- Dalla pagina su Maria Muldaur di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Maria (Grazia Rosa Domenica) Muldaur (vero cognome D'Amato), residente a New York, è stata una delle cantanti più dotate degli anni '70, capace di interpretare con solenne passione sia brani folk e blues sia brani jazz e rock.
Veterana dei circuiti folk newyorkesi, cantò nel leggendario disco della Even Dozen Jug Band, Even Dozen Jug Band (Elektra, 1964), per poi essere arruolata dalla band di Jim Kweskin (fino al 1967), dove conobbe il marito Geoff Muldaur.
Successivamente i Muldaurs registrarono Pottery Pie (Reprise, 1969) e Sweet Potatoes (Warner, 1972).

Una scelta intelligente del materiale, una band di supporto di esperti musicisti blues e country e una voce spettacolare, acuta e jazz hanno caratterizzato i suoi album classici: Mud Acres (Rounder, 1972), Maria Muldaur (Reprise, 1973), con Dr John e Ry Cooder e due gemme come Midnight At The Oasis (di David Nichtern) e Work Song (di Kate McGarrigle), Waitress In A Donut Shop (Reprise, 1974), contenente I'm A Woman (Leiber & Stoller), Sweet Harmony (Reprise, 1976), Southern Winds (1978) e Open Your Eyes (1979).

Muldaur ha poi abbracciato la musica gospel in Gospel Night (Takoma, 1980), There Is Love (Myrrh, 1982) e Sweet & Low (Spindrift, 1984).

Ritornò alla musica laica con l'escursione pop-jazz di Transblucency (Uptown, 1986). Un tributo al sound di New Orleans, Louisiana Love Call (Black Top, 1992), Jazzabelle (Stony Plain, 1993) e Meet Me At Midnite (Black Top, 1994) dimostrò che le sue capacità interpretative erano più impressionanti che mai. Ha sempre evitato il materiale contemporaneo, prediligendo la rinascita di civiltà musicali antiche, persino arcaiche. Come cantante blues grintosa è la migliore di tutti.

Love Wants to Dance (Telarc, 2004) copre un'ampia gamma di stili, dal blues al pop al country. Ha scavato nei primi decenni del XX secolo per Naughty Bawdy and Blue (2007).


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