Nathaniel West

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Day of the locust

Tod Hackett è un fotografo, uno dei tanti venuto a Hollywood in cerca di fortuna. Disprezza i futili divertimenti dei ricchi, mentre è affascinato dalla folla pittoresca e multiforme dicreature venute da ogni parte dell'America "a morire" a Hollywood: il nano Kusich; la bellissima Faye Greener, di cui è invaghito; l'anziano clown Harry Greener, suo padre; Mrs. Jenning, proprietaria d'un bordello di classe; Marie Dove, una delle sue ragazze ed amica intima di Faye; Homer Simpson, ex ragioniere in un hotel, tutti attratti da qualche chimera.

Homer, un timido che sta scontando l'umiliazione d'essersi un tempo innamorato d'una poco di buono, s'invaghisce anche lui di Faye, e va spesso a trovarla con la scusa di visitare Harry, gravemente malato; ma l'uomo che ha più successo con Faye è Earle Shoop, un cowboy sempre al verde che cerca d'imbastire, con un socio messicano (Miguel), un business in combattimenti di galli.

Quando Harry muore, Faye si presta con disinvoltura a Mrs. Jennings per pagare le spese del funerale, e poi approfitta dell'ingenua bontà di Homer e va a stare da lui, portandosi dietro Earle, Miguel e i galli. Tod cerca invano di convincere Homer a chiamare la polizia per liberarsi di quella feccia: Homer è succube di Faye. Dopo una rissa in cui Abe Kusich è quasi ucciso da Miguel dopo aver duramente colpito Earle ai testicoli, Tod decide di chiamare la polizia.

Quando torna a trovare Homer, lo trova solo ed impazzito: la sera prima ha colto Faye a letto con Miguel, il quale è stato poi scoperto anche da Earle, da cui è nata una feroce colluttazione; Tod vorrebbe soccorrerlo , ma Homer è come inebetito. Si ritrovano in mezzo ad una folla di fans davanti ad un cinema per la première di un film, vengono travolti, rischiano di morire; Homer colpisce senza pietà un bambino e viene portato via dalla folla; Tod rivede nella scena disumana le sequenze d'un suo progettato film, "L'incendio di Los Angeles", i cui personaggi sono proprio i suoi amici; viene infine soccorso da un poliziotto che si offre d'accompagnarlo a casa; Tod accetta e scoppia in una solenne risata.

Spettacolo desolante del purgatorio di sognatori miserabili di Hollywood, tutti destinati al fallimento; scena finale apocalittica, in cui la folla perde ogni connotato umano e degrada a pura bestialità: non è sotto accusa tanto Hollywood, quando la folla che crede in Hollywood; i primi sono soltanto ipocriti, i secondi sono idioti, fanatici e criminali.


Dream life of Balso Snell

Balso è un poeta che s'addentra dall'ano nel Cavallo di Troia, e v'incontra una galleria di scrittori alla disperata ricerca d'un pubblico: Maloney l'Aeropagita, che si sta crocefiggendo; il bambino invaghito della maestra, Miss Geeney, che scrive il diario d'un pazzo omicida; la stessa Miss Geeney, biografa d'un biografo d'un biografo.

Balso s'addormenta, e sogna d'essere giovane ed innamorato di Jayne, una ragazza deforme che è stata messa incinta da Beagle, un seduttore, che le scrive una lettera in cui racconta come lei morirà. Balso si sveglia e scopre che Geeney è Mary, una sua vecchia fiamma, e fanno l'amore.


Miss Lonely hearts

La signorina Cuori Solitari è un uomo che, sul giornale, scrive una rubrica così intitolata; passa la vita a leggere lettere angosciate e disperate, e a rispondere. Ha iniziato per scherzo, con ambizioni carrieristiche, ma adesso è sconvolto dall'infelicità che legge in tutte quelle lettere.

Si lascia coinvolgere al punto da incontrare la moglie di Doyle, uno storpio, la quale si professa disperata, ma si rivela affamata di sesso: la prima volta Miss Lonelyhearts l'accontenta, ma, nonostante abbia una relazione con la moglie di Shrike (il capo), è legato a Betty; diventa sempre più umano, al punto da confortare Doyle, che gliene è infinitamente grato.

