Paul Morrisey
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Allievo di Warhol, tuttofare della sua Factory, Paul Morrisey utilizzo' i suoi insegnamenti in film semi- documentari, quasi sempre a tesi. Flesh (1969) segue un drogato, sposato e con un figlio, che si prostituisce agli omosessuali. La giornata di un prostituto. Il naturalismo documentario di questo film si inserisce nel filone tradizionale degli studi sull'emarginazione. Trash (1970), desolato e scurrile, affonda nell'immondizia morale della metropoli: un drogato impotente e il suo laido compagno travestito vegetano nei bassifondi senza altro scopo che sfamarsi. L'abbrutimento progressibo dei due e' mostrato senza veli, con scene di masturbazione e di sesso orale; una coppia borghese, dopo che lei si e' fatta violentare dall'hippy, assiste curiosa alla scena di questi che si inietta la droga; la sorella del travestito fa l'amore con lui, suscitando le ire del travestito.

Heat (1971), in cui rivive parodisticamente, con un occhio da barbaro, il Sunset Boulevard di Wilder. Un popolo di reietti disperati replica il mito del successo della borghesia: la figlia lesbica e drogata, i fratelli travestiti, l'ex-marito amante di un repellente omosessuale; il finale e' parodistico: l'anziana attrice spara all'attore disoccupato che si e' fatto mantenere ed ora la vuole lasciare, ma la pistola fa cilecca. Smitizzando la droga e mostrando l'alienazione dei giovani, Morrisey accusa una generazione. Il suo metodo, sperimentale ma non troppo, applicato ad un soggetto cosi' provocante e con dovizia di oscenita' "scandalose", serve a far entrare l'underground nei circoli commerciali. Affiora sempre una vena umoristica, maltrattante, che sembra voler volgere tutto in parodia. Il nichilismo barbarico di Morissey e' unaa denuncia della fine della civilta' dei valori. La nuova societa' e' costituita soltanto di rifiuti. La nuova cultura e' una cultura del nulla. L'anonimita' dei suoi protagonisti e' significativa della motre dell'eroe.

In seguito si e' dato a film truculenti e parodistici?. In Flesh For Frankenstein (1975), film a tre dimensioni, il barone aspira a far accoppiare due robot ma e' ostacolato da una corte di ninfomani, subnormali, playboys e, ovviamente, cadaveri.

In Blood For Dracula (1975) l'anziano conte e' alla ricerca disperata di sangue vergine; al castello dove e' ospitato trova soltanto fanciulle assatanate e deve farsi largo in un'orgia di amplessi che hanno per protagonista l'avvenente cameriere.

Forty Dence (82) e' un Kammer? di estrema ferocia: in uno squallido appartamento quattro giovani prostituti uccidono involontariamente con una overdose un bambino che hanno rapito per venderlo ad un omosessuale.

Mixed Blood (85) narra la guerra tra due bande di spacciatori ispanici di Alphabet City e ne approfitta per tracciare? un affresco della vita quotidiana di quell'inferno sociale fatto di violenza continua.

La filosofia di Warhol e Morrisey e' quella del non-auteur: non deve esistere l'autore del film, l'autore del film e' il suo soggetto. Il loro cinema non e' un cinema di registi. Rispetto a Warhol Morrisey rappresenta la tendenza verso il pubblico, il bisogno di "intrattenere".

Spike Of Bensonhurst (88) satireggia la decadenza dei valori tradizionali attraverso vicende mafiose a Brooklyn, imperniate attorno a un boxer fallito che ha la sventura di sedurre la figlia di un boss; i suoi goffi tentativi di essere degno della promessa.

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