Edith Wharton

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Age of innocence
Newland Archer è un giovane dell’alta società di New York, fidanzato alla buona, semplice ed affettuosa May Welland: avviato alla carriera avvocatizia, Newland vive una vita senza sorprese. Ma un giorno compare la cugina di May, Ellen Olenska, reduce da uno scandalo clamoroso: maltrattata ed umiliata dal marito, l’ha lasciato ed è brevemente vissuta con il segretario; Newland ne rimane subito affascinato, benché la società di New York la riceva con ostinata freddezza. Proprio perché attratto da Ellen, Newland convince May ad anticipare il matrimonio. May è una moglie perfetta, ma la sorte s’accanisce nel mettere Ellen sulla strada di Newland: è Newland a gestire i suoi guai con il marito, è Newland a doverla visitare per motivi familiari; poco alla volta Newland s’accorge d’aver sbagliato vita, e manifesta i suoi sentimenti ad Ellen. È però Ellen stessa a fargli capire la follia di quell’amore: lei è bandita dalla società, potrebbe diventare soltanto la sua amante. D’altronde, May (forse non tanto ingenua come sembra) riesce a mettere Ellen nelle peggiori condizioni di colpa: la tratta con affetto ed amicizia, con assoluta fiducia, e, un giorno, al culmine della crisi, le rivela d’essere incinta, anche senza esserne certa. Allora Ellen decide di tornare in Europa per non farle del male. May è davvero ignara ed ingenua? O ha capito tutto e ha subdolamente costretto Ellen ad andarsene? Comunque sia, soltanto giorni dopo, quando lui ha deciso di confessarle tutto, rivela al marito che Ellen se ne va e che lei è incinta: di fatto, May rende inutile e vigliacco ciò che Newland stava per confessarle; non è chiaro, insomma, se l’ingenua sia May (la mogliettina perfetta, modesta e comprensibile, la cugina-amica impeccabile) od Ellen (la degenerata e spregiudicata avventuriera che è sempre stata, in realtà, condannata a perdere dalla vita ed adesso s’autocondanna all’esilio ed alla solitudine). Ventisei anni dopo May è morta ed i due figli, Dallas e Mary, stanno per sposarsi. Dallas convince il padre a seguirlo a Parigi; colà giunti, Dallas gli rivela di sapere tutto di lui ed Ellen: fu May stessa a confidargli, prima di morire, la storia, aggiungendo che lui, suo padre, aveva rinunciato per lei, sua madre, all’unica cosa che avesse mai davvero desiderato; poi lo convince ad accompagnarlo a visitare Ellen, ma Newland preferisce restare seduto su una panchina a guardare la finestra di Ellen. Storia commovente, di delicata psicologia. Il protagonista non è Newland, è May, o, forse Ellen stessa: Newland è manovrato da loro due, inerme davanti alle loro manovre, impotente di fronte alla vita.
Ethan Frome

Ethan Frome vive, in condizioni miserabili e chiuso nel suo cupo riserbo, in un povero villaggio del New England. La ragione è nel passato: lui e la moglie Zenobia (sposata più che altro per riconoscenza, per come aveva assistito la madre morente) erano ancora giovani quando Zenobia decise di prendere in casa la cugina orfana Matt. Questa, vivace e curiosa, era diventata la compagna inseparabile di Ethan, il quale aveva finito, più o meno incoscientemente, per innamorarsene; viceversa, Zenobia era dura ed acida, e, resasi conto della simpatia che correva fra i due, aveva cominciato a mostrarsi ostile a Matt; infine, aveva escogitato uno stratagemma per liberarsene: adducendo uno dei suoi tanti malanni, era andata a farsi visitare da un dottore, e, al ritorno, aveva annunciato di dover assumere una serva per badare ai lavori, e, non potendo Ethan sfamare una bocca in più, che Matt doveva andarsene. Ma, durante la sua assenza, i legami fra Ethan e Matt s'erano stretti ancor più saldamente, e, benché riluttante, Ethan se ne era talmente invaghito da non sopportare l'idea di perderla, e per di più di doverla buttare in mezzo ad una strada: tentato invano di far recedere la consorte ed accarezzato per un attimo il sogno di fuggire con Matt all'Ovest, Ethan aveva portato via Matt in slitta nella bufera e, nell'euforia e nella disperazione, la slitta s'era rovesciata.

Adesso i tre vivono ancora insieme: Matt immobilizzata su una sedia, Ethan ridotto in miseria e Zenobia, dimenticati tutti gli acciacchi, a badare ad entrambi, nell'opprimente atmosfera d'una miserabile cucina.

Zenobia personifica un destino inesorabile, il suo glaciale, crudele mutismo è il protagonista del racconto. If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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