Isaac Singer

Moskat family


Meshulam Moskat è il ricco ed anziano patriarca che, dalle due mogli, ha avuto una nidiata di figli; torna a Varsavia con una nuova moglie, Rosa Frumentl, e sua figlia, la colta e moderna Adele; la grassa cameriera Naomi ed il servile factotum Koppel Berman governano la casa di Moskat. Dalla progincia giunge a Varsavia il giovane studente Asa Heshel Bannet, che deve sopportare i pregiudizi della sua razza contro gli studi moderni; a lui s’affeziona Abram Shapiro, un cinico fannullone che ha avuto la fortuna di sposare Hama, una delle figlie di Meshulam. Abram sistema Asa da Gina, una delle poche donne ebree che ha avuto il coraggio di ribellarsi al matrimonio combinato dai genitori e che ora gestisce un piccolo albergo e frequenta l’amante, Hertz Yanovar, appassionato di spiritismo ed amico di Abram. Asa s’innamora, subito ricambiato, della bella Hadassah, figlia di Nyunie, uno dei figli di Meshulam, e di Dacha, che i genitori (o, meglio, il nonno), vorrebbero invece fidanzare ad un buon partito. Adele e Hadassah sono i giovani che non intendono più accettare le leggi anacronistiche del popolo ebraico, in particolare quella di sposare i figli senza curarsi delle loro opinioni; Meshulam è inorridito dalle idee moderne, intende combatterle con tutti i mezzi e riaffermare il suo potere, e vede in Abram un pericoloso sobillatore. Abram gli offre il pretesto per vendicarsi quando la sua ennesima scappatella con l’amante Ida provoca l’abbandono da parte della moglie Hama e della figlia Bella, mentre l’altra figlia, Stepha, ne approfitta per darsi alla vita poco rispettabile; Abram si ritrova solo, senza denaro e persino l’amante lo lascia per tornare dal marito (Abram non si perde d’animo e fa sua Zosia, la domestica di Ida. Akiba acconsente finalmente al divorzio che ha sempre negato a Gina, ma ora è Hertz a tentennare, conteso dalla spiritista Hilda Kalischer. Abram aiuta Hadassah ed Asa, che progettano di fuggire insieme in Svizzera; Hadasah è determinata, benché le parole della madre Dacha le abbiano fatto venire dei dubbi (è malata ai polmoni ed avrà bisogno di denaro, che Asa non potrà certo darle), e benchè le dispiaccia lasciare i luoghi cari di Varsavia. Anche Abram ha deciso di andarsene, ufficialmente per cercare all’estero i fondi a lanciare un nuovo giornale, ma in pratica perchè non gli resta altra scelta. Alla notizia che Hadassah è fuggita, Meshulam viene colto da un malore fatale; Koppel, che da sempre brama per Leah, la figlia più giovane del vecchio, vedova e con tre figli, ma che non ha i soldi per divorziare dalla propria moglie, coglie l’occasione per svaligiare la cassaforte. III. Hadassah ed Asa non riescono a passare la frontiera: la ragazza viene trasferita di carcere in carcere, finchè, malata e malridotta, viene ricondotta a casa; Asa è riuscito ad arrivare in Svizzera e a trovare un lavoro. Scrive ad Adele per chiedere l’indirizzo, ma lei gli risponde, invece, con una lunga lettera che gli manifesta più d’una semplice amicizia (Adele s’era innamorata di lui, ma non l’aveva mai voluto ammettere con sé stessa). La morte di Meshulam dà inizio alla lotta per l’eredità fra i numerosi figli, generi, nuore e moglie. IV. La perfida e calcolatrice Adele convince Asa che Hadassah l’ha tradito e va a sposarlo. Nell’apprendere a sua volta la notizia, Hadassah, disperata, accetta passivamente il matrimonio con Fischel; entrambi soffrono atrocemente finchè non scoprono le rispettive verità, e allora l’amore si riaccende ed Asa capisce la falsità di Adele. Nel frattempo gli affari di Moskat sono caduti nelle mani di Koppel e Leah, che hanno già deciso d’unirsi in matrimonio, mentre Abram rimane in disgrazia assoluta (non è ancora riuscito ad andare all’estero). Asa decide di rientrare in Polonia nonostante le rimostranze della moglie; appena rivede Hadassah, riesplode la passione ed i due diventano amanti: Asa lascia la moglie (che viene a sapere tutto), mentre Hadassah inganna il marito. Al tempo stesso scoppia la guerra ed iniziano le persecuzioni: la famiglia di Asa deve rifugiarsi a Varsavia ed Adele è lesta ad accoglierli, costringendo così Asa a riprendere i rapporti con lei. La bella figlia di Leah, Masha, intende sposare un