Heinrich Roth

Call it sleep
I. David arriva piccolissimo in America, accompagnato dalla madre Genya, che parla soltanto tedesco ed yiddish. Il padre, Albert Schearl, un tipo manesco ed irascibile, li accoglie brutalmente e si dimostra ostile soprattutto verso il bambino. La vita della famiglia è dura e sgradevole, con il padre sempre litigioso: un giorno il padre si fa amico del suo capo officina, Luter, che viene a stare a pensione in casa loro, e da quel giorno diventa più mansueto. David intuisce che, dietro la cordialità dell’ospite, si cela un cinico interesse per la bella moglie; David è ossessionato sia dalle visite di Luter sia da Annie, la sorella di Yussif, che gl’insegna giochi erotici, e cerca rifugio nella madre. Yussif lo fa infuriare, e lui lo colpisce, facendolo sanguinare; non solo il padre lo bastona finché la madre non lo ferma, ma i ragazzini lo prendono in giro fino a causare una sua nuova reazione violenta. Terrorizzato dall’idea che il padre lo punisca di nuovo, oppure che chiami la polizia, e turbato dall’aver visto Luter entrare in casa, David scappa; un poliziotto lo riporta a casa, e David si rende conto che qualcos’altro acuisce l’angoscia che lui ha causato alla madre. Dal giorno seguente Luter rompe l’amicizia con suo padre senza che questi riesca a capirne la ragione; la moglie ne è turbata, ma è più preoccupata dal timore che il marito torni alle maniere forti: arriva al punto da suggerire di lasciare il lavoro e cambiare città; un giorno, infatti, nervoso, lui si rovina una mano sotto la pressa. II. Il padre trova impiego come lattaio in un’altra parte della città, e si trasferiscono. La zitella zia Bertha si trasferisce dall’Austria per stare con loro. Lei ed il padre s’accapigliano spesso, finché lei non trova un marito, Nathan (per quanto vedovo ed anziano). Ascoltando i discorsi fra lei e sua madre, David scopre che questa era stata innamorata d’un cristiano e che questi l’aveva, poi, cinicamente lasciata, costringendola di fatto a sposare il primo che la volesse, nonostante Albert si fosse macchiato di un’orribile colpa (la morte di suo padre). Il padre comincia a prendersi cura del figlio, affidandolo ad un truce rabbino e portandolo con sé a fare le consegne del latte (durante le quali è testimone della brutale violenza del genitore). In solaio David fa amicizia con Leo, un bambino che l’attira perché è solo ed indipendente, e con le figliastre della zia, Esther e Polly. Leo tenta di convincere Esther a fare con lui, in cantina, i giochi del sesso, ma Polly li sorprende e la colpa ricade su David, che l’ha portato lì. David scappa, mentre le bambine raccontano tutto al padre, e Nathan decide d’andarlo a raccontare ad Albert per far punire il piccolo. Terrorizzato, David va dal rabbino a raccontare d’aver saputo dalla zia di non essere figlio dei suoi genitori, ed il rabbino va ad avvertire di ciò i familiari. Quando David torna a casa, il padre esplode: fa il terzo grado a Genja e si convince che lei lo sposò perché doveva nascondere il misfatto, altrimenti perché avrebbe dovuto sposare uno come lui, di cui era nota la colpa, e perché i suoi gli pagarono subito il viaggio in America per mandarlo lontano, e perché le date di nascita del bambino non coincidevano? Mentre Albert sta rinnegando suo figlio, irrompono Nathan e Bertha ad aumentare la sua furia con la storia dell’ultima marachella di David: per quanto Genja spergiuri, Albert s’avventa sul piccolo con ferocia omicida e David fa appena in tempo a scappare giù per le scale. Perde i sensi e viene soccorso dai passanti (Roth rende lo svenimento con trucchi grafici), e poi riportato a casa dalla polizia. I genitori hanno temporaneamente fatto pace. Il romanzo è una serie di traumi psicologici patiti dal bambino, resi con tutto l’orrore e la violenza da lui subiti, quasi uno studio psicanalitico su come la violenza della società possa condizionare la crescita d’un bambino. David è ossessionato dalla violenza del padre (e, per evitarla, s’aggrappa disperatamente alla madre), e dalla relazione che la madre ebbe con un cristiano: nella sua mente esse danno origine ad ogni sorta di paure patologiche, che Roth rende con un linguaggio di flusso di coscienza. Uso massiccio dei vari dialetti e pronunce delle etnie di New York; iperrealismo, psicanalisi, Joyce e Dovstoevskij. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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