Paolo Volponi

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Volponi, Memoriale

 

Il nucleo di Memoriale è costituito dal rapporto tra individuo ed organizzazione, singolo e sistema. L'individuo si sente disumanizzato nell'organizzazione e chiede aiuto; finché rimane nel sistema trova intorno a sé delle persone ben disposte, le quali fanno parte a loro volta del sistema, ma quando esce dal sistema si rende conto che nessuno può più aiutarlo: oltre il sistema c'è solo l'individuo. La solitudine imposta all'interno dell'organizzazione è nascosta dalle strutture vivaci, dalla velocità e dalla spigliatezza degli esecutori, si traveste da folla; una volta uscito dal sistema all'individuo non rimane neppure il miraggio, la speranza; si rende conto d'essere più che mai solo, e di non poter combattere il sistema; quello stesso sistema che ha saputo trovargli i mali, curarglieli e ritrovarglieli in qualsiasi momento, ora gli toglie definitivamente la cura, la possibilità di guarire, lasciandogli i mali che lo porteranno, nella più totale solitudine, alla progressiva disgregazione e dissoluzione: solo un pazzo può sperare di ribellarsi al sistema.


La macchina mondiale

Studiando sui libri dell'amico Liborio, Anteo Crocioni formula una sua teoria filosofico-scientifica: gli uomini sono macchine costruite dagli autori, automi a loro volta costruiti da altri autori, ecc., e gli uomini hanno il compito di costruire altre macchine, che allo stesso modo si riprodurranno e perfezioneranno via via. Queste sue teorie gli inimicano la chiesa (che vede in lui un pericoloso ateo materialista comunista), la moglie Massimina (visto che, per studiare, trascura il lavoro e deve anche ipotecare la casa, visto che giunge a bastonarla per la sua incomprensione), ed i popolani (spinti in parte dalla chiesa ed in parte dal suo ozio e dalla disastrosa conduzione dei suoi affari). Alla fine Massimina torna da sua madre, e tre ambasciatori vengono a dettare le condizioni per il ritorno: smettere quelle insensate idee sulle macchine e cominciare a lavorare per mantenere la famiglia; ma Anteo non si umilia, e decide d'andare a studiare a Roma, dove ritrova la moglie, al servizio d'un Consigliere, e si da` tanto da fare a pedinarla e telefonarle che, alla fine, viene rispedito a casa, nelle Marche, con il foglio di via. Trova casa sua saccheggiata, e deve anche diventare cacciatore per riprendere le bestie inselvatichite; ritrova Liborio, divenuto parroco, l'unico che accetta la sua compagnia, anche se non ne approva le idee; gli annuncia anche il ritorno in paese di Massimina. Anteo la va ad aspettare, e, pur non riuscendo a convincerla a tornare a casa, ottiene di fare l'amore con lei. Mentre Anteo subisce il processo per maltrattamenti e viene condannato ad un anno di carcere con sospensione della pena, Massimina torna a Roma e scopre di essere incinta: quando e` il momento si sgravida ed uccide il neonato, ma viene scoperta ed arrestata. Anteo scopre la notizia dai giornali: sconvolto dal rifiuto di lui che Massimina ha manifestato uccidendo suo figlio, deluso dall'incomprensione generale ed ormai definitiva, Anteo compra un tubo di dinamite che infila in una statuina (feticcio rubato in una vicina villa di conti) e si prepara a saltare in aria.


Corporale

I. Durante un viaggio in auto verso il mare con moglie e figli, l'intellettuale di sinistra Gerolamo Aspri:

- e` colto da mal di stomaco ("uso questa diarrea per acquistare completamente la padronanza del mio corpo");

- e` moralmente represso per il tradimento di tanti compagni;

- ripensa al dopoguerra ed all'incontro col tedesco Overath nel villaggio francese abitato dai negri.