cattolico, Kanek, suscitando scandalo in entrambe le famiglie; a sua volta Leah decide di cedere a Koppel, che da sempre le confessa il suo amore. Ormai padrone degli affari di famiglia, Koppel è disposto ad emigrare in America, ma ha dei rimpianti a lasciare quella vita facile e le sue facili amanti. Sempre più perfida e calcolatrice, Adele annuncia ad Asa d’essere incinta (in precedenza Asa l’aveva sempre fatta abortire) e giura di non concedergli mai il divorzio. Asa ed Hadassah indulgono ormai in ogni sorta di depravazione, ed Asa rischia anche d’essere richiamato alle armi in qualsiasi momento, cosa che alla fine succede. Mentre Adele partorisce assistita dalla madre di Asa, Dacha muore e Hadassah cade gravemente malata; il medico consiglia di mandarla per un lungo periodo in sanatorio. Fischel, che aveva appena acconsentito al divorzio, si preoccupa di persona del suo viaggio, dimostrando d’amarla davvero e d’avere pietà della sua situazione; poi viene incaricato da tutti i Moskat, meno Leah, d’esautorare Koppel per porre fine alla sua tirannide. Koppel si dimette inaspettatamente e se ne va, interpretandolo come un segno del destino a favore del viaggio in America. I tedeschi entrano a Varsavia. Cinque anni dopo, alla fine della guerra e dopo essere stato insegnante in Russia, Asa torna a Varsavia. Abram gli dà notizie: Fischel ha preso in mano gli affari e sta facendo soldi a palate; benché guarita, Hadassah preferisce restare lontana da Varsavia perchè non lo sopporta. L’amore fra i due è invariato, ma mentre Fischel, pur avendola trattata nobilmente, è rassegnato a perdere Hadassah, Adele (che ha partorito David) continua la sua guerra psicologica contro i due sfortunati innamorati, spalleggiata dall’intera famiglia di Asa. Diseredata e sola, Hadassah trova consolazione nella compagnia di Washa, anche lei bandita da tutti dopo aver sposato un polacco ed essersi convertita al cristianesimo, le cui sorti seguono quelle del marito, diventato eroe nazionale della Resistenza contro l’espansionismo tedesco e fiero antisemita. Asa è rimasto il giovane studente buono a nulla ed egoista d’un tempo, capace soltanto di passioni fisiche, ma non di vero amore. Hadassah, che ha sacrificato tutto per lui, non può trovare consolazione neppure nel suo amore; Asa viene anzi richiamato alle armi e lei rimane sola. Koppel e Leah tornano dall’America per visitare amici e familiari: il loro matrimonio è un continuo litigio, ma sono ricchi; Koppel è comunque deciso a divorziare. Asa ritorna, Adele concede il divorzio, lui e Hadassah si sposano, hanno una figlia sempre malata (Dacha) e continuano a litigare e a vivere in miseria. Abram ha un infarto mentre è a letto con la giovane Manya, figlia di Naomi, ed in quel momento viene compiuto un furto in cui Manya resta incriminata. Masha, umiliata dalla vita con Yanek e dal suo isolamento, tenta di suicidarsi; Koppel viene arrestato in America per contrabbando d’alcoolici. La polizia ha iniziato una caccia alle streghe contro i comunisti, ed arresta Hertz Yanovar perchè uno dei suoi inquilini è comunista: essendo amico sia suo, sia di Barbara Fischelholm (agitatrice comunista), sia ebreo in pieno antisemitismo, Asa è considerato sopsetto dalle autorità. Asa si mette in salvo con Barbara, e Hadassah pensa ad un tradimento: Asa è stato, infatti, lieto di trovare un pretesto per abbandonare quella vita familiare che gli ripugna, e finisce per diventarne l’amante. Quando si separano ed Asa torna da Hadassah, scopre che lei ha deciso di vendere la casa di Varsavia e di trasferirsi in campagna: lo ha aspettato per anni, ha sacrificato tutto per lui ed ora lui la tradisce. Abram e Koppel muoiono, si diffonde la paura di Hitler, la notizia dei campi di concentramento e delle camere di tortura, dei pogrom e delle deportazioni. Adele decide d’emigrare in Palestina, ma la nave viene rispedita indietro. La guerra scoppia mentre Asa e Barbara si stanno godendo la loro prima vacanza. Hadassah viene uccisa nei bombardamenti aerei; Barbara vorrebbe fuggire, ma Asa vuole invece restare vicino alla sua famiglia. Sono tutti condannati a morte. Logorroico, mieloso, ripetitivo; i personaggi sono appena abbozzati e comunque poco interessanti. Stucchevoli le tradizioni ebraiche.
