Kenneth Rexroth
Selected Poems (1984)
La poesia di Rexroth (scomparso nel 1982) e' rimasta fedele al modello ideogrammatico di Pound dal 1948, quando usci' il suo primo libro importante, "The Phoenix and the Tortoise". La corrispondenza con Pound lo aveva indirizzato verso lo studio delle civilta' orientali, studio che in seguito lo avrebbe portato ad approfondire i principi filosofici del buddismo e del taoismo. A differenza del maestro, Rexroth si e' pero' posto da una prospettiva palesemente mistica, pur senza rinunciare al tono umile e colloquiale che e' diventato uno degli esempi piu' salienti di comunicativita' con il lettore nella storia della poesia americana (si legga soprattutto la lunga "When we with Sappho"). Fu la raccolta successiva, "The Signature of All Things", forte di una musicalita' senza precedenti e di un profondo senso della sacralita' delle relazioni umane, a consacrarlo nell' Olimpo della fiorente poesia esistenziale. Purtroppo il crescente disagio morale nei confronti dell' ideologia capitalista e della politica interventista ebbe come conseguenza una progressiva emarginazione dall' ambiente letterario e un inasprimento del registro. "Thou shalt not kill", in memoriam Dylan Thomas, e' da molti considerato il modello a cui si sarebbe ispirato Ginsberg per i suoi poemi generazionali beat. Gli anni Sessanta lo videro in prima fila fra gli intellettuali dissidenti, sempre piu' cosciente del bisogno di pace e giustizia sociale, mentre l' influenza di Pound era ancora evidente nella sua fame di sapere, dimostrata dalle numerose traduzioni dal tedesco, dal francese, dal giapponese, dal greco, dal latino, etc. L' originalita' (la religiosita') della sua esperienza umana l' avrebbe comunque tenuto lontano dall' aristocratico individualismo di Pound: il salotto di Rexroth sarebbe sempre rimasto aperto a tutti, soprattutto alla gente comune.
"Nella teosofia della luce,/ l' universale logico/ cessa di essere piu'/ che il cadavere di un angelo./ Cos'e' la sostanza ? La nostra sostanza/ e' cio' di cui nutriamo il nostro angelo./ L' incenso perfetto per adorare/ e' la canfora, le cui fiamme non lasciano cenere." (Suchness)
Questa antologia non rende sufficiente omaggio alla grandezza di Rexroth. Molti dei suoi maggiori poemi ("On Flower Wreath Hill", "The Silver Swan") sono stati sacrificati per ragioni di spazio, e molte delle sue piu' tenere poesie d' amore sono state imperdonabilmente dimenticate.

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