Zena

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La bocca del lupo

La Pece Greca e` un vicolo di Genova popolato da gente umile e disperata, uomini, donne e ragazzi oggi pronti ad aiutarsi caritatevolmente e domani a sbranarsi l'un l'altro per un tozzo di pane. Francisca Carbone e` rimasta vedova con tre figlie da mantenere, e alle sue disgrazie s'e` aggiunta la morte dell'unico figlio maschio; in casa sono piu` i giorni in cui si salta il pasto che quelli in cui si mangia.

Angela e` la figlia maggiore, brava e religiosa, ideale donna di casa; nutre un affetto silenzioso ma tenace per Giacomino Triborno, ma i genitori del giovane non vedono di buon occhio il fidanzamento e, soprattutto le sorelle Testette, fanno di tutto per mandarlo a monte; ci riusciranno perche' Angela sara` costretta a dar via la sua dote per porre riparo alle disgrazie capitate in famiglia: aggravatasi la sua debolezza fisica e definitivamente frustrate dal matrimonio di Giacomino le sue speranze, Angela morira` in ospedale dimenticata dai familiari ma assistita dalle perfide Testette, pentite per l'occasione.

Battistina, considerata dalla madre quasi una bastarda, vive coi nonni a Manassola; quando viene a Genova per assistere alla comunione della sorella minore, non la vogliono in casa neppure durante i preparativi, e se la dimenticano all'uscita dalla chiesa; dopo essersi perduta per Genova, deve tornare al paese, e quando la stessa sorella minore viene a stare a Manassola la evita perche', per guadagnarsi da vivere, serve le monache, e, per risparmiare, si veste di stracci. Soltanto Angela le vuole veramente bene: tra l'indifferenza generale, finira` per farsi monaca e partire per la Patagonia coi missionari di don Bosco.

Marinetta e` gia` donna a tredici anni: sotto l'influsso dei suoi due protettori, la Rapallina (donna di mondo con tanto d'amante, di professione pettinatrice) e Costante (che tiene le fila del lotto clandestino), si avvia alla carriera di ballerina. Frustrata quest'ambizione troppo presuntuosa, Marinetta rimane convinta d'essere destinata a qualcosa di meglio della miseria in cui e` nata; comincia cosi` a pretendere di vestirsi bene quando Angela e la madre faticano a sfamarla, e poi a mettere egoisticamente da parte i soldi guadagnati col suo lavoro di pettinatrice e grazie alle equivoche amicizie che via via contrae, sino alla signora Barbara, una prostituta. Dall'avventura a Manassola conserva un amore non molto serio per Pollino Gabitto (a lungo diviso con Camillo, scandalizzando la gente perbene del paese), che dovra` sposare di nascosto per nascondere il suo improvviso stato di gravidanza. Dopo il fastoso matrimonio (per il quale si dimenticheranno della morente Angela), Marinetta ha le doglie, e la madre e` brava a nascondere tutto al marito; ma la ragazza s'avvia inesorabilmente verso la prostituzione: fredda di cuore ed egoista, per lei non c'e` ne' pieta` ne' comprensione.

Un po' a causa della fame, un po' a causa di un'evidente stupidita`, Bricicca, cioe` mamma Francisca, non fa una bella figura: si lascia inguaiare da Costante (che le offre un banco clandestino e l'abbandona quando viene arrestata), non prova alcun affetto materno per la povera Battistina (ne' quando la smarrisce per Genova il giorno della festa di Marinetta, ne' quando la figlia parte missionaria); non sa indirizzare sulla retta via la piu` vulnerabile delle sue figlie, la bella Marinetta, e sino all'ultimo non ne capisce l'umiliante caduta, e dimentica persino Angela, che ha sacrificato la sua felicita` e la sua vita per le sorelle; alla fine si pentira` di questi peccati, e sara` quasi felice di scontarli in prigione.

Attorno a questa famiglia gravitano le altre macchiette del vicolo: la Rapallina, Costante, l'invidiosa e maligna Bardiglia (aggredita e malmenata per le sue malignita` persino da Angela e Bricicca), suo fratello Bastiano (partito invano inseguito dalla Bricicca), la mediatrice Pellegra (amica di famiglia, ma all'occasione anch'essa avvoltoio), il mancato fidanzato Giacomino (grande e grosso, ma succube delle sorelle), il marito d'occasione Polillo, l'avvocato-usuraio Raibetta (un'altra amicizia di Marinetta, ufficialmente difensore di Bricicca, ma in realta` preoccupato soltanto di salvare l'amico Costante), le perfide sorelle Testette, e la folla curiosa e maligna del vicolo, pronta a godere delle disgrazie altrui come se cio` potesse servire ad alleviare le proprie.

Il commento del narratore e` un misto di familiarita` e di saggezza proverbiale; soltanto in questo (e nell'ambiente genovese) il romanzo si differenzia dai "Malavoglia" di Verga.

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