- Dalla pagina su Isaac Hayes di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
L'ennesima "big thing" del Southern Soul furono i rap orchestrali estesi di Isaac Hayes (Covington, 1942), che debuttò su Presenting (1967) con una lunga cover di Misty di Erroll Garner, e che maturò nell'album da quattro canzoni Hot Buttered Soul (1969), che comprende cover colossali di By The Time I Get To Phoenix di Jimmy Webb e Walk On By di Burt Bacharach.
Movement (1970) era più o meno la stessa solfa: quattro lunghe cover, inclusa Something di George Harrison.
Questo stile di canto sommesso e produzione sontuosa furono ulteriormente rivoluzionati dalla colonna sonora del film Shaft (1971), che aggiunse una forte corrente sotterranea funky.
Black Moses (1971) fu un altro ambizioso (doppio) album.
Hayes è morto di infarto a Memphis nel 2008, pochi giorni prima di compiere 66 anni.
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