Miss Lonelyhearts è ormai redento: non scherza più con le disgrazie altrui, ed intende sposare Betty; invitato a cena dai Doyle, si sottrae a stento alle attenzioni della donna, che, per vendicarsi, dice al marito d'essere stata quasi violentata da lui. Miss Lonelyhearts è invitato d'onore ad un party dell'alta società: ubriaco, Shrike distribuisce lettere agli invitati per gioco; lui non ci sta, si dimette e li lascia.

Shrike apre una lettera e la legge ad alta voce: è Doyle che minaccia di morte Miss Lonelyhearts; questi ha appena ottenuto il sì di Betty; va a casa febbricitante, e, vittima di allucinazioni, crede d'essere redento da Dio. Quando lo storpio gli si presenta davanti, crede che Dio l'abbia mandato perché compia un miracolo, ma Doyle lo uccide.

Atroce quadro di miseria morale, spietato atto d'accusa contro l'ipocrisia dei media e contro la credulità del pubblico; affresco commosso dell'infelicità umana, delle mille storie di sofferenza e solitudine quotidiana; potente scena finale, in cui un ridicolo giustiziere uccide il redento, mentre il cinico direttore ne distrugge la reputazione, così come l'aveva creata. Pessimismo assoluto: i buoni sono goffi, stupidi, ingenui, non hanno nessuna speranza di vincere.


A cool million

Sarah Pitkins è una povera vedova che vive con il figlio 17enne in una casetta del Vermont. Un giorno il padrone di casa le dà tre giorni per saldare il pagamento, ed il figlio Lemuel va a chiedere aiuto a Wipple, un ex presidente ritirato. Questi gli nega qualsiasi aiuto perché sostiene che gli farebbe del male, e, con una fanatica fiducia nell'America, lo spinge ad abbandonare gli studi e fare fortuna nella land of opportunities.

Whipple s'imbatte in Betta Praia, la quale rimase orfana dodicenne dei genitori in un incendio, e, durante lo stesso incendio, venne violentata dal macellaio Bile Baxter; venne poi affidata ad un'austera famiglia, gli Slimp, ma lui la picchia, lei la tortura e le ragazze la odiano. Lemuel tenta di difenderla da Tom Baxter, prepotente quanto il padre, ma questi lo atterra e violenta la ragazza.

Ripresosi ed ignaro dell'accaduto, Lemuel si mette in viaggio; sul treno viene derubato da un ladro e poi scambiato per questi dalla polizia: condannato a 13 anni, gli vengono tolti tutti i denti. Nel frattempo Betty viene rapita da due italiani, che la vendono ad un bordello cinese di New York; catturato il vero ladro, Lem viene liberato proprio quando entra in carcere Wipple, vittima del crollo di Wall Street, che gli comunica che sua madre è stata sfrattata.

A New York Lem trova la sua casa nel negozio di Asa Goldstein; assiste ad un incidente causato da questi, che sta per uccidere l'anziano banchiere Undertown e la sua bella figlia Alice; li salva, ma questi pensano che sia invece lui responsabile dell'incidente.

Nuovamente rapinato, finisce in ospedale, dove gli asportano un occhio. Sfortunato e sempliciotto, per quanto onesto, coraggioso e generoso, Lem passa di disavventura in disavventura: Lem è la negazione vivente dell'America come land of opportunities. Incontra Whipple, deciso a formare un partito iperamericano che combatta gli ebrei ed i comunisti (la demagogia americana equiparata al nazismo), e l'aiuta a far seguaci fra i disoccupati, ma ebrei e comunisti li picchiano; viene poi impiegato da un ladro professionista, che gli insegna come truffare le gioiellerie, senza peraltro che lui si renda conto di commettere un crimine, finché, passando una sera da Chinatown, viene scorto da Betty, che gli lancia un messaggio d'aiuto: il bordello s'è trasformato perché, grazie alla Depressione, il cinese ha potuto "assumere" molte ragazze di buona famiglia.

Lem viene catturato dal cinese, che poi tenta d'offrirlo ad un omosessuale, ma questi se ne va disgustato quando scopre che Lem è senza denti e senza un occhio. Lem chiede aiuto alla polizia, ma il cinese è un uomo assai potente, e al polizia arresta Lem, dopodiché riconoscono in lui l'autore delle truffe.

