Edgar Broughton
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Edgar Broughton fu uno dei protagonisti della tarda stagione psichedelica alla fine degli anni '60. Fu forse unico in Gran Bretagna nell'unire i suoni dell'acid-rock alle istanze rivoluzionarie che provenivano dal Continente. In pratica, la Band di Broughton fuse David Peel e Jefferson Airplane e li trapianto` nelle "feste" alternative del rock militante.

La musica di Wasa Wasa (Harvest, 1969) e` infatti al tempo stesso allucinogena e sarcastica. Il singolo Evil, la lunga e teatrale Dawn Crept Away, l'epilettica Love In The Rain, l'"Hendrix-iana" Why Can't Somebody Love Me facevano leva su un canto roco e devastante alla Captain Beefheart, su ritmi bombardanti, su sventagliate chitarristiche.

Sing Brother Sing (1970) aveva gia` perso gran parte di quella potenza, ma mostrava un talento piu` sofisticato nella lunga suite-collage di Moth.

I capolavori uscirono pero` soltanto a 45 giri: Evil/ Death Of An Electric Citizen (1969), l'esorcismo tribale di Out Demons Out (1970), che divenne la sigla dei loro concerti, Apache Dropout (1970), che fonde (letteralmente) Apache degli Shadows e Dropout Boogie di Captain Beefheart, Hotel Room (1971), una ballata stralunata degna di Syd Barrett.

Messe da parte le velleita` comuniste, gli album successivi, meglio arrangiati e piu` disciplinati, fecero pero` capire che il suo programma non era mai stato molto musicale. I brani da salvare si contano sulle punta delle dite: la ballata in stile hare-krishna Evening Over Rooftops su Edgar Broughton Band (1971); il blues sincopato e demenziale Gone Blue e il boogie ossessivo e psicotico I Got Mad su Inside Out (1972); l'elegia "Dylan-iana" Green Lights su Oora (1973).

Best (Harvest, 1976) e` un'antologia del periodo d'oro.

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