Gene Roddenberry
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Nel 1966 prese il via la serie televisiva di Star Trek, ideata da Gene Roddenberry. La vicenda e' strettamente collegata agli ideali della Nuova Frontiera Kennediana e si ispira ai romanzi picareschi del Medioevo. Ogni episodio e' ambientato in un mondo diverso, dove la piccola comunita' degli astronauti deve fronteggiare nemici sempre piu' fantastici. La novita' sta nel mettere un'intera comunita' su un'astronave. Ciascun individuo ha la sua personalita' e il suo ruolo, in cui lo spettatore puo' subito riconoscere persone della vita di tutti i giorni. E' la prima "space opera": una cronaca dell'epopea di un manipolo di audaci esploratori che ricorda le carovane del Far West (Stagecoach di Ford). I mostri di Star Trek non sono puro horror, sono piuttosto come gli indiani. Col passare degli episodi si mette in luce la loro civilta', diversa ma non meno complessa e giustificabile di quella umana. La civilta' dei mostri si scinde poi in civilta' diverse, spesso in lotta tra loro. E allora Star Trek diventa una vera e propria saga galattica, in cui i personaggi ricorrono di episodio in episodio. Gli episodi cominciano a complicare la morale, a tener conto delle ragioni dei "mostri", a proiettare le vicende dell'astronave su scala galattica, dove lo spettro dei valori si amplia a dismisura e il manicheismo originale (amico/nemico=buono/cattivo)non vale piu'. Il pubblico ha modo di familiarizzare con i vari personaggi e di riconoscerli come "maschere". La ciurma dell'astronave e' a sua volta una famiglia, articolata in figure facilmente identificabili e arroccata attorno allo scopo supremo della sopravvivenza. Spesso l'identificazione viene accentuaua da un'ambientazione che ricorda luoghi o epoche della Terra. I continui riferimenti alla cultura umana fanno si' che il pubblico si immedesimi facilmente. I valori ideologici sono quelli della democrazia americana e dell'etica puritana. Presto la complessita' psicologica diventera' preminente e, in particolare di fronte al senso di responsabilita', si avranno dei veri e propri monologhi shakespeariani. Le meditazioni sulla responsabilita' (ovvero sul potere) e sul destino (ovvero sulla condizione umana) nobilitano l'avventura e larendono commovente. La nobilta' della missione ulissica di esplorazione dell'ignoto finisce per passare in secondo piano rispetto ad altre manifestazioni di "eroismo" privato.

Il serial venne ridotto per il cinema da Wise (1979), che ne fece un pretesto per uno Show di effetti speciali, da Meyer (82), che riprese un episodio televisivo e, soprattutto, da Leonard Nimoy stesso, l'orecchie-a-punta semi-alieno ufficiale scientifico Spock della ciurma (84, 86). Spock e Kirk (l'ammiraglio) sono i due leaders dell'astronave Enterpraise, ma il secondo e' uno stereotipo kitsch di responsabilita' del comando, mentre Spock e' il simbolo vivente del futuro, un cervello ibrido, terrestre e non. E' lui a squilibrare la psicologia dell'astronave. Come regista Nimoy si e' retto a depositario dell'universo morale del serial.

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