Sulla spiaggia:

- e` attratto da una ragazza di nome Ivana, desidera il mucchietto dei sali preziosi custodito tra le cosce, sotto il triangolo del costume (dopo il suo, un altro corpo, quello di Ivana);

- immagina le mosse dell'assassino che giorni addietro ha commesso un delitto su quella spiaggia;

- ricorda la pietra preziosa, che (un po' come il mucchietto di Ivana) gli dava un senso di sicurezza, sottratta ad un compagno di scuola;

- percepisce i sintomi dell'apocalisse come se "tutto stesse riaffiorando dopo un grande disastro".

La corrispondenza epistolare con Overath (in cui Gerolamo disserta di rivoluzione, narcisismo e ha paura della morte) va di pari passo con le sue elucubrazioni notturne sull'assassinio, il cannibalismo, la distruzione, bisogno corporale impellente, sintomo d'una malattia ideologica; anche la scoperta che Ivana va con un ragazzo contribuisce ad accrescere la sua infelicita`; come una bomba atomica, una tromba d'aria devasta la spiaggia uccidendo Ivana ed il suo ragazzo.

Scosso dalla tragedia, Gerolamo si reca al paese di Ivana, ma, una volta davanti alla porta della sua casa di contadini, non ha il coraggio di entrare; si ferma in un bar a giocare a bigliardo e ne esce ubriaco, ma avendo appreso chi era l'uomo assassinato, e come mori`: era figlio d'un avvocato di Urbino collezionista di quadri, e la sua morte fu orribile perche' si perpetuo` per dieci chilometri, come se il morto si fosse sottoposto ad un rituale masochistico. Tornato alla spiaggia, va con una biondina, e, la mattina dopo, va a prendere Overath: lo mette al corrente delle sue indagini e dei suoi sospetti sul conto del padre; Overath fa pero` subito amicizia con l'avvocato, e Gerolamo (che si sente umiliato e deriso) lo colpisce con un bastone, mentre Overath gli scrive d'essere rimasto suo ospite a discutere di rivoluzione con un uomo che fu perseguitato dai fascisti.

II. Nella sua mente, Gerolamo vive un'altra storia, ambientata in Lombardia, di cui sono protagonisti Joaquim Murieta ("un'esagerazione sentimentale"), contrabbandiere di droga messicano (che, in realta`, e` l'insegnante medio Aspri), e la prostituta Ivana, il cui marito comanda quaranta prostitute (ancora il corpo come centro di tutto). Le due attivita` (droga e prostituzione), fanno parte d'una strategia finalizzata ad un'ideologia stalinista. Lo spaccio della droga avviene con l'intervento di Overath e d'un misterioso marchese; il continuo scambio d'identita` tra Aspri e Murieta, il diario sentimentale-ideologico di Aspri, la sua paura per la bomba atomica ed un incidente con un manager cliente di Ivana, espongono al ridicolo Murieta, che si sente umiliato da Overath, da cui e` sempre stato dominato moralmente e che gli assegna la responsabilita` del cinodromo. Sia Murieta sia Overath vogliono fare di Ivana la propria compagna fissa, ma Ivana e` la ragazza di Gerolamo.

Murieta viene emarginato dall'attivita` di Overath e del marchese, ormai diventata un semplice affare senza riferimenti ideologici; Murieta cerca allora di convincere il marchese a lasciare Overath e a mettersi in societa` con lui, ma, rimasto chiuso nell'ascensore con lui, viene aggredito e ferito dal ricco malfattore che teme la sua folle agitazione nel buio. Il marchese lo ospita in casa sua , lasciando ad accudirlo il giovane nipote. Fuggito da quella specie di prigionia apprende dai giornali della morte di Maria, una prostituta cui si era affezionato, brutalmente assassinata.