Singer: Manor
I. Dopo la ribellione del 1863, che i russi repressero sanguinosamente impiccando e deportando i nobili polacchi, gli ebrei ebbero modo d’emergere, conquistarsi la simpatia degli occupanti e fungere da motore del progresso economico. Il più in vista a Jampol era Calman Jacoby, divenuto rapidamente ricco e rispettato; la sua famiglia contava la moglie Zelda e tre figlie: Jochebed, Shaindel, Miriam Lieba, assorbita nella lettura dei libri, e Tsiepele, ancora bambina. A Varsavia Calman trova un marito per Jochebed, Mayer Joel, figlio di Ezekiel Wiener; Shaindel viene, invece, promessa ad Ezriel, figlio irrequieto di Menachem Mendel (sposato a Tisra Perl), che mette in discussione persino la Bibbia, e studia i libri di scienze. Mirale è sua sorella. Ezriel litiga con Mayer Joel, che crede a tutte le superstizioni. Intanto crescono di pari passo la ricchezza e le preoccupazioni di Calman: il conte Wladislaw Jampolski viene liberato dallo zar, e può tornare a Jampol, più tiranno che mai, in particolare nei confronti della sensibile figlia Felicia, ancora zitella e che ha sofferto sia per la morte di un fratello, Lucian (l’altro fratello, Josef, è fuggito all’estero), sia per l’umiliazione subita dalla Polonia; Lucian e suo padre erano stati patrioti, mentre Josef voleva fare il filosofo. La sorella Helena è ora in età da marito. Mentre Ezriel si fa amico di Aaron Asher, un altro ebreo progressista come lui, ma già sposato e con tre figli, Miriam Lieba si vede offrire in sposo il sedicenne Jochanan, figlio della vedova Temerel, già considerato un santo per la sua totale dedizione alla religione: Miriam lo rifiuta e suo padre lo offre alla piccola Tsipele, di otto anni, che accetta di fidanzarsi. Helena e Miriam Lieba diventano amiche al matrimonio di Shaindel. Felicia è più sola che mai: la sorella pensa solo a divertirsi (persino con gli ebrei), il padre è peggiorato ed ha pure un’amante russa, e la madre sta morendo e, temendo che rimarrà zitella, le lascia tutti i suoi gioielli; disgustata, Felicia decide di farsi monaca. In realtà, Lucian è vivo: abita nei sobborghi di Varsavia, fa l’operaio e vive con Stachova, una donna abbandonata dal marito Antek, e sua figlia Kasia, cui Lucian è affezionato. Un giorno decide d’espatriare, ma prima dice a Kasia di volerla sposare quando diventerà grande; poi torna a Jampol, dove trova Helena, che accetta di nasconderlo in casa, e Miriam Lieba, che s’innamora di lui. Intanto, a casa di Calman, Mayer ed Ezriel litigano in continuazione perché il primo deride tutte le nozioni scientifiche (persino che l’Egitto sia in Africa!), ed accusa Ezriel d’essere un eretico; Calman fidanza anche Miriam, ma lei ha orrore della vita cui sono condannate le donne ebree e fugge con il cristiano Lucian. II. Jochanan sposa Tsipele e va a vivere con la madre, nel rabbinato di Marschinov. Zelda muore. Ezriel va a studiare a Varsavia senza Shaindel. Gli affari di Calman non vanno bene, perchè i concorrenti lo battono sui prezzi; il più agguerrito è Daniel Kaminer, la cui figlia Clara è già vedova, pur essendo ancora giovane e bella: Felicia, alla quale è morta la madre ed il cui padre è sempre più insopportabile, decide di sposare il primo uomo a chiederla in moglie, l’arrogante Marian Zavacki, figlio d’un ciabattino arricchito. Alla morte del rabbino, Jochanan viene eletto a furore