa che s'aggira per Valletta (un'altra V).

Il racconto è fatto in terza persona citando lunghi passaggi del diario di Fausto, ma a citarli in terza persona è proprio Fausto. Elena morì sotto le macerie, rivelando la sua vera identità. Una folla di bambini scoprì il corpo del Bad Priest imprigionato sotto una trave; invece d'ascoltare le sue suppliche e liberarlo, cominciarono a spogliarlo: scoprirono così che si trattava d'una giovane donna, e d'una donna artificiale (parrucca, occhi di vetro, ecc.). La smontarono pezzo per pezzo, squarciandole perfino il ventre per strapparle lo zaffiro che aveva al posto dell'ombelico, e Fausto stette a guardare senza intervenire (p. 321).

Demonismo e schizofrenia, doppleganger espressionista, scene crudeli; Fausto vive in un incubo continuato.

12. Ester rimane incinta e Raquel organizza una colletta fra la Whole Sick Crew per mandarla ad abortire a Cuba.

13. Stencil (che parla di sé in terza persona) decide che è ora d'affrontare direttamente la verità, ed organizza una spedizione a Malta, portando con sé Paola e Profane.

14. Nel 1913 l'attrice Melanie viene corrotta a Parigi da una lesbica di 33 anni, V., un concentrato di narcisismo e di libidini freudiane; quando Melanie muore per un incidente sul palcoscenico, V. scompare dalla circolazione.

15. Per convincere Profane a partire con lui, Stencil organizza un furto a casa di Eigenvalne, il dentista che è un po' lo psicanalista di Stencil, il suo alter-ego raziocinante.

16. Dopo un'avventurosa traversata dell'Europa, i tre giungono a Malta: mentre Paola ritorna dal marito, Stencil interroga Fausto Magistral, cerca di scoprire il nome del Bad Priest, segue la traccia d'un occhio di vetro.

Fausto non l'aiuta, sembra volerlo proteggere dalla verità; Stencil (che parla di sé sempre in terza persona) si domanda se Stencil non stia correndo verso la propria autodistruzione.

Pynchon dissemina il racconto di ridondanti macchiette in miniatura, descritte in un inciso e poi dimenticate per sempre, linee d'universo che incrociano per un attimo quella del protagonista di turno e che come tali vengono messi a fuoco d'improvviso per poi scomparire altrettanto rapidamente, per es. "Il frate fenice che alleva scorpioni giganti nelle gabbie di marmo che i Romani usavano per punire i loro concubini/e bambini/e", e gli altri citati en passant a pag. 417-8.

17. Alla fine della guerra, e, quindi, dell'assedio (1919), La Valletta è ancora sede d'intrighi internazionali; sull'isola aleggiano ancora miti atavici, come quello della strega seducente di nome Mara che trasformò l'harem d'un Sultano in una bolgia di lussuria, con concubine ed eunuchi votati ad estenuanti pratiche sessuali. Sidney Stencil riceve informazioni sulla cospirazione della spia Fausto Maijstral, ed apprende, dall'agente segreto Demivolt, che Veronica s'è stabilita in città con l'amante rimediato a Parigi nel 1913. Ora simpatizza con i fascisti italiani.

Stencil e Demivolt agiscono ancora nel solco del dossier Vheissu e dei disordini di Firenze di vent'anni prima, come se tutto ciò che è accaduto in quel ventennio, inclusa la guerra mondiale, non fosse altro che una serie di episodi del dossier Vheissu.

La tecnica thriller di Pynchon consiste nell'accostare fatti e persone facendo intuire ma senza mai dare la certezza, ed infoltendo il racconto d'una quantità di dati periferici. Così la vicenda principale si dipana in una ragnatela d'eventi e, non essendo dichiarata esplicitamente, rimane dubbio fino alla fine quale essa sia; si cerca il colpevole senza aver ben chiaro il delitto, ed in effetti sembra più una ricerca del delitto; la cospirazione mondiale e la donna misteriosa fondono realtà storica, mito popolare e subconscio in una tempesta esistenziale che ha luogo nella cornice estremamente mediocre e normale d'un gruppo d'amici (la Whole Sick Crew). Il gioco dei contrasti crea una suspense che in Pynchon è anche esistenziale e metafisica: lo Stencil che scava nel proprio passato è l'uomo che oggi vive un presente ben definito, ma che è il prodotto d'un inestricabile groviglio di storie di cui nessuno ha più memoria: questa è l'atroce sentenza dell'"ergo sum"; si potrebbe scavare indietro all'infinito, essere sommersi da un'astronomica quantità di eventi e non si sarebbe ancora in grado di rispondere alla domanda: "Chi sono?"

Carla Maijstral, incinta di Paola, va ad implorare Stencil di tenere Fausto fuori dai loro pericolosi intrighi; Stencil decide di fare la conoscenza di Veronica, e scopre che si tratta della Victoria che lo sedusse a Firenze, ora quarantenne e con un occhio di vetro.

Duranti i disordini degli insorti, Stencil ordina a Maijstral d'andarsene con la moglie e la neonata; al termine della protesta, Stencil viene richiamato e lascia Malta e Veronica; per un attimo il suo pensiero è corso a Herbert, il figlio avuto da lei, ormai diciottenne (p. 460).

I flashback sono fatti in maniera tale che il lettore sappia più del protagonista e di chi racconta, e possa quindi intuire ciò che succederà; il fatto che le stesse vicende gli siano presentate da tanti punti di vista diversi, che hanno delle parti in comune ma non si sovrappongono mai esattamente, fa sì che il lettore si costruisca una panoramica pezzo a pezzo.

Pynchon è abilissimo nei dialoghi, in modo da aumentare la suspense: dai dialoghi si capiscono i dubbi ed i sospetti dei protagonisti, ma senza mai essere certi che quei dubbi e quei sospetti corrispondano a verità. Poi la vicenda si muove così velocemente che ogni evento resta appena accennato e al lettore vengono a mancare troppi elementi fondamentali.

Alla fine rimane un senso di malinconica tragedia: tutti sono sconfitti con l'età, sono invecchiati ed abbrutiti nei loro vorticosi intrighi, sprecando amori ed amicizie per nulla; alla fine tutti sono rimasti soli, e le vite avventurose che hanno alle spalle sono soltanto un motivo di rimpianto in più.

A loro si contrappone la generazione del Whole Sick Crew, assolutamente anonima e mediocre: niente eroi, niente personalità, niente avventura; sono due epoche a confronto.

Il ruolo di Herbert sembra essere soltanto quello di far riemergere dall'oblio l'altra epoca, con tutto il suo misterioso fascino e le sue atroci verità; più che scoprire una misteriosa V, Hubert Stencil scopre, in effetti, un'intera epoca, un complesso microcosmo di intrighi e passioni.

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