Murieta deve tornare di corsa a Varese: suo figlio e` morto durante una gita con i padri C. al lago, ed il Comune gli vuole espropriare la casa. L'ira di Aspri esplode violentemente: si barrica in Comune ed inneggia alla rivoluzione; viene ricoverato in clinica grazie all'interessamento del vecchio amico Salsamite (che sistema anche i suoi affari), e che, per evitargli il carcere ed il manicomio, lo invita a trasferirsi in un'altra cittadina, dove potra` continuare ad insegnare, mentre moglie e figlia si sistemano con i padri C. Sempre piu` deluso dal generale tradimento degli ideali e dai numerosi compromessi cui i vecchi compagni si sottomettono, Murieta accetta d'andarsene.

L'ambiente della malavita milanese e quello dei cospiratori marxisti-leninisti s'intrecciano e convergono nella doppia figura di Murieta-Aspri, succube del corpo di Ivana e della mente di Overath.

III. Gerolamo trova posto ad Urbino presso la signora Ordedei, che vive sola col fattore Berto; apprende che Trasmanate e` morto suicida, e ne rincorre la ragazza, Imelde; fa amicizia col meteorologo Corboli, da cui apprende la direzione dei venti, fattore importante per comunicare la probabilita` di contaminazione da bomba atomica. Gerolamo anela ad una sistemazione definitiva lontano dalla bomba atomica, e con il sesso garantito a portata di mano; conquistata Imelde, se ne serve per indagare sulle terre e gli averi dell'avvocato.

Deciso a costruirsi un rifugio atomico in quei posti, compie i passi del caso, che lo legano ancor di piu` ad Imelde, bisognosa - da parte sua - di cure ed affetto. Gerolamo si trasferisce da lei, e comincia ad inventariare dettagliatamente cio` che deve portarsi nel rifugio; psicologicamente sente pero` che gli serve l'approvazione di Overath, che non riesce a cancellare dalle sue soggezioni.

Durante una gita con Imelde a Pesaro, fa a pugni con tre pesaresi, e si procura diverse ferite; malata di tisi, Imelde viene ricoverata in sanatorio, e Gerolamo rimane solo, ma Overath annuncia il suo arrivo con un telegramma. Gerolamo passa una notte agitata a sognare l'arrivo di Overath, ossessionato dall'idea di doverlo uccidere e presagendo l'umiliazione del suo progetto: la breve visita di Overath si risolve in un nulla di fatto, e Gerolamo continua a scavare il suo rifugio.

IV. Ricoverato in ospedale per le conseguenze dovute alla rissa di Pesaro, riceve la visita di Coboli, sempre disposto a collaborare alle sue manie, passa il tempo giocando con i flaconi di pastiglie che un'infermiera gli procura ed apprende da un fedele cameriere del circolo il vandalismo dei suoi concittadini nei confronti del rifugio (tra i teppisti viene riconosciuto anche Overath): pur immobilizzato a letto, Gerolamo contrattacca servendosi del cameriere, mentre l'infermiera cinquantenne gli si concede con disinvoltura.

Prima di essere dimesso Gerolamo raggira sia Imelde (cui manda un falso versamento di soldi che dovrebbero servirle a costruire una pizzeria il giorno in cui uscira` dal sanatorio) sia il cameriere (che allettava col miraggio d'un tesoro).

Corboli ed il cameriere lo cercano a casa, ma trovano soltanto il diario di Joaquim Murieta.

Romanzo filmico, costruito secondo le strutture del film giallo e del film gangsteristico, e` scritto con un linguaggio crudo, tecnico e psichico; e` un'analisi del corpo compiuta dalla mente. La vicenda (l'intellettuale di sinistra che, disilluso dalla lotta clandestina, non riesce a liberarsi dall'influenza del movimento e vuol dimostrare di valere al suo interno) e` un pretesto per affrontare una lunga allucinazione al cui centro e` l'ansia atomica, la sensazione di una tragedia incombente, il presentimento dell'apocalisse, un'allucinazione che e` anche uno squarcio di societa` moderna, violenta e disorientata, ed un ritratto dell'individuo moderno, schizoide ed alienato.

Degradazione dell'intellettuale a mera animalita` materiale; struttura narrativa aperta.