In carcere scopre che la giustizia si paga, e, non avendo soldi per pagare il corrotto avvocato, viene condannato: scontata la pena, scopre che l'avvocato gli ha comunque confiscato i soldi; incontra Betty, fuggita, ma ora sono entrambi senza soldi; incontrano Whipple che sta partendo per la California: vuole scavare oro per finanziare il suo partito. A Chicago, però, Lem viene rapito dai comunisti che vogliono sapere dove si trova la miniera di Whipple; grazie ad un incidente (in cui perde il pollice) riesce a fuggire e riprendere il treno.

In California Wipple, Lem, l'indiano Jake Raven e Betty si mettono al lavoro, ma fra loro capita il rozzo e violento omicida sudista, che approfitta della loro ospitalità e poi, durante un'assenza di Wipple, dopo aver tramortito l'indiano ed immobilizzato Lem in un'affilatissima trappola per orsi, violenta e rapisce Betty. L'indiano riesce poi a raggiungere la propria riserva, il cui capo Satinpenny decide di scendere sul sentiero di guerra. Gli indiani trovano il corpo martoriato di Lem, lo scalpano e lo derubano dell'occhio e dei denti falsi; persa una gamba, Lem viene convinto da Wipple a guadagnarsi da vivere come attrazione dell'orrore, e così rincontra Jake, a sua volta imbonitore ambulante: si uniscono alla sua compagnia, che appartiene all'ex poeta Snodgrasse, ma presto s'accorgono che questi è diventato un agente dei sovversivi bolscevichi. Whipple approfitta d'una sosta in una città del Sud per aizzare la folla contro il giuda: la gente lincia Jake, non trova Snodgrasse, rapina la banca, violenta la puerpera del parroco, crocifigge un ebreo, ecc., il tutto nel nome dell'America!

Lem torna a New York, dove trova impiego in una troupe di vaudeville nell'ignominiosa parte d'uno storpio che viene maltrattato e deriso dai due comici; nel frattempo Whipple è riuscito ad organizzare un esercito di fanatici fascisti con cui scatena la ribellione nel Sud. Un giorno arriva anche a New York, nominando Lem capitano: la notte dell'insurrezione generale Lem viene assassinato da un agente comunista.

Nella nuova America di Whipple il compleanno di Lem Pitkin diventa una festività nazionale: il suo martirio è servito a liberare l'America dai comunisti e dagli ebrei e a far trionfare il partito fascista di Whipple.

La lenta agonia dell'eroe si conclude con la sua morte: la sua caduta è continua, implacabile e totale, senza pietà e senza speranza; il colmo dell'ironia è che viene sfruttato come simbolo d'una società nazista; non solo a vincere sono sempre i cattivi (la cui ascesa è, quindi, altrettanto continua, implacabile e totale), ma la caduta di Lem prosegue anche da morto.

Scritto nel periodo della Caccia alle Streghe, della Grande Depressione e dell'ascesa al potere di Hitler, il romanzo dipinge (nei modi iterativi del picaresco e secondo lo stile del Grand Guignol) dipinge un affresco apocalittico dell'America, land of opportunities e promised land al rovescio, dove il male regna sovrano. Le macchiette umoristiche di West (il presidente nazionalista e visceralmente razzista, il sudista omicida e maniaco, i vari prevaricatori e truffatori) sono macchiette di biechi criminali, in cui si fondono humour e ferocia sadiana.

Ancora una volta è anche la folla, ebete e bestiale, ad essere messa sotto accusa; West è il primo critico, acuto e spietato, della società americana: il mito del successo (Hollywood), i media, il mito del denaro e del self-made man, il cinismo, l'indifferenza, la solitudine; le sue satire sono piene d'amarezza e di commossa partecipazione alle sventure della povera gente, ma a quel popolo di vinti West non concede rivincita: sono condannati a vita ad una pena sempre più atroce; l'America di West è ben lontana dalla Promised Land, è un inferno d'amoralità, egoismo e sfrenate ambizioni.

L'America di West è un piccolo mondo abitato di pochi personaggi le cui vite s'intrecciano di continuo, ciascuno replicando all'infinito la propria parte, come nei romanzi del Settecento. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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