di popolo; Calman chiede in sposa Clara, suscitando invidia e scandalo, perché lei è considerata un’eretica. A Varsavia, Ezriel vive in un’umile cameretta; conosce Justina Malewska, figlia del ricco e potente apostata Wallenberg, che gli porta tristi notizie su Miriam: Lucian è un ubriacone, evitato da tutta la nobiltà di Parigi, e Miriam, disperata, è costretta a fare la lavandaia per sfamare il figlio. I Wallenberg si danno da fare con le autorità affinché Lucian e Miriam possano tornare a Varsavia, e trovano loro anche l’alloggio; appena tornato, però, Lucian va a sedurre Kasia, ora quindicenne, rimasta orfana di madre e sempre abbandonata dal padre Antek. Poi commette un furto ed altri crimini, finendo anche in prigione. Kasia mette al mondo un figlio. Calman soffre sia della perdita di Miriam, che ha cancellato dal suo cuore, sia del comportamento di Clara, donna moderna, volgare e sessualmente frustrata (prima di sposarlo s’era fatta corteggiare un po’ da tutti), affascinata dai misfatti di Lucian, e cerca di soccorrerlo all’insaputa di Calman. Clara dà il tanto agognato erede maschio a Calman, ma il piccolo Sasha si rivela un ribelle; Ezriel ha iniziato gli studi di medicina e Mirale apre un negozio di parrucchiera. Un giorno, sospettando che Clara abbia un debole per Alexander Zipkin (precettore di Sasha), Calman mette alla porta il damerino; lui stesso decide di lasciare quella ricca dimora e tornare con gli ebrei. III. Clara abbandona a sua volta casa e figlio, e corre a Varsavia a cercare Zipkin: svela così, involontariamente, l’ipocrisia del giovane alla famiglia di Jacob Danzinger, che l’ha praticamente mantenuto ed alla cui figlia Sabina aveva giurato eterno amore; anche Sabina lo butta fuori, dopo che lui le ha confessato d’aver fatto l’amore con Clara anche in casa loro. Poi va a trovare Clara, per la quale prova disgusto: lei gli dice d’aspettare un figlio, ma lui non può neppure sapere se sia suo; in ogni caso non ha nessuna intenzione di sposare una donna come Clara. Sulla Polonia s’abbatte la crisi economica. Lucian e Miriam sono fra i più colpiti: i loro figli vengono adottati da Felicia, Ezriel assiste economicamente Miriam, mentre Lucian continua la sua vita degenerata dividendosi fra tre donne: Miriam Lieba, Kasia (che lavora in casa d’un vecchio avaro e possessivo) e la più anziana Bobrovska. La vigilia di Natale è invitato a cena contemporaneamente da Felicia e dalla Bobrowska, e viene a sapere che Chodzinski, il padrone di casa di Kasia, sarà in viaggio: porta Kasia dalla Bobrovska e le lascia sole (scatenando le ire dell’amante) per andare a cena da Felicia; poi lascia anche loro (umiliando la moglie, che s’era vestita per la grande occasione) e va a svaligiare l’alloggio di Chodzinski. Deve, però, uccidere un uomo e non riesce comunque a trovare il denaro; è la notte di Natale: ha ucciso un uomo e tradito tre donne. Contempla persino l’idea d’uccidere anche Kasia, che altrimenti lo denuncerà (ormai non ha più scrupoli). Si scatenano i pogrom contro gli ebrei; Ezriel, intanto, diventa l’amante di Olga, una donna sposata. Zipkin ha sposato Sabina, ma è ancora l’amante di Clara, che da lui ha avuto Felusia, gli pone l’ultimatum e lo convince a lasciare Sabina e fuggire con lei a Parigi. Sasha è sempre più scatenato e delude nonno Calman, ormai chiuso nei suoi rituali ancestrali.