Il sipario ducale

Due storie parallele, quella di Gaspare Subissoni (anziano professore di tendenze anarchiche che combatté volontario nella Guerra Civile Spagnola, fu perseguitato dagli spagnoli, che ora convive con una spagnola di nome Vives e dimostra ancora le sue simpatie per gli extraparlamentari) e quella di Oddo degli Oddi-Semproni (aristocratico rampollo di un'antica casata decaduta di Urbino, che è stato allevato dalle due amorevoli zie, entrambe zitelle, piene di ricordi e rimpianti, che compie ventun anni senza avere la benché minima esperienza sessuale). La storia ha inizio la sera in cui la televisione annuncia la strage di piazza Fontana: l'evento suscita discussioni d'altri tempi tra Vives e Gaspare, ed eccita la fantasia delle anziane nobildonne, che decidono di farsi accompagnare in gita a Taranto dal gentile Giocondo Giocondini, che a sua volta le asseconda in tutto, avendo da tempo messo gli occhi sulla villa di famiglia. Mentre le indagini della magistratura portano all'attribuzione delle bombe ai circoli anarchici, creando scompiglio nella mente del coriaceo professore, Oddo dimostra durante la gita d'aver ereditato l'autorità dei suoi avi, anche se ne fa uso soltanto per i suoi capricci. La televisione scandisce il tempo delle dissertazioni politiche dei due anarchici e scandisce il tempo del Palazzo Ducale, dove il contino è affascinato spettatore dei programmi serali.

Una sera Marzia e Clelia, le due pudiche vecchiette, decidono che Oddo deve farsi la sua prima esperienza, e, seppur a malincuore, lo affidano alle mani esperte dell'amico di famiglia, il quale calcola di fargli fare una figura da bamboccio in un bordello di Rimini, per poi approfittare in qualche modo della situazione, ma Oddo sorprende tutti con una serie di prestazioni sessuali d'alta classe, sicché acquista considerazione tra i compaesani; si porta dietro anche Dirce, una giovane servetta della quale s'è innamorato, la presenta alle zie e la ospita a palazzo, deciso a sposarla, ma lei, a disagio in mezzo alla polvere della gloria passata, evade e va a rifugiarsi proprio in casa di Subissoni, che ha da poco perso la fedele compagna, è appena tornato da Bologna (dove la salma è stata cremata) e si trova in un pietoso stato di solitudine e sofferenza. I due si tengono compagnia e si aiutano a vicenda, badando soprattutto a non farsi scoprire da Oddo e da Giocondini, sguinzagliato per la zona in cerca della fuggitiva; convinto che le sia stata rapita, Oddo chiede a Subissoni di scrivere un editto, ma il professore scrive un proclama nazionalmarxista sperando che Oddo accetti di porsi a capo di una rivolta: deluso, Subissoni decide di trasferirsi di nascosto a Milano con la protetta, ma Giocondini scopre la loro fuga e, caricato il contino in auto, si lancia all'inseguimento sulla strada ghiacciata; una curva è fatale agli inseguitori.

Elementi favolistici (il palazzo, il vecchio che soccorre la fanciulla), felliniani (il bordello di Rimini), cinematografici (l'inseguimento in auto) e televisivi (il telegiornale), melodrammatici (la vita sprecata delle zie, il lungo idillio dei due rivoluzionari) e comici (l'iniziazione sessuale, la cremazione) immersi nell'atmosfera di sfascio di una crisi di Stato; accomuna nello stesso fallimento aristocratici e rivoluzionari: è gente di altre epoche che oggi fa soltanto tenerezza, i nuovi padroni (Giocondini) ed i nuovi rivoltosi (i terroristi) sono ben altra cosa, ma nel nome della libertà, e della rinuncia alla sudditanza gratificante per una scomoda indipendenza, si possono ritrovare insieme un vecchio combattente ed una giovane sottoproletaria.

Stile lucido e disinvolto, ricco di metafore, arioso, minuzioso.

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