Storm

Schimmel Reiter
Novella favolosa immersa in un clima metafisico a cui fa da cornice una natura imponente e minacciosa. In un villaggio dirimpetto al mare nella Germania del nord, vive il giovane Hanke Haien, figlio dell’onesto e laborioso Haebu; nonostante l’opposizione del padre, Tede Hanke ama gli studi e vuole lavorare con il soprintendente alle dighe che proteggono il villaggio dal mare. Il ragazzo dimostra una tempra originale e testarda anche quando uccide il gatto della vecchia Tin Jans. Hanke si distingue nel lavoro e fa amicizia con la figlia del soprintendente, Elke Volkers, anche se si conquista l’odio di Ole Peters. Hanke viene promosso e, quando muore il soprintendente, può unirsi ad Elke ed ambire alla posizione che ha sempre sognato. Hanke ha idee moderne, e progetta di costruire un nuovo tipo di diga, ma la gente non lo capisce e finisce per diffidare delle sue idee. Hanke procede testardamente alla costruzione della sua diga; simbolo della sua solitudine è il cavallo bianco che trova e doma, e che, secondo gli altri, è il cavallo del diavolo. Hanke controlla i lavori cavalcando imperioso da un punto all’altro della diga e si batte anche contro la superstizione secondo la quale bisogna murarvi un essere vivente. Il successo della diga suscita invidie e gelosie, soprattutto perchè Hanke ha saggiamente acquistato le nuove terre, mentre Ole ha stupidamente perso le sue; Hanke teme soltanto per la vita di Elke quando partorisce Wienke: la sua preghiera atea a Dio viene udita dalla vecchia Trin Jans, che l’interpreta come un’eresia; e Dio sembra punirlo, perchè Wienkle rimane afflitta da una forma d’infantilismo. Un giorno Hanke scopre un varco nella diga; la vecchia Trin muore profetizzando l’alluvione. Leggende e superstizioni incutono paura alla gente, che non s’è mai fidata di Hanke; durante la tempesta gli uomini gli disubbidiscono e la catastrofe s’avvera: le acque dilagano e moglie e figlia vi periscono. Disperato, Hanke si lancia al galoppo dentro il mare, e di nuovo il fantasma del cavallo bianco s’aggira nelle terre della diga. Il cavallo bianco è il simbolo della tentazione demoniaca di costruire un sistema sempre più perfetto: Hanke è un Faust titanico, destinato alla sconfitta totale. Il tempo dà ragione alle superstizioni secolari.
Immensee
Delicata storia d’amore fra Reinhardt ed Elizabeth, cresciuti insieme; la madre di lei non approva gli studi di lui e spinge la figlia a sposare il loro amico Eric: quando Reinhardt torna al paese li trova felicemente sposati ed affettuosi come sempre, ma, resosi conto che, in realtà, lei ha sofferto molto, decide d’andarsene per sempre.
Ein Bekenn Tnis
Il dottor Franz Jebe ha sposato la visione eterea che un giorno gli comparve e l’abbagliò: Else Füssli. Delicata ed irreale, Else è ossessionata dall’idea del dolore; è come una premonizione: colpita da carcinoma, è presto preda di spasmi atroci che lacerano la sua fragile tempra. Franz non resiste ed accontenta la sua supplica di farla morire somministrandole del veleno. Poco dopo, ancora distrutto dal dolore, scopre che su una rivista, da lui frettolosamente scartata, era stato pubblicato un articolo proprio su come guarire da quella malattia; Franz è doppiamente divorato dal rimorso: ha ucciso la moglie che amava e, per di più, l’ha uccisa inutilmente. Tre anni dopo la giovane Hilda Roden gli chiede di curare la madre: Franz riconosce i sintomi del carcinoma, ma questa volta applica i consigli dell’articolo e guarisce la paziente. Hilda, riconoscente, vorrebbe sposarlo, ma Franz preferisce invece andare ad espiare lontano in solitudine.
Hans und Heinz Kirch
Hans è riuscito a guadagnarsi, con anni di lavoro, un proprio bastimento con cui commercia nel mar Baltico. Il figlio Hienz gli è dapprima affezionato, ma un giorno non comprende un gesto del padre, teso a salvargli la vita, e inizia ad odiarlo, benchè il padre faccia grande progetti per lui. A scuola Heinz s’affeziona alla piccola Wieb, discriminata perchè sua madre ha una cattiva reputazione di moglie infedele. Heinz parte per un viaggio di un anno. Il padre scopre il suo flirt con Wieb e va su tutte le furie; per ripicca, Heinz lo lascia per due anni senza più notizie di sé. Quando gli scrive, lo fa con una lettera con addebito al destinatario: il padre, testardo, rifiuta di pagarla e la rispedisce indietro. Passano quindici anni e la madre muore senza aver saputo nulla del figlio. Quando ritorna, Heinz viene accolto con affetto e trepidazione dalla sorella Lina: benchè lo abbia atteso per anni, il padre mantiene, invece, il suo caparbio mutismo. Un giorno si sparge la voce che non si tratti del vero Heinz, ma d’un suo sosia, che fin da piccolo gli assomigliava. Il dubbio assale la stessa Lina, che, da alcuni particolari, si convince d’essere in presenza di un impostore. Heinz rinfaccia al padre la lettera rispedita per avarizia nel momento in cui lui sarebbe stato pronto a buttarsi ai suoi piedi: sono ancora parole dure e risentimento fra i due (il padre è lieto che quello non sia suo figlio). Intanto Heinz ritrova Wieb, sposata ad un prepotente buono a nulla, che serve da bere agli ubriachi d’una locanda (altra amarezza, altro dolore). Hans decide di mettere l’impostore alla porta, e Heinz se ne va rifiutando i soldi; poco dopo sopraggiunge Wieb a giurare che quello era davvero Heinz e che lei ne ha la prova: Hans, irremovibile, non si muove. Un anno dopo ha la visione del figlio che muore e, da allora, vive nel rimorso e nel rimpianto, consolato dalla sola Wieb. Potente dramma psicologico e ritratto di un Lear alla rovescia.

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