Estate
Clara e Zipkin si sono lasciati, rinfacciandosi la colpa l’un l’altra (Zipkin l’accusa d’aver tradito anche lui); Sasha è diventato padrone della proprietà del nonno Daniel Kaminer, e subito si dimostra abilissimo nel commercio: Calman è amareggiato che lui conduca una vita da gentile, ma lo aiuta. Mirale, una dei tanti rivoluzionari perseguitati dal governo russo, sta morendo in carcere. Ezriel è un rispettato dottore: Olga, la sua amante, viene assunta come governante da Wallenberg, che poi la chiede in moglie; Miriam sta morendo in miseria. Stefan Zamanski, compagno di Mirale, va da Ezriel per chiedere di poter rivedere il figlio prima di scappare all’estero: è colpa sua se Mirale è rimasta affascinata dalla rivoluzione, ma Ezriel gli dà l’indirizzo della famiglia che tiene il bambino. Anche il figlio di Ezriel è infatuato dal socialismo, e vuole andare in Israele per sfuggire i razzisti; la madre Shaindel impazzisce. Alexander Zipkin e sua sorella Sonya (che l’ama d’un amore più che fraterno) emigrano in America. Clara va a trovare Calman, che vive come un eremita e la sfugge come un demonio, e gli confida l’intenzione di seguire l’amante in America, ma ritorna Mirkin, il russo per cui aveva tradito Zipkin, deciso a riprendersela, e le fa cambiare idea (pur nei suoi 40 anni, Clara è ancora una donna attraente); Sabina non ha, invece, intenzione di sposarsi, e s’accontenta dell’amante e governante Hanka. Lucian viene amnistiato; va a trovare Felicia, che ha adottato sia i suoi figli, sia Janina, figlia dell’uomo che lui uccise. Il primo pensiero di Lucian è di portarsi a letto la piccola; poi va a trovare la Bobrovska e Kasia, che vivono insieme da un anziano, Cybulski: scopre così che la Bobrovska ha praticamente offerto Kasia al vecchio come amante in cambio della sua protezione. Mirkin muore senza lasciare un soldo a Clara, che decide di raggiungere Zipkin a New York e parte con Felusia. Zipkin s’è sposato ed è diventato un professionista rispettabile; Sonya è sposata con un ricco industriale. Clara svela a Zipkin che Mirkin era impotente e perfido (scrisse una lettera anonima a Zipkin per fargli sapere del loro stesso affare, e garantirsi così che Zipkin non avrebbe più voluto Clara): adesso Clara sostiene d’averlo sempre amato; benché invecchiata, è ancora affamata di sesso, ed ottiene ciò che è venuta a cercare, anche se Zipkin rifiuta di divorziare. Ezriel contempla lo sfascio della sua famiglia: Mirale esiliata in Siberia, Shaindel in manicomio, suo figlio in Israele, lui praticamente apostata, Lamanski prima informatore dei russi e poi ucciso dai suoi ex compagni di lotta; rimasta vedova, Olga torna da lui con i suoi figli, allevati come cristiani. Zadok, il figlio del santo Jochanan, è un eretico, che rispetta soltanto lo zio Ezriel; questi, che ormai impiega l’ipnotismo nella sua professione, è invece sempre più dubbioso sulle sue scelte: la figlia Zina frequenta i circoli rivoluzionari e tiene un fucile in casa; l’aver violato le leggi tribali del giudaismo sembra comportare la degradazione morale, ed ogni sorta di disgrazie. Fuggita dalla Siberia, Mirale trova rifugio in casa sua: è malata di tifo; Shaindel muore. Natasha, figlia di Olga, fugge con un giovane ufficiale russo, Fëdor: le scriverà d’essere incinta, d’essere stata abbandonata e d’essere diventata l’amante d’un mercante vedovo d’origine asiatica. Clara viene corteggiata da Yasha, il segretario di Mirkin, che fu, probabilmente, l’anima perfida del defunto; lo disgusta, ma è così stanca della sua vita che decide di lasciare Zipkin e tornare in patria da Yasha. Zipkin le dà della prostituta, lei dell’idiota; ma, appena arrivata in Polonia, viene colta da infarto e muore. Marian Zawacki, marito di Felicia, è diventato un’autorità, benché le sue idee progressiste gli attirino l’astio dei credenti; anche con tutti quei figli adottati Janina e quelli di Lucian), la loro vita familiare scorre felice, ma Janina viene sedotta senza pietà da Lucian, che poi l’abbandona incinta; va dalla Bobrovska a cercare tracce del seduttore e non lo trova, ma, rimasta vedova di Cybulski, l’anziana donna di mondo le consiglia d’impegnare dei gioielli e di comprarsi un aborto. Lo fa, ma non può nasconderlo ai genitori adottivi, che le trovano un posto come infermiera in ospedale. Lucian torna, sempre più cinico e psicopatico, a chiedere soldi alla sorella per emigrare in America. Ormai nulla sembra potergli far provare dei sentimenti: medita perfino d’uccidere la sorella, che, nonostante tutto, l’aiuta; Marian gli cura anche una malattia venerea; Lucian sembra ritrovare un minimo di lucidità, invece si toglie la vita. Marian muore e Felicia si lascia attrarre sempre più dallo spiritismo, tanto da invitare anche Ezriel alle sedute in cui sente la voce di Shaindel. Muore anche Calman. Zina viene arrestata e condannata per terrorismo; Ezriel si riavvicina sempre più al giudaismo, al punto da portare il figlio Misha da un rabbino perché l’istruisca secondo la tradizione ebraica, poi decide di partire per Israele. Anche il santo Jochanan muore. Noioso ed estenuante; alla fine il giudaismo trionfa sul materialismo dei gentili. La parabola di Ezriel è emblematica.

Satan In Goray


Racconto in stile quasi medievale, che rielabora miti polacchi del diciasettesimo secolo in una struttura narrativa moderna, ma spesso usando il linguaggio dell'epoca.
Nel 1648 i cosacchi misero a sacco la cittadina di Goray, causando la dispersione degli ebrei. Goray era sempre stata isolata dal mondo, e lo divenne ancor piu`. Poco alla volta i cittadini tornarono, ma continuarono a vivere con l'angoscia di nuove scorrerie. A dominare la comunita` erano Rabbi Benish Ashkenazi e Reb Eleazar. Il primo ha perso molta della sua ricchezza, ma ha conservato il potere morale. Non va pero` d'accordo con il figlio Levi e la nuora Nechele. Il secondo ha perso tutta la famiglia meno la figlia Rechele, che e` pero` rimasta zoppa dopo un attacco di epilessi. Gli ebrei dell'epoca aspettavano con ansia il Messia che li riportasse nella terra di Israele e caddero facilmente preda delle menzogne di Sabbatai Zevi. La sua fama si sparse per tutta l'Europa, e arrivo` anche a Goray. Arriva in paese Reb Itches Mates, che subito accende gli animi con storie dei miracoli di Sabbatai. La comunita` si divide in due: da una parte i due rabbini, dall'altra il loro rivale Reb Gedaliya, e fra i suoi seguaci anche Levi. I secondi si liberano dei rabbini, uno scomparso nel nulla e l'altro trasferitosi nella vicina citta`. Mates chiede in sposa Rechele e la ottiene quando Benish scompare nel nulla. Reb Gedaliya spedisce due messaggeri per far luce sui misteri che circondano Sabbatai, e uno dei due e` Mates, che non e` riuscito a consumare il matrimonio con Rechele. Rechele diventa persino una santa, quando comincia ad avere visioni che vengono interpretate come un segno divino che il giorno del ritorno a Israele e` prossimo. E Gedaliya la prende con se, soprattutto quando il legittimo marita tarda a tornare. La citta` e` euforica, convinta che da un momento all'altro tutti voleranno verso Israele.
I messaggeri pero` ritornano con notizie sconvolgenti: Sabbatai Zevi si e` convertito all'Islam per ottenere dai turchi una posizione di governo. Gedaliya li scomunica, obbliga Mates a divorziare e sposa Rechele. Da quel momento Goray precipita negli abissi della decadenza. Nulla trattiene piu` gli abitanti, che danno sfogo alle loro passioni piu` sacrileghe. Rechele viene persino posseduta dal demonio. Alla fine pero` la citta` si auto-distrugge, Rechele muore e Gedaliya viene arrestato.


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