Graham Swift


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )

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If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. Willy Chapman è un anziano vedovo, proprietario di un negozio di dolci, tabacchi e giocattoli, che, nel ripetersi monotono delle giornate, rievoca il passato: la moglie, Irene Harrison, che lo aveva sposato ostentando la sua bellezza e la sua ricchezza contro la mediocrità di lui e che l’asma aveva per molti anni costretta sulla sedia a rotelle; la figlia Dorothy che gli aveva data controvoglia e che ora lo ha abbandonato; la signora Janet Cooper, a sua volta abbandonata dal marito e con due figli a carico, che da sedici anni lo assiste in negozio sperando in una proposta di matrimonio ed invidiando sempre più gelosa il fisico prestante della giovanissima cassiera Sandra; le crisi d’asma di Irene che aumentarono d’intensità dopo il parto; il testamento di Irene, che diseredava di fatto quella figlia mai amata, che adesso era anche scappata con un intellettuale. Cammina per le strade della città e i suoi ricordi si focalizzano sulla figlia, che ha invano sperato di vedere tornare (e che forse tenta di sostituire con Sandra); Dorothy se n’era andata come una ladra, portandosi via di nascosto le cose della madre e lui l’aveva colta in flagrante; poi le aveva comunque mandato del denaro, sperando che servisse a farla tornare. È malato di cuore e la passeggiata lo strema, mentre al negozio Cooper sfoga la sua gelosia su Sandra. Indifferente a tutto il mondo, Chapman ha deciso di lasciarsi morire: è il giorno del compleanno di Dorothy, e lei non è venuta a trovarlo. Il romanzo si compie tutto nello stesso giorno, con flashback. Malinconico ritratto di un vecchio che in tutta la vita ha tenuto soltanto ad una cosa: la figlia.
Waterland
Nella landa dei Fens si svolge la tragedia di Tom e Dick Crick, figli di Henry, erede della fortuna degli Atkinson che un tempo dominavano questa zona. In un certo senso la decadenza della famiglia si traduce nella tragedia privata dei suoi ultimi esponenti. Il libro ricostruisce attraverso una scansione asincrona degli eventi che partono dal lontanissimo passato. Ogni capitolo è un nuovo tassello del mosaico e rivela qualche altro dettaglio. Ogni capitolo è anche una fiaba, raccontata da un maestro di storia (Tom, per l’appunto) ai suoi ragazzi. Al centro della storia sono due torbide vicende di sesso: c’è quella del nonno, Ernest Atkinson, rimasto solo per anni con la figlia Helen, che la convince ad avere un figlio da lui, e in cambio le concede di sposare Henry. Helen avrà due figli: Dick, nato idiota, figlio del padre, e Tom, nato del marito. Prima di morire Ernest lascia un testamento con la storia completa dell’accaduto, da svelare al figlio soltanto al compimento del diciottesimo anno. La seconda storia appartiene a Mary, una specie di ninfetta che a quindici anni è colta da pruriti sessuali e fa l’amore con tutti, anche con Dick, che però ha un pene troppo grosso. Quando rimane incinta, non ha dubbi: il figlio è di Tom. Ma Dick fa credere che sia dell’amico Freddy Parr. Dick, infuriato, getta nel fiume Freddy, che muore. È Mary ad intuire la verità e ne mette a parte soltanto Tom. Dick si ucciderà nell’apprendere la verità su suo nonno: nella nebbia della propria mente riuscirà a capire l’atrocità commessa dal padre / nonno e il suo destino d’idiota sterile. Si getterà anche lui in acqua sotto gli occhi del falso padre e del vero fratello. A cinquantadue anni Mary, che per la verità non è mai stata del tutto normale, diventerà un’invasata, ha il flirt definitivo: quello con Dio e un giorno ruberà un neonato, sostenendo di aver obbedito ad un ordine di Dio. Tom la costringerà a restituirlo e riuscirà a farle evitare il carcere, ma non il manicomio. La verità è presentata poco per volta ed acquista piano piano toni inquietanti e raccapriccianti. Tanto lo stile del raccontare, quanto i retroscena torbidi sono simili a quelli di Faulkner. Così come l’ambientazione ed il tema della famiglia patriarcale in decadenza. Si ritrovano anche la predilezione per gli stati mentali estremi, per le pulsioni bestiali, per l’incesto ed il suicidio.
(Copyright © 2003 Piero Scaruffi | Legal